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DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A S.E. IL SIG. BARRY DESKER
AMBASCIATORE DI SINGAPORE PRESSO LA SANTA SEDE*

Sala Clementina
Giovedì, 13 dicembre 2007

 

Eccellenza,

sono lieto di accoglierla all'inizio della sua missione e di accettare le Lettere che la accreditano quale Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica di Singapore presso la Santa Sede. Sono grato per le cordiali parole e per i saluti che mi ha rivolto a nome del Presidente Sellapan Rama Nathan. La prego di trasmettergli i miei rispettosi buoni auspici e l'assicurazione delle mie preghiere per la pace e la prosperità di tutto il popolo della sua nazione.

Ormai da venticinque anni la Santa Sede intrattiene eccellenti relazioni diplomatiche con Singapore, e auspica di consolidarle ulteriormente nei prossimi anni. Essendo uno dei Paesi più industrializzati del Sud-Est asiatico, Singapore può rendere un contributo significativo al progresso economico e sociale della regione. Mentre molte zone del Sud-Est asiatico continuano a soffrire per gli effetti della povertà, della criminalità e dell'instabilità politica, Singapore in quanto Paese prospero, ben strutturato e democratico, è una guida importante che può offrire speranza e ispirazione agli altri. La Santa Sede desidera continuare a cooperare con il suo Governo per promuovere il benessere della regione e per risolvere i conflitti.

Tuttavia, il successo economico ha bisogno di un saldo fondamento etico, se deve recare benefici duraturi alla società. Infatti, le esigenze della persona devono sempre essere poste al centro dell'impresa economica, poiché, come insegna il Concilio Vaticano II, l'uomo è "infatti l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale" (Gaudium et spes, n. 63). Parimenti, una democrazia autentica non è solo il risultato di una formale osservanza di un insieme di norme, ma è il "frutto di una accettazione convinta dei valori che ispirano le procedure democratiche: la dignità di ogni persona umana, il rispetto dei diritti umani, l'impegno per il bene comune" (Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 407). Per questo motivo incoraggio il suo Governo negli sforzi tesi a coinvolgere tutti i cittadini e i gruppi nella partecipazione alla vita politica e sociale per la promozione di quei valori autentici che sono al centro di una società sana.

Sebbene i cattolici costituiscano solo una piccola percentuale della popolazione di Singapore, sono lieti e desiderosi di fare la propria parte nella vita nazionale e di contribuire al bene comune. Un modo particolarmente importante per fare questo è la testimonianza del matrimonio e della vita familiare. Quale comunità naturale in cui si sperimenta la natura sociale dell'uomo, la famiglia reca un contributo unico e insostituibile al bene della società. Infatti, una condizione sana del matrimonio e della vita familiare è la migliore garanzia contro gli effetti dannosi dell'individualismo o del collettivismo perché "in seno alla famiglia la persona è sempre al centro dell'attenzione come fine e mai come mezzo" (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 213). Per questo motivo, ho fiducia nel fatto che il suo Governo vorrà continuare a tutelare il ruolo vitale svolto dall'istituzione del matrimonio e dalla famiglia.

Tutelando i diritti umani, la Chiesa è particolarmente interessata a difendere i diritti universali alla vita e alla libertà religiosa (cfr Messaggio in occasione della Giornata Mondiale della Pace 2007, n. 4). Il diritto alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale, è il primo fra i diritti e la condizione di tutti gli altri. Inoltre, il riconoscimento effettivo del diritto alla libertà di coscienza e di religione è uno dei più seri doveri di ogni comunità che desideri veramente garantire il bene dell'individuo e della società. Il suo governo è noto per l'impegno a intraprendere iniziative volte alla promozione del dialogo, del rispetto e della cooperazione fra diversi gruppi religiosi, cosa di particolare importanza in vista dell'affiliazione etnica e religiosa del suo popolo. Sia certa che la Santa Sede è anche desiderosa di collaborare con il suo Governo in questo settore per promuovere obiettivi comuni.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una tragica intensificazione del terrorismo internazionale, spesso legato a motivi religiosi, e il Sud-Est asiatico non è stato risparmiato dagli effetti di questo inquietante sviluppo. La Santa Sede rifiuta con fermezza la manipolazione della religione a fini politici, e in particolare il tentativo di giustificare la violenza in questo modo. Questa nuova minaccia alla pace nel mondo richiede un rinnovato impegno da parte degli Stati per la realizzazione del diritto umanitario internazionale (cfr Messaggio in occasione della Giornata Mondiale della Pace 2007, n. 14). Il sostegno dimostrato dal suo Governo alle iniziative di mantenimento della pace nel mondo è un segno della ferma determinazione di Singapore a contribuire a questo degno obiettivo. La Chiesa cattolica condivide la sollecitudine di quanti cercano di limitare la sofferenza causata dal conflitto armato e di promuovere la coesistenza pacifica di popoli e nazioni.

Eccellenza, prego affinché la missione diplomatica che comincia oggi rafforzi ulteriormente le feconde relazioni fra la Santa Sede e il suo Paese. La assicuro del fatto che i vari uffici della Curia Romana saranno sempre pronti a offrirle aiuto e sostegno nello svolgimento dei suoi compiti. Invoco su di lei, sulla sua famiglia e su tutto il popolo di Singapore abbondanti benedizioni divine.


*L'Osservatore Romano 14/12/2007 pp.5, 7.

 

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana

   

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