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Redemptoris missio
Ioannes Paulus PP. II
1990 12 07
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Amare la Chiesa e gli uomini come li ha amati Gesù

 

89. La spiritualità missionaria si caratterizza, altresì, per la carità apostolica, quella del Cristo che venne «per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi» (Gv 11,52) buon Pastore che conosce le sue pecore, le ricerca e offre la sua vita per loro. (Gv 10,1) Chi ha spirito missionario sente l'ardore di Cristo per le anime e ama la chiesa, come Cristo. Il missionario è spinto dallo «zelo per le anime», che si ispira alla carità stessa di Cristo, fatta di attenzione, tenerezza, compassione, accoglienza, disponibilità, interessamento ai problemi della gente. L'amore di Gesù è molto profondo: egli, che «sapeva quello che c'è in ogni uomo» (Gv 2,25) amava tutti offrendo loro la redenzione e soffriva quando questa veniva rifiutata. Il missionario è l'uomo della carità: per poter annunziare a ogni fratello che è amato da Dio e che può lui stesso amare, egli deve testimoniare la carità verso tutti, spendendo la vita per il prossimo. Il missionario è il «fratello universale», porta in sé lo spirito della chiesa, la sua apertura e interesse per tutti i popoli e per tutti gli uomini, specie i più piccoli e poveri. Come tale, supera le frontiere e le divisioni di razza, casta o ideologia: è segno dell'amore di Dio nel mondo, che è amore senza nessuna esclusione né preferenza. Infine, come Cristo egli deve amare la chiesa: «Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei». (Ef 5,25) Questo amore, spinto fino a dare la vita, è per lui un punto di riferimento. Solo un amore profondo per la chiesa può sostenere lo zelo del missionario; il suo assillo quotidiano - come dice san Paolo - è «la preoccupazione per tutte le chiese». (2 Cor 11,28) Per ogni missionario «la fedeltà a Cristo non può essere separata dalla fedeltà alla sua chiesa». 173

 




173 CONC. ECUM. VAT. II, decreto sul ministero e sulla vita sacerdotale Presbyterorum Ordinis, 14.

 






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