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EPISTOLA
IL 27 APRILE 1915
DEL PAPA
BENEDETTO XV
AL CARDINALE PIETRO GASPARRI,
SEGRETARIO DI STATO
AFFINCHÉ I VESCOVI DI TUTTO IL MONDO
AGGIUNGANO NELLE LITANIE LAURETANE L’INVOCAZIONE «REGINA PACIS, ORA PRO NOBIS »
Signor Cardinale,
il 27 aprile 1915, con la Lettera diretta al rev. P. Crawley-Boevey, Noi estendemmo a tutti coloro i quali consacrassero la loro casa
al Sacratissimo Cuore di Gesù, le Indulgenze due anni prima concesse per tale
atto di pietà dal Nostro Predecessore Pio X, di venerata e santa memoria, alle
famiglie della Repubblica Cilena. Ci arrideva allora, vivida e serena, la
speranza che il Divin Redentore, chiamato a regnare visibilmente nei focolari
domestici, vi diffondesse gl’infiniti tesori di mitezza e di umiltà del Suo
Cuore amantissimo e preparasse tutti gli animi ad accogliere il paterno invito
alla pace, che Ci proponevamo d’indirizzare nel Suo Augusto Nome ai popoli
belligeranti ed ai loro Capi nel primo anniversario dello scoppio dell’attuale
terribile guerra. L’ardore con cui le famiglie cristiane, ed anche i soldati dei
varî eserciti combattenti, offrirono da quel giorno a Gesù l’omaggio di amorosa
sudditanza tanto accetto al Suo Cuore Divino, accrebbe la Nostra speranza e Ci
confortò a levare più alto il paterno grido di pace.
Indicammo allora ai popoli l’unica via per comporre — con onore e con beneficio
di ciascuno di essi — i loro dissidi e, tracciando le basi su le quali dovrà
posare, per essere duraturo, il futuro assetto degli Stati, li scongiurammo, in
nome di Dio e dell’umanità, ad abbandonare i propositi di mutua distruzione e
addivenire ad un giusto ed equo accordo.
Ma la Nostra voce affannosa, invocante la cessazione dell’immane conflitto,
suicidio dell’Europa civile, quel giorno ed in appresso rimase inascoltata!
Parve
che salisse ancor più la fosca marea di odî dilagante tra le Nazioni
belligeranti, e
la guerra, travolgendo nel suo spaventevole turbine altri paesi, moltiplicò
le rovine
e le stragi.
Eppure, non venne meno la Nostra fiducia! Ella lo sa, Signor Cardinale, che
ha vissuto e vive con Noi nell’ansiosa attesa della sospirata pace.
Nell’inesprimibile strazio dell’animo Nostro e tra le lagrime amarissime, che
versiamo sugli
atroci dolori accumulati sopra i popoli combattenti da questa orribile
procella,
Noi amiamo sperare omai non più lontano l’auspicato giorno, nel quale tutti
gli
uomini, figli del medesimo Padre Celeste, torneranno a considerarsi fratelli.
Le
sofferenze dei popoli, divenute presso che importabili, hanno reso più acuto
e
intenso il generale desiderio di pace. Faccia il Divin Redentore,
nell’infinita
bontà del Suo Cuore, che anche negli animi dei governanti prevalgano i
consigli
di mitezza, e che, conscii della propria responsabilità innanzi a Dio ed
innanzi
all’umanità, essi non resistano più oltre alla voce dei popoli invocante la
pace!
A tal fine salga a Gesù, più frequente, umile e fiduciosa, specialmente nel
mese dedicato al Suo Cuore Santissimo, la preghiera della misera umana
famiglia
e Ne implori la cessazione del terribile flagello. Si purifichi ciascuno più
spesso nel salutare lavacro della sacramentale Confessione, e all’amantissimo
Cuore di Gesù, congiunto al suo nella Santa Comunione, porga con affettuosa
insistenza le sue suppliche. E poiché tutte le grazie, che l’Autore d’ogni
bene si
degna compartire ai poveri discendenti di Adamo, vengono, per amorevole
consiglio
della sua Divina Provvidenza, dispensate per le mani della Vergine
Santissima,
Noi vogliamo che alla Gran Madre di Dio in quest’ora tremenda più che
mai si volga viva e fidente la domanda dei Suoi afflittissimi figli. Diamo,
quindi,
a Lei, Signor Cardinale, l’incarico di far conoscere a tutti i Vescovi del
mondo il
Nostro ardente desiderio che si ricorra al Cuore di Gesù, trono di grazie, e
che a
questo trono si ricorra per mezzo di Maria. Al quale scopo Noi ordiniamo che,
a
cominciare dal primo dì del prossimo mese di giugno, resti fissata nelle
Litanie
Lauretane l’invocazione « Regina pacis, ora pro nobis », che agli
Ordinarii permettemmo di aggiungervi temporaneamente col Decreto della Sacra
Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinarii in data del 16 novembre
1915.
Si levi, pertanto, verso Maria, che è Madre di misericordia ed onnipotente per
grazia, da ogni angolo della terra, nei tempi maestosi e nelle più piccole
cappelle, dalle regge e dalle ricche magioni dei grandi come dai più poveri
tugurî, ove alberghi un’anima fedele, dai campi e dai mari insanguinati, la pia,
devota invocazione e porti a Lei l’angoscioso grido delle madri e delle spose,
il gemito dei bimbi innocenti, il sospiro di tutti i cuori bennati: muova la Sua
tenera e benignissima sollecitudine ad ottenere al mondo sconvolto la bramata
pace e ricordi, poi, ai secoli venturi l’efficacia della Sua intercessione e la
grandezza del beneficio da Lei compartitoci.
Con questa fiducia nel cuore, Noi imploriamo da Dio su tutti i popoli, che
abbracciamo con eguale affetto, le più elette grazie ed impartiamo a Lei, Signor
Cardinale, e a tutti i figli Nostri la Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 5 maggio 1917.
BENEDICTUS PP. XV
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