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EPISTOLA 
IN MAXIMIS
DEL PAPA BENEDETTO XV
AL R.P.D. ALESSANDRO KAKOWSKI,
ARCIVESCOVO DI VARSAVIA
E AGLI ALTRI VESCOVI
DELLA STESSA PROVINCIA ECCLESIASTICA,
CON LA QUALE INVIA COME
PROPRIO RAPPRESENTANTE IN POLONIA
IL PROTONOTARIO APOSTOLICO ACHILLE RATTI

 

Venerabili Fratelli,
salute e Apostolica Benedizione.

Tra le maggiori difficoltà e gli affanni da cui siamo oppressi a causa di questa guerra sterminatrice che ogni giorno arde più violenta, come se si aggiungesse nuovo fuoco al fuoco, tuttavia Ci è consentito di assaporare, per misericordia di Dio, qualche consolazione tra tante sventure, e perciò Ci rafforziamo nella speranza che, rimossa infine questa enorme mole di miserie, le vicende abbiano un esito che sia propizio al cattolicesimo e alla eterna salute degli uomini. Pertanto traemmo non poca intima gioia dalla lettera che Ci inviaste l’11 dicembre dello scorso anno. Infatti, dopo aver ampiamente manifestato la vostra devozione e la vostra obbedienza verso di Noi, Ci avete informato delle decisioni di grande importanza che avete preso nel Concilio Episcopale celebrato in quello stesso giorno a Varsavia per definire con un nuovo ordine gli interessi cattolici nel regno di Polonia. Certo a nessuno, e meno che mai a Noi, era lecito dubitare dello strettissimo legame di tutti voi con Noi, poiché è dimostrato che da sempre e costantemente, in ogni difficile circostanza, siete rimasti uniti alla Sede Apostolica; tuttavia abbiamo attribuito maggior valore alla recente manifestazione di zelante impegno verso di Noi, poiché avviene proprio in questi tempi che sembrano maturare per i cattolici Polacchi un maggiore sviluppo delle loro pubbliche possibilità ed una piena e totale libertà di professare l’avita fede. Voi certo affrontate un’impresa seria e difficile, alla quale dovete dedicare tutte le vostre energie, mettendo da parte ogni divergenza di opinioni. Se infatti proseguirete nell’opera intrapresa con animi concordi, non potrà in nessun modo accadere che alla comune azione non corrispondano, con l’aiuto di Dio, più copiosi vantaggi per la religione. Per rendere pubblica e luminosa testimonianza dell’attenzione e della benevolenza particolare con cui seguiamo voi e l’opera vostra, e per accogliere nello stesso tempo le richieste a Noi inoltrate, abbiamo deciso di inviarvi, come Nostro rappresentante, il diletto figlio Achille Ratti, Protonotario Apostolico e Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana. A lui, come Visitatore Apostolico, competeranno soltanto le questioni ecclesiastiche; cioè gli affidiamo l’incarico di esaminare quali decisioni, quali mezzi e quali rimedi esiga, presso di voi, il mondo cattolico; per mettere ordine in esso, a seconda che parrà più opportuno, egli sarà socio e partecipe del vostro lavoro. Egli dunque, designato come intermediario tra la Sede Apostolica e i Vescovi di Polonia, potrà trasmettere a Noi i vostri desideri, così come potrà più facilmente comunicare a voi le Nostre decisioni: ne deriverà senza alcun dubbio che il rinnovamento da voi intrapreso si compirà felicemente secondo la Nostra e la vostra intenzione. D’altra parte non occorre che vi raccomandi tale persona, che già si fa valere oltre misura per la sua pietà, per lo zelo religioso, per il senso pratico e per la dottrina da tutti conosciuta; vogliamo tuttavia che sappiate che Noi abbiamo una fiducia tale in quell’uomo egregio che siamo convinti che la sua attività sarà di grande giovamento per le vostre Chiese. Ma poiché a nulla valgono le decisioni umane, se non sono assecondate dalla grazia di Dio Onnipotente, invochiamo da Lui, con vive preghiere, che con celesti doni di sapienza illumini e diriga le vostre menti. Auspice e propiziatrice di essi, e quale testimonianza del Nostro paterno amore, a voi, Venerabili Fratelli, al clero e al popolo vostro impartiamo, con grande affetto nel Signore, l’Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 25 aprile 1918, nel quarto anno del Nostro Pontificato.

BENEDICTUS PP. XV

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

  

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