1. Nella nostra preghiera domenicale di mezzogiorno dell’Angelus
vogliamo inserire la nuova gioia della Chiesa, che proviene dalla odierna
beatificazione. Ancora una volta la Sposa di Cristo fruttifica con la santità di
un figlio della terra spagnola.
Il Beato Enrico de Ossó y Cervelló è stato, nel secolo scorso,
testimone del Figlio di Dio dinanzi ai suoi connazionali. Le sue figlie
spirituali hanno diffuso l’opera del loro educatore anche fuori delle frontiere
della Spagna. Ugualmente nel cuore del Beato, come pure nei cuori delle sue
figlie, si è fatta sentire con un’eco nuova la grande spiritualità di Santa
Teresa d’Avila. Anche il fatto che il giorno della beatificazione cade nella
vigilia della sua festa ha il suo significato. La spiritualità teresiana è
soprattutto una spiritualità di profonda preghiera, che è lievito indispensabile
di ogni apostolato. Così era anche nella vita del nostro Beato. La preghiera è
diventata l’anima del suo sacerdozio e del suo apostolato.
Da essa nasceva la sua attività pastorale, organizzativa e di
scrittore. Era un grande amante della gioventù e dei bambini, e questo amore si
esprimeva soprattutto nel ministero catechistico. La sua elevazione sugli altari
sia ancora un’aggiunta a tutto ciò che ha espresso l’ultimo Sinodo dei Vescovi
dedicato alla Catechesi dei bambini e della gioventù. L’eroica preoccupazione
per l’anima di ogni bambino sia un atto della viva sollecitudine pastorale della
Chiesa per l’infanzia e la gioventù.
2. Così, dunque, a partire da oggi un nuovo nome viene
annoverato nel ricco albo dei beati e santi della Chiesa. E dato che ciò avviene
quasi alla vigilia della domenica missionaria, ci sia consentito di gioire
ancora di più, poiché i santi segnano il più profondo senso della missione della
Chiesa. Essi diventano non soltanto i missionari più fecondi dei loro tempi e
dei loro ambienti, sia nella propria patria, sia oltre i suoi confini, ma
soprattutto ci danno una viva risposta alle domande: quale è la missione della
Chiesa? e perché la Chiesa è missionaria?
Infatti, il tesoro dell’insolito amore e della verità, frutto
del mistero della Redenzione, nascosto nei loro cuori, rivela questa suprema
misura dell’umanità, questa mirabile nobilitazione dello spirito umano, alla
quale bisogna aprire una strada in mezzo ai fratelli e sorelle – connazionali e
stranieri –, in mezzo a tutti. La Chiesa è il più possibile missionaria
attraverso i suoi santi.
Questo principio si è avverato nel corso di tante generazioni e
si avvera anche nei nostri tempi. La figura del nuovo Beato illumini la domenica
missionaria di quest’anno. In tempi, in cui molti rinunciano a raggiungere la
vetta dell’umanità, risplenda di nuovo davanti ai nostri occhi qualcuno che vi è
asceso collaborando con lo Spirito Santo, che Cristo dà a tutti i suoi
discepoli.
3. E ci sia di esempio nella corrispondenza all’opera dello
Spirito Santo e nella conformazione a Cristo la Vergine Santissima, che in
questi giorni è stata particolarmente onorata nella patria del nuovo Beato,
presso il Santuario mariano del Pilar, dove sono convenuti numerosi teologi e
fedeli per i Congressi Internazionali Mariologico e Mariano.
A Saragozza, come in tanti altri Santuari mariani disseminati in
varie parti del mondo quali oasi di meditazione e di preghiera, troverete sempre
Maria che aspetta col suo cuore di madre, aperto alle vostre confidenze, alle
vostre preoccupazioni, alle vostre speranze e alle vostre gioie. Ella desidera
offrirvi “tutte le cose” come scrive l’Evangelista San Luca che “conservava nel
suo cuore” (Lc 2,51), e che come sapete riguardano Gesù, nostro Salvatore, al
cui incontro la Madonna ci conduce per mano.
Auspicando che i due Congressi svoltisi a Saragozza portino
abbondanti frutti, vi esorto a mettere in pratica nella vostra vita le parole di
Maria: “Fate quello che egli vi dirà” (Gv 2,5).
Dopo l'Angelus
Ad un gruppo di pellegrini venuti a Roma per assistere alla
Beatificazione
Con particolare intensità di sentimento rinnovo il mio saluto a
quanti sono venuti per assistere alla cerimonia di beatificazione del Fondatore
della Compagnia di Santa Teresa.
Ai Pellegrini provenienti da Concesio
Desidero poi rivolgere una parola di benvenuto al gruppo della
parrocchia di Concesio, paese natale del mio venerato Predecessore Paolo VI.
Carissimi fedeli di Concesio, la memoria di Papa Paolo VI e l’onore di
appartenere alla parrocchia in cui egli è nato vi siano di stimolo a vivere con
generoso impegno la fede cristiana. Vi accompagni la mia benedizione.
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Vaticana