 |
EPISTOLA
DUM ACERBAE LACRIMAE
DEL PAPA
BENEDETTO XV
AL R. P. CESARE PEDRINI
DELLA CONGREGAZIONE DEI SERVI DELLA CARITÀ,
SUPERIORE DELLA PIA UNIONE
DEL TRANSITO DI SAN GIUSEPPE,
CON LA QUALE ACCORDA SPECIALI PRIVILEGI AI SACERDOTI
APPARTENENTI AL SODALIZIO
Diletto figlio,
salute e Apostolica Benedizione.
Mentre amare lagrime grondano dal Nostro ciglio sulle miserie sempre
crescenti della travagliata umanità, non vi è per Noi conforto maggiore che di
alleviare, quanto è possibile, le pene e le sofferenze che questa atroce ed
interminabile guerra va moltiplicando in ogni ora del giorno su tanta parte del
mondo. Ma la Nostra carità apostolica non può arrestarsi a quei desolati figli
che stanno peregrinando in questa valle di pianto; giacché altre migliaia di
figli diletti, che sono per varcare la soglia dell’eternità, fanno giungere al
Nostro cuore l’eco della loro languida voce invocante il soccorso di una prece
per il felice passaggio alla vita sempiterna. E ben Ci consoliamo al riflettere
che in aiuto spirituale dei poveri agonizzanti fu istituita la Pia Unione del
Transito di S. Giuseppe, la quale ha avuto, in breve lasso di tempo, uno
sviluppo ed una diffusione quali appunto si convenivano al raddoppiato bisogno
di sacri olocausti e di preci propiziatorie per i morenti. Né possiamo astenerci
dal manifestare la soddisfazione che abbiamo provata nel venire a conoscenza del
pio pensiero di rendere più efficaci le buone opere collettive di codesto santo
Sodalizio, invitando i reverendi sacerdoti ad applicare per turno qualche santa
Messa per i moribondi della giornata. E poiché il Romano Pontefice è il primo
fra i ministri dell’altare, così a Noi piace incoraggiare la lodevole iniziativa
e favorire il pio divisamento andando innanzi con l’esempio ed accettando di
celebrare Noi stessi, a questo caritatevole scopo, il santo Sacrificio della
Messa; e ciò faremo il primo giorno di ciascun mese, ovvero il secondo, quando
il primo sia giorno festivo. A titolo, poi, di maggiore incoraggiamento
accordiamo a quei pii sacerdoti che annualmente applicheranno qualche S. Messa
per i poveri morenti, la facoltà di benedire extra Urbem, e con la forma
del Rituale, corone, crocefissi, medaglie, piccole statue e oggetti di
devozione, applicandovi le indulgenze apostoliche, la facoltà di applicare alle
corone le indulgenze dei Domenicani e Crocigeri; la facoltà di benedire e
imporre ai fedeli gli scapolari della Ssma Trinità, della Passione,
dell’Addolorata, dell’Immacolata, del Carmine e del S. Cingolo di S. Giuseppe
con una sola formula, e la facoltà dell’altare personale privilegiato ogni volta
che applicheranno la Messa per gli agonizzanti. Inoltre accordiamo ai medesimi
ecelesiastici l’indulgenza plenaria in punto di morte e nelle feste principali
di Nostro Signore, della Beata Vergine, dello Sposalizio, Transito e Patrocinio
di S. Giuseppe, nella festa di S. Michele e nell’anniversario della loro sacra
Ordinazione. Ed invocando sulla pia Società, per l’intercessione del suo celeste
Patrono, l’abbondanza dei divini favori, impartiamo di cuore a Lei, diletto
figlio, ed a tutti gli ascritti alla pia crociata l’Apostolica Benedizione.
Dal Vaticano, li 15 giugno 1917.
BENEDICTUS PP. XV
Copyright © Libreria
Editrice Vaticana
|