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EPISTOLA 
ALLATUM NUPER
DEL PAPA BENEDETTO XV
AL CARDINALE GIACOMO GIBBONS,
ARCIVESCOVO DI BALTIMORA;
AL CARDINALE GIOVANNI M. FARLEY,
ARCIVESCOVO DI NEW YORK;
AL CARDINALE GUGLIELMO O’ CONNELL,
ARCIVESCOVO DI BOSTON,
E AGLI ALTRI ARCIVESCOVI E VESCOVI
DEGLI STATI UNITI D’AMERICA
IN OCCASIONE DEL XXV ANNIVERSARIO
DELLA FONDAZIONE
DELL'UNIVERSITÀ CATTOLICA DI WASHINGTON
 

Diletti Figli Nostri e venerabili Fratelli,
salute e Apostolica Benedizione.

Ci è stato riferito recentemente che si stanno preparando a Washington le celebrazioni del felice compimento del venticinquennio dalla fondazione dell’Università cattolica e che esse saranno degne, come si spera, di futura prosperità, sia per la vostra presenza, sia per quella di illustri laici. Che voi tra i primi, diletti Figli Nostri e venerabili Fratelli, siate giustamente lieti di questa felice situazione dell’Ateneo, nessuno può mettere in dubbio, se riconosce che soprattutto alla vostra preveggenza sono dovuti gli esordi e i progressi tanto consolanti di questa alma sede di studi. Ma in verità questa vostra gioia non vi appartiene a tal punto da non essere, e con qualche ragione, comune anche a Noi. Infatti apprezziamo o piuttosto nutriamo molto affetto per il popolo americano, forte, giovanile e a nessuno secondo per solerzia di pensiero e di azione; e come desideriamo spianargli una via sempre più ampia verso ogni ascesa umana, così non possiamo non essere assai felici di tutte quelle circostanze di cui esso si può giovare per conseguire tale progresso.

Ma le vostre assidue cure, in verità, non si volsero soltanto a coltivare la mente con la dottrina, ma piuttosto con quella celeste sapienza la cui « luce è inestinguibile » e per la quale si profila nel futuro ogni bene per le vostre greggi. Non vi sarà certamente nessuno, dotato di una retta capacità di giudizio, che non ritenga esemplari le testimonianze della vostra sollecitudine pastorale, in tutto degne di essere imitate con fervore e simpatia soprattutto dai cattolici, e in primo luogo dal clero. In questa circostanza non vogliamo che manchino le Nostre lodi ai Cavalieri Colombiani; essi, avendo assegnata alla Università di Washington una ingente somma di danaro (come di recente hai comunicato) hanno ottenuto, con decisione lungimirante, che i benefìci di una solida e cristiana educazione si estendessero più largamente ai giovani di più umile condizione. Come un tale insigne esempio di beneficenza trova il consenso di tutti i buoni, così lo proponiamo a tutti i facoltosi perché sia imitato ed emulato; e vivamente desideriamo che voi stessi, diletti Figli Nostri e venerabili Fratelli, collaboriate alla validità dell’Ateneo mandando in esso alunni le cui più eminenti doti d’ingegno e di animo offrono maggior motivo di fiducia. Oltre agli altri vantaggi che si spera ne possano derivare, si conseguirà anche quello di educare il clero della Chiesa americana secondo una sola e identica dottrina e disciplina; un tale risultato (parliamo a persone esperte) sarà tanto più utile, quanto più il clero si gioverà dei suoi frutti o si accrescerà più pronta e stretta la concordia delle volontà.

Nel chiedere tale grazia a Dio con assidue preghiere, come auspicio dei doni celesti e come testimonianza del Nostro affetto, a voi tutti, diletti Figli Nostri e venerabili Fratelli, al Rettore, agli insegnanti e agli alunni del Liceo di Washington e ai Cavalieri Colombiani impartiamo con amore in Dio l’Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 12 marzo 1915, nel primo anno del Nostro Pontificato.

BENEDICTUS PP. XV

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

  

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