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EPISTOLA
SUL NOSTRO CUORE
DEL PAPA BENEDETTO XV
AL CARDINALE PIETRO GASPARRI,
SEGRETARIO DI STATO,
IN SEGUITO AL TERREMOTO
IN ABRUZZO
Signor Cardinale, sul Nostro cuore di Padre, lacero già dalla crudeltà di uno
spettacolo che l’umana storia mai non conobbe, il terremoto del 13 corrente ha
aperto un’altra ferita, sanguinante di non meno vivo dolore.
Mentre sotto il colpo della raccapricciante sciagura adoriamo i
disegni della divina Provvidenza, Noi ravvisiamo Nostro ufficio di dedicare
senza indugio a sollievo delle sventurate e care popolazioni, rimaste superstiti
dal tremendo flagello, tutte le cure di Padre e di Pastore, che Ci saranno
consentite dalle strettezze della Sede Apostolica.
Evvi tuttavia, fra i superstiti, una schiera che reclama
illimitata l’affettuosa
Nostra sollecitudine, vogliamo dire i miseri orfanelli. Dinanzi a questi infelici, Noi, signor Cardinale, sentiamo, più
ancora che
per ogni altro, le viscere della paternità che Gesù Cristo Ci ha
data.
È perciò che, confidando nel saggio ed alacre zelo del quale
Ella in pochi
mesi Ci ha porto prove cospicue, e nutrendo fiducia che l’opera
sua, nonché essere
ostacolata, troverà da ogni parte favore, Noi abbiamo deliberato
di conferire
a Lei pieno mandato in ordine alla ricerca, alla cura ed alla
educazione dei menzionati
orfanelli, autorizzandola a prendere all’uopo tutti quei
provvedimenti
che saranno necessari. E Ci è grato sperare che non invano Ella si adoprerà nel
nome del Vicario di Cristo, sia per asciugare queste amarissime fra tutte le
lacrime, sia per formare tanti infelici alla vita religiosa e civile, alla quale
la sventura li ha anche meglio preparati.
Conforto nei non lievi sacrifici onde l’ardua impresa Le sarà
apportatrice, sia a Lei, signor Cardinale, l’Apostolica Benedizione che, auspice
delle grazie celesti, di gran cuore Le impartiamo.
Dal Vaticano, il 25 gennaio 1915.
BENEDICTUS PP. XV
Copyright © Libreria
Editrice Vaticana
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