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EPISTOLA 
QUAM QUOAD
DEL PAPA BENEDETTO XV
AL REVERENDO PADRE
PAOLINO LADEUZE, RETTORE,
E AI DOTTORI DECURIALI
DELLA UNIVERSITÀ DI LOVANIO
CON LA QUALE IL SOMMO PONTEFICE
SI DICHIARA DISPONIBILE
ALLA RICOSTRUZIONE DELL'UNIVERSITÀ


Diletti figli,
salute e Apostolica Benedizione
.

Finché perdurò la luttuosissima guerra, al cui inizio fummo elevati al Pontificato, non vi fu consentito, in seguito alla sconfitta della patria e alla distruzione del vostro Ateneo, rivolgervi a Noi con una lettera collettiva; tuttavia non dubitammo mai dei vostri sentimenti a Nostro riguardo, quali si convengono a figli amorosissimi. Ora, nel leggere la vostra lettera, provammo grande piacere per le nobili espressioni di pietà e di affetto verso di Noi e questa Sede Apostolica; ed esse riuscirono per Noi tanto più liete, in quanto sappiamo che individui malvagi si sono accaniti nel tentativo di allontanarvi da Noi. Effettivamente, mentre eravamo afflitti dalle sofferenze di tutti come fossero Nostre, e facevamo del Nostro meglio perché si approssimasse la fine di tanti mali e Ci impegnavamo, nel frattempo, ad alleviare ogni genere di angustie, cresceva la Nostra inquietudine in quanto non pochi individui, con ogni sorta di suggerimenti o di tentativi, o spargevano sulle Nostre azioni macchie di odiosi sospetti, o addirittura le incriminavano indegnamente.

È stato dunque opportunamente affermato: «Nella feroce contesa bellica che comportava ovunque una grave lesione degli animi, Noi, convinti in coscienza di una comune fraternità, e poiché sull’uno e sull’altro fronte erano moltissimi i figli della Chiesa, Ci siamo imposti di seguire una condotta tale da farCi apparire neutrali e perciò in grado di giovare a tutti, senza suscitare legittimi sospetti in alcuno; pur avendo adottato questa uniformità di comportamento verso tutti, dedicammo un’attenzione particolare al Belgio e dichiarammo sempre che prima di tutto il Belgio doveva essere ricostruito ». A seguito di queste parole apertamente indirizzate a voi, è auspicabile che le molte persone semplici e inesperte, che furono ingannate da quelle astiose maldicenze, respingeranno l’errore. Inoltre, Noi vogliamo che abbiate per certo il Nostro interessamento sia per tutte le vostre questioni, sia soprattutto per la ricostruzione di codesta Università: la dolorosa descrizione che ne avete fatto Ci ha molto colpito, considerando le tante ferite inferte dalla guerra. Parimenti comprendiamo che a decoro e a vantaggio del Belgio interessa assai che codesta nobilissima sede di dottrina riviva rapidamente: a questo scopo già contribuimmo nel modo che voi stessi avete ricordato con gratitudine, e in seguito non consentiremo che dobbiate desiderare ciò che Noi potremo fare per voi.

Pertanto affidiamo con insistenza a Dio la causa del Belgio sofferente, in quanto è la Nostra stessa causa, e Lo preghiamo perché asterga con la Sua misericordia ogni lacrima dai vostri occhi.

Auspice dei doni divini e quale testimonianza della Nostra particolare benevolenza, a voi diletti Figli, e a tutti i vostri studenti impartiamo con grande amore l’Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 7 luglio 1919, nel quinto anno del Nostro Pontificato.

 

BENEDICTUS PP. XV

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

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