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EPISTOLA
QUONIAM AFRICANARUM
DEL PAPA
BENEDETTO XV
AL CARDINALE DI SANTA ROMANA CHIESA
PAOLINO PIETRO ANDRIEU,
ARCIVESCOVO DI BORDEAUX,
SULLA RACCOLTA DI PUBBLICHE OFFERTE
DURANTE IL GIORNO DELL'EPIFANIA
PER LA REDENZIONE DEI NERI
Diletto Figlio Nostro, salute e Apostolica Benedizione.
Poiché codesta florida città, che è sede della tua missione, è
considerata il principale
e famoso emporio dei possedimenti francesi in Africa, e poiché,
per dovere
apostolico, siamo assai preoccupati per la misera e abbietta
condizione dei neri, inviamo
a te, diletto Figlio Nostro, questa lettera perché sia comune
l’impegno, per
quanto sta in Noi, di recar loro sollievo. È appena il caso di
dire la ragione per cui
in questa lettera prescriviamo l’abolizione del turpe commercio
degli schiavi. È noto
infatti quanto la Chiesa di Dio si sia battuta fin dall’inizio
per questa causa, sia
affermando che tutti gli uomini hanno la stessa dignità
personale e che tutti hanno
uguali diritti, sia esortando al riscatto degli schiavi nella
speranza di una ricompensa
celeste, sia istituendo speciali famiglie religiose per
rivendicare la libertà degli
schiavi. È deplorevole tuttavia che tale purulenta macchia di
turpitudine, per
quanto già in gran parte cancellata, rimanga ancora nel corpo
della società umana:
perciò è giusto che Noi insistiamo con zelo anche in questo
genere d’impegno che
costituisce un luminoso merito di questa Sede Apostolica verso
gli uomini. Pertanto
Noi, confermando, sull’esempio di Pio X di felice memoria, l’opportunissimo
decreto di Leone XIII, vogliamo che ogni anno, nella festività
dell’Epifania del Signore,
ovunque si celebrino in pubblico sacre funzioni, si chieda un
obolo per la
redenzione dei neri. Tanto più riteniamo urgente sollecitare
tale obolo, in quanto i
copiosi frutti già raccolti offrono motivo di sperare che prima
o poi potremo conseguire
l’obiettivo che è di tanta importanza per l’umanità. Preghiamo
che il Liberatore
del genere umano, Gesù Cristo, avvicini quel giorno desiderato,
e che tutti
coloro che hanno contribuito a tale scopo con la parola e
l’azione siano ricompensati
con i suoi più ricchi premi. Auspice di questi, e testimonio
della Nostra benevolenza,
a tutti e a ciascuno, e anzitutto a te, diletto Figlio Nostro,
impartiamo
con molto affetto la Benedizione Apostolica.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 2 febbraio 1916, nel
secondo anno del Nostro Pontificato.
BENEDICTUS PP. XV
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Editrice Vaticana
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