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Redemptoris missio
Ioannes Paulus PP. II
1990 12 07
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Cristo rende presente il Regno

 

13. Gesù di Nazareth porta a compimento il disegno di Dio. Dopo aver ricevuto lo Spirito santo nel battesimo, egli manifesta la sua vocazione messianica: percorre la Galilea «predicando il vangelo di Dio e dicendo: "Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo"». (Mc 1,14); (Mt 4,17); (Lc 4,43) La proclamazione e l'instaurazione del regno di Dio sono l'oggetto della sua missione: «È per questo che sono stato inviato». (Lc 4,43) Ma c'è di più: Gesù è lui stesso la «buona novella», come afferma già all'inizio della missione nella sinagoga del suo paese, applicando a sé le parole di Isaia sull'Unto, inviato dallo Spirito del Signore. (Lc 4,14) Essendo la «buona novella», in Cristo c'è identità tra messaggio e messaggero, tra il dire, l'agire e l'essere. La sua forza, il segreto dell'efficacia della sua azione sta nella totale identificazione col messaggio che annunzia: egli proclama la «buona novella» non solo con quello che dice o fa, ma con quello che è. Il ministero di Gesù è descritto nel contesto dei viaggi nella sua terra. L'orizzonte della missione prima della pasqua è centrato su Israele; tuttavia, Gesù offre un elemento nuovo di importanza capitale. La realtà escatologica non è rinviata a una fine remota del mondo, ma si fa vicina e comincia ad attuarsi. Il regno di Dio si avvicina, (Mc 1,15) si prega perché venga, (Mt 6,10) la fede lo scorge già operante nei segni, quali i miracoli, (Mt 11,4) gli esorcismi, (Mt 3,13) l'annunzio della «buona novella» ai poveri. (Lc 4,18) Negli incontri di Gesù con i pagani è chiaro che l'accesso al regno avviene mediante la fede e la conversione (Mc 1,15) e non per semplice appartenenza etnica. Il regno che Gesù inaugura è il regno di Dio: Gesù stesso rivela chi è questo Dio, che chiama col termine familiare di «abbà», Padre. (Mc 14,36) Il Dio, rivelato soprattutto nelle parabole, (Lc 15,3); (Mt 20,1) è sensibile alle necessità e alle sofferenze di ogni uomo: è un Padre amoroso e pieno di compassione, che perdona e dà gratuitamente le grazie richieste. San Giovanni ci dice che «Dio è amore». (1 Gv 4,8) Ogni uomo, perciò, è invitato a «convertirsi» e a «credere» all'amore misericordioso di Dio per lui: il regno crescerà nella misura in cui ogni uomo imparerà a rivolgersi a Dio nell'intimità della preghiera come a un Padre (Lc 11,2); (Mt 23,9) e si sforzerà di compiere la sua volontà. (Mt 7,21)

 




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