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Redemptoris missio
Ioannes Paulus PP. II
1990 12 07
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Preghiera e sacrifici per i missionari

 

78. Tra le forme di partecipazione il primo posto spetta alla cooperazione spirituale: preghiera, sacrificio testimonianza di vita cristiana. La preghiera deve accompagnare il cammino dei missionari, perché l' annunzio della Parola sia reso efficace dalla grazia divina. San Paolo nelle sue Lettere chiede spesso ai fedeli di pregare per lui, perché gli sia concesso di annunziare il vangelo con fiducia e franchezza. Alla preghiera è necessario unire il sacrificio: il valore salvifico di ogni sofferenza, accettata e offerta a Dio con amore, scaturisce dal sacrificio di Cristo, che chiama le membra del suo mistico corpo ad associarsi ai suoi patimenti, a completarli nella propria carne. (Col 1,24) Il sacrificio del missionario deve essere condiviso e sostenuto da quello dei fedeli. Perciò, a coloro che svolgono il loro ministero pastorale fra i malati raccomando di istruirli circa il valore della sofferenza, incoraggiandoli a offrirla a Dio per i missionari. Con tale offerta i malati diventano anch'essi missionari, come sottolineano alcuni movimenti sorti tra loro e per loro. Anche la solennità di Pentecoste - inizio della missione della chiesa -- è celebrata in alcune comunità come «giornata della sofferenza per le missioni».

 




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