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EPISTOLA
I NUOVI MOTIVI
DEL PAPA BENEDETTO XV
A MONSIGNORE PIETRO LA FONTAINE,
PATRIARCA DI VENEZIA,
IN OCCASIONE DI UN'INCURSIONE AEREA
SU VENEZIA
Monsignore, i nuovi motivi di afflizione che Ci vengono dalla
dolorosa sorte
di Venezia Ci inspirano nuove espressioni di condoglianza.
Colla sua lettera del 13 corrente Ella, continuando nel suo
proposito di
far partecipe il Capo della Chiesa degli avvenimenti, finora
sventuratamente
tristi, del suo Patriarcato, Ci dà notizia della incursione
aerea seguita la notte
innanzi su cotesta Città, così cara al Nostro cuore e così
preziosa per la religione,
per la storia e per l’arte, e Ci comunica che la Chiesa dei
Santi Giovanni
e Paolo non è sfuggita ai ciechi colpi, con danni fortunatamente
riparabili.
Il nuovo infortunio, preceduto di pochi giorni dalla caduta di
un obice presso
la facciata di San Marco, al quale obice non permise la
Provvidenza di rimanere
tristamente memorabile, Ci ricorda il lutto della Chiesa di
Santa Maria
Formosa, come questo, alla sua volta, aveva riaperto nel Nostro
cuore l’acerba
ferita della Chiesa degli Scalzi.
Purtroppo le paterne sollecitudini che, come Ella sa, non
abbiamo tralasciato
di interporre per scongiurare tali letture, non hanno sortito
quell’effetto che il
Nostro animo così vivamente bramava. Epperò, non essendoCi dato
di stornare
il pesante incubo dal capo dei Nostri figli, Noi, senza
indagarne le ragioni, dobbiamo
limitarCi a deplorare anche il nuovo genere di calamità, che per
Noi non è
la meno grave fra le conseguenze della guerra.
Intanto Ci è grato assicurare i diletti Veneziani che, come
siamo presenti a
quanti soffrono, così siamo e saremo ad essi vicino col
compatimento, col
conforto e, secondo le Nostre forze, anche col soccorso, e
preghiamo con ogni
istanza il Signore affinché ponga termine ai loro affanni, che
sono anche ambasce
universali.
Augurando poi che le parole un dì rivolte all’Evangelista San
Marco — Pax
tibi, Marce — siano presto ripetute come annunzio di grazie
ristoratrici alla città
che è affidata al patrocinio dello stesso Evangelista, Noi
godiamo di impartire a
Lei, ed ai suoi fedeli l’apostolica benedizione.
Dal Vaticano, 16 settembre 1916.
BENEDICTUS PP. XV
Copyright © Libreria
Editrice Vaticana
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