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Catechismo della Chiesa Cattolica


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II. Venga il tuo Regno

 

2816 Nel Nuovo Testamento la parola “Basileia” può essere tradotta con regalità (nome astratto), regno (nome concreto) oppure signoria (nome d'azione). Il Regno di Dio è prima di noi; si è avvicinato nel Verbo incarnato, viene annunciato in tutto il Vangelo, è venuto nella Morte e Risurrezione di Cristo. Il Regno di Dio viene fin dalla santa Cena e nell'Eucaristia, esso è in mezzo a noi. Il Regno verrà nella gloria allorché Cristo lo consegnerà al Padre suo:

 

E' anche possibile che il Regno di Dio significhi Cristo in persona, lui che invochiamo con i nostri desideri tutti i giorni, lui di cui bramiamo affrettare la venuta con la nostra attesa. Come egli è la nostra Risurrezione, perché in lui risuscitiamo, così può essere il Regno di Dio, perché in lui regneremo [San Cipriano di Cartagine, De oratione dominica, 13: PL 4, 527C-528A].

 

 

2817 Questa richiesta è il “Marana tha”, il grido dello Spirito e della Sposa: “Vieni, Signore Gesù”.

 

Anche se questa preghiera non ci avesse imposto il dovere di chiedere l'avvento del Regno, noi avremmo, con incontenibile spontaneità, lanciato questo grido, bruciati dalla fretta di andare ad abbracciare ciò che forma l'oggetto delle nostre speranze. Le anime dei martiri, sotto l'altare, invocano il Signore gridando a gran voce: “Fino a quando, Sovrano, non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra?” ( Ap 6,10 ). A loro, in realtà, dev'essere fatta giustizia, alla fine dei tempi. Signore, affretta, dunque, la venuta del tuo Regno! [Tertulliano, De oratione, 5]

 

2818 Nella Preghiera del Signore si tratta principalmente della venuta finale del Regno di Dio con il ritorno di Cristo [Cf Tt 2,13 ]. Questo desiderio non distoglie però la Chiesa dalla sua missione in questo mondo, anzi, la impegna maggiormente. Infatti, dopo la Pentecoste, la venuta del Regno è l'opera dello Spirito del Signore, inviato “a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione” [Messale Romano, Preghiera eucaristica IV].

 

 

2819 “Il Regno di Dio. . . è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” ( Rm 14,17 ). Gli ultimi tempi, nei quali siamo, sono quelli dell'effusione dello Spirito Santo. Pertanto è ingaggiato un combattimento decisivo tra “la carne” e lo Spirito: [Cf Gal 5,16-25 ]

 

Solo un cuore puro può dire senza trepidazione alcuna: “Venga il tuo Regno”. Bisogna essere stati alla scuola di Paolo per dire: “Non regni più dunque il peccato nel nostro corpo mortale” ( Rm 6,12 ). Colui che nelle azioni, nei pensieri, nelle parole si conserva puro, può dire a Dio: “Venga il tuo Regno!” [San Cirillo di Gerusalemme, Catecheses mistagogicae, 5, 13: PG 33, 1120A].

 

2820 Con un discernimento secondo lo Spirito, i cristiani devono distinguere tra la crescita del Regno di Dio e il progresso della cultura e della società in cui sono inseriti. Tale distinzione non è una separazione. La vocazione dell'uomo alla vita eterna non annulla ma rende più imperioso il dovere di utilizzare le energie e i mezzi ricevuti dal Creatore per servire in questo mondo la giustizia e la pace [Con. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22; 32; 39; 45; Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 31].

 

 

2821 Questa domanda è assunta ed esaudita nella preghiera di Gesù, [Cf Gv 17,17-20 ] presente ed efficace nell'Eucaristia; produce il suo frutto nella vita nuova secondo le Beatitudini [Cf Mt 5,13-16; 2821 Mt 6,24; Mt 7,12-13 ].

 




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