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EPISTOLA
DOPO GLI ULTIMI
DEL PAPA
BENEDETTO XV
AL CARDINALE DI SANTA ROMANA CHIESA
PIETRO GASPARRI,
SEGRETARIO DI STATO,
IN OCCASIONE DELLA FIRMA DELL'ARMISTIZIO
FRA ITALIA E AUSTRIA
Signor Cardinale, dopo gli ultimi fortunati successi delle armi italiane, i
nemici di questa Sede Apostolica, fermi nel loro proposito di sfruttare a suo
danno tanto i tristi quanto i lieti avvenimenti, hanno procurato e procurano di
eccitare contro di essa l’opinione pubblica italiana esultante per la ottenuta
vittoria, quasi che il Sommo Pontefice ne fosse invece in cuor suo dispiacente.
Ella, signor Cardinale, ben conosce per quotidiana consuetudine i Nostri
sentimenti, come altresì quale sia la prassi e la dottrina della Chiesa in
simili circostanze. Nella lettera del 1° agosto 1917 ai Capi delle diverse
Potenze belligeranti Noi facemmo voti, ripetuti poi anche in altre occasioni,
perché le questioni territoriali fra l’Austria e l’Italia ricevessero soluzione
conforme alle giuste aspirazioni dei popoli; e recentemente abbiamo dato
istruzione al Nostro Nunzio in Vienna di porsi in amichevoli rapporti colle
diverse nazionalità dell’Impero Austro-Ungarico che ora si sono costituite in
Stati indipendenti. Egli è che la Chiesa, società perfetta, che ha per unico
fine la santificazione degli uomini di ogni tempo e di ogni paese, come si
adatta alle diverse forme di Governo, così accetta senza veruna difficoltà le
legittime variazioni territoriali e politiche dei popoli.
Crediamo che se questi Nostri giudizi ed apprezzamenti fossero più
generalmente conosciuti, nessuna persona assennata vorrebbe insistere
nell’attribuirci un rammarico che non ha fondamento.
Non possiamo peraltro negare che una nube turba ancora la serenità nell’animo
Nostro, perché non sono cessate dovunque le ostilità, ed il fragore delle armi
cagiona ancora in più luoghi e preoccupazioni e timori. Ma, sperando che la
lieta aurora di pace, spuntata anche sul Nostro diletto paese, non tardi ormai a
rallegrare gli altri popoli belligeranti, Noi pregustiamo la dolcezza di quel
giorno, non più lontano, in cui la carità tornerà a regnare fra gli uomini e la
universale concordia stringerà le Nazioni in lega feconda di bene.
Ci è caro intanto di confermare a lei, signor Cardinale, la Nostra
particolare benevolenza, e vogliamo che di questa Le sia nuovo pegno la
Benedizione Apostolica che le impartiamo con effusione di specialissimo affetto.
Dal Vaticano, 8 novembre 1918.
BENEDICTUS PP. XV
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Editrice Vaticana
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