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Redemptoris missio
Ioannes Paulus PP. II
1990 12 07
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Nel Risorto il Regno si compie ed è proclamato

 

16. Risuscitando Gesù dai morti, Dio ha vinto la morte e in lui ha inaugurato definitivamente il suo regno. Durante la vita terrena Gesù è il profeta del regno e, dopo la sua passione, risurrezione e ascensione al cielo, partecipa della potenza di Dio e del suo dominio sul mondo. (Mt 28,18); (At 2,36); (Ef 1,18) La risurrezione conferisce una portata universale al messaggio di Cristo, alla sua azione e a tutta la sua missione. I discepoli avvertono che il regno è già presente nella persona di Gesù e viene a poco a poco instaurato nell'uomo e nel mondo mediante un misterioso legame con lui. Dopo la risurrezione, infatti, essi predicavano il regno annunziando Gesù morto e risorto. Filippo in Samaria «recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo». (At 8,12) Paolo a Roma «annunziava il regno di Dio e insegnava le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo». (At 28,31) Anche i primi cristiani annunziavano «il regno di Cristo e di Dio», (Ef 5,5); (Ap 11,15); (Ap 12,10) oppure «il regno eterno del Signore nostro e Salvatore Gesù Cristo». (2 Pt 1,11)

È sull'annunzio di Gesù Cristo, con cui il regno si identifica, che è incentrata la predicazione della chiesa primitiva. Come allora, oggi bisogna unire l'annunzio del regno di Dio (il contenuto del «kérygma» di Gesù) e la proclamazione dell'evento Gesù Cristo (che è il «kérygma» degli apostoli). I due annunzi si completano e si illuminano a vicenda.

 




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