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GIOVANNI PAOLO II
REGINA COELI
Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
Carissimi fratelli e sorelle! 1. Stiamo vivendo il singolare
periodo liturgico, che sta tra l’Ascensione e la Pentecoste. In questi giorni
la Chiesa, così come il primo nucleo dei discepoli, si trova in modo misterioso
“in stato di Cenacolo”, rimanendo con perseveranza in preghiera “con
Maria, la Madre di Gesù” (At 1,14). Anche questo nostro incontro di
mezzogiorno, da parte sua, non è che un frammento di quel rimanere uniti
insieme in preghiera. Nel
Cenacolo la Chiesa si prepara ad assumere e a compiere la missione ricevuta da
Cristo. È naturale, perciò, che rivolgiamo innanzitutto il nostro pensiero a
coloro che questo pomeriggio riceveranno l’Ordinazione Episcopale nella
Basilica di San Pietro. Si tratta di ventisei Presuli, provenienti dai seguenti
Paesi: Italia, Spagna, Bulgaria, Nicaragua, Sudan, Etiopia, Stati Uniti
d’America, Brasile, Norvegia, Filippine, India, Canada, Cile. La loro diversa
origine e la loro destinazione sono un segno di quella stessa universalità
della Chiesa, che già era documentata a Gerusalemme il giorno della prima
Pentecoste. 2. In secondo luogo, desidero
richiamare la vostra attenzione su un altro gruppo di cristiani, molto più
numeroso, che in questo periodo si prepara in modo particolare a prendere parte
alla missione e all’apostolato della Chiesa. Penso a quei molti giovani che
nei giorni di Pentecoste si accosteranno al Sacramento della Cresima o
Confermazione. Sappiamo che tanto a Roma quanto in tutta la Chiesa questo
Sacramento viene ricevuto dai giovani cristiani in diversi momenti dell’anno
liturgico. Tuttavia, il periodo di Pentecoste è particolarmente adatto.
Infatti, la discesa dello Spirito Santo nella Cresima, con i suoi doni ed i suoi
frutti propri, ha come obiettivo specifico la formazione di cristiani maturi e
responsabili, così come lo furono finalmente gli Apostoli all’uscita dal
Cenacolo. Come per loro, anche la maturità dei Cresimati si esprime
nell’apostolato cosciente e attivo, quale vigorosa testimonianza del Signore
Risorto e del suo Vangelo. Ed è qui che si fonda in ultima analisi il
necessario apostolato dei Laici nella Chiesa. Per questo è indispensabile una
solida preparazione, fatta di preghiera, di riflessione, di approfondimento
della fede. La vita cristiana, infatti, non si improvvisa, ma richiede una vera
e propria coscientizzazione. Da parte sua, il Sacramento ricevuto tende per
propria natura a tradursi nella vita di ciascuno; esso dovrà portare ad una
maggiore fedeltà nella catechesi, ad una più viva partecipazione alle pratiche
religiose, ad un più coerente comportamento nell’esistenza quotidiana.
Quindi, vi invito a pregare intensamente per tutti coloro, ragazzi e giovani,
che riceveranno il Sacramento della Cresima, affinché esso confermi davvero in
profondità, con forza e con gioia, i loro impegni battesimali. 3. Debbo ancora aggiungere –
come sapete, del resto – che oggi si celebra in tutta la Chiesa la Giornata
Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Per questa circostanza ho già indirizzato uno speciale
Messaggio, che quest’anno,
in coincidenza con l’“Anno Internazionale del Fanciullo”, ha come tema:
“Le comunicazioni sociali per la tutela e lo sviluppo dell’infanzia nella
famiglia e nella società”. L’argomento è importante e merita di essere
considerato con attenzione. Invito, intanto, voi tutti ad elevare al Signore una
speciale preghiera, per ottenere senso di responsabilità e di saggezza da
quanti operano in tale delicato settore. 4. Non posso non ricordare in
questo momento, con profonda afflizione, il giovane somale Amhed Ali Giama, che
alcuni giorni or sono, proprio vicino alla chiesa di Santa Maria della Pace, è
stato barbaramente arso vivo. Come possono succedere oggi episodi di tanta
efferatezza, qui, a Roma, la patria del diritto, la città di San Pietro? Mentre
esprimo la mia e la vostra più viva deplorazione per il disumano gesto, invito
tutti ad elevare al Signore preghiere per il nostro fratello, figlio della
diletta Africa. Dopo aver recitato la preghiera mariana il Santo Padre rivolge particolari
espressioni ad un gruppo di giovani della diocesi di Verona, collegati via
radio, che in questo modo, raccolti intorno al Papa e al loro Vescovo, intendono
concludere l’anno di studio e riflessione sul tema proposto dalla Conferenza
episcopale italiana, “ Evangelizzazione e comunità ”. Queste le parole del Papa. Rivolgo ora un particolare saluto alle numerose migliaia di adolescenti della
diocesi di Verona, i quali sono collegati in questo momento con noi “via
radio” dalla storica Arena della loro bella Città. Essi sono ivi raccolti col
loro Vescovo, Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Amari, e con i loro Sacerdoti,
per concludere un anno di studio e di riflessione sullo stimolante tema,
proposto dalla Conferenza Episcopale Italiana, “Evangelizzazione e comunità”. Carissimi ragazzi e ragazze, vi esprimo il mio sincero compiacimento per
l’impegno dimostrato nel cammino di fede intrapreso comunitariamente
quest’anno, dedicandovi ad approfondire il messaggio di Cristo e sforzandovi
di viverlo con coerenza. Ricordatevi che l’efficacia dell’annuncio, che
recate agli altri, dipende dall’intensità con cui vivete la comunione con
Cristo e con i fratelli. Amate, dunque, Gesù e amate la Chiesa: con sincerità,
con dedizione, con gioia. Sta qui il segreto d’una testimonianza capace di far
breccia nei cuori. Vi
accompagni la mia benedizione. Riferendosi al suo prossimo viaggio in Polonia, il Santo
Padre dice: Vi
ricordo il mio imminente viaggio in Polonia, mia terra natale, in occasione del
nono centenario del martirio di San Stanislao. Sarò in quel caro Paese dal 2 al
10 giugno prossimo. E anche per questo vi invito a pregare, perché questo
pellegrinaggio apostolico sia guidato dalla luce e dalla potenza dello Spirito
Santo per il bene della Chiesa, soprattutto per il bene dei miei Connazionali, e
anche degli altri cristiani e di tutti gli uomini di buona volontà. © Copyright 1979 - Libreria Editrice
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