1. “Michele – chi come Dio!”. Il nome dell’Arcangelo che
abbiamo celebrato la settimana scorsa il 29 settembre, è un appello, è un
programma. È, in certo senso, l’originario programma del Regno di Dio, nato
nella lotta scaturita tra la scelta e il rifiuto di Dio nella maestà della sua
eterna santità: Dio, che è Creatore di tutto ciò che esiste e, nello stesso
tempo, è Padre di ciò che porta in sé il segno interiore della sua immagine e
della sua somiglianza. Il nome “Michael – chi come Dio?” contiene in sé
la più semplice e anche la più piena motivazione del programma dell’amore:
dell’amore di Dio solo sopra ogni cosa e dell’amore di tutte le sue creature
secondo la misura del bene loro proprio.
2. Oggi, mentre la Chiesa intera – e in particolare la Chiesa
in Italia – ricorda san Francesco d’Assisi, alla soglia dell’800°
anniversario della sua nascita, occorre dire che tutta la vita del Poverello d’Assisi
fu penetrata da un analogo incanto verso la stessa Divina Essenza: “chi come
Dio?”, e quindi anche verso il mondo creato da Dio e redento da Cristo.
Perciò, anche la vita di san Francesco si è inserita in modo così singolare
nella storia del Regno di Dio sulla terra. Dopo otto secoli questo inserimento
sembra così attuale, così convincente, come nei secoli XII e XIII: quest’uomo,
che ha amato Dio sopra ogni cosa, gli uomini e tutte le creature a misura del
bene loro proprio, parla a noi incessantemente con la verità interiore di tutta
la sua esistenza, di tutta la sua vita e della sua vocazione. A lui rinnovo oggi
la preghiera, che gli ho rivolto il 5 novembre 1978, in occasione del mio
pellegrinaggio ad Assisi: “Aiutaci a tradurre tutto... in semplice e
fruttifero linguaggio del Vangelo. Aiutaci a risolvere tutto in chiave
evangelica affinché Cristo stesso possa essere “Via – Verità – Vita”
per l’uomo del nostro tempo” (Insegnamenti di Giovanni Paolo Il, I [1978]
98).
3. Oggi ho avuto la gioia, dopo quasi cinque mesi, di trovarmi
di nuovo presso l’altare della Basilica di san Pietro, per compiere durante la
Messa il solenne atto di beatificazione di tre nostri fratelli e di due sorelle,
che nella loro vita terrena hanno vissuto in maniera eroica il messaggio di
Cristo: Alain de Solminihac, francese, Abate del monastero di Chancelade dei
Canonici Regolari di sant’Agostino e poi Vescovo di Cahors: esempio luminoso
di profonda vita religiosa e di instancabile attività pastorale. Luigi
Scrosoppi, italiano, fondatore delle Suore della Provvidenza: ha amato
intensamente Gesù, la Chiesa, i “piccoli”, specialmente i più abbandonati.
Riccardo Pampuri, italiano, medico e religioso dell’Ordine Ospedaliero di san
Giovanni di Dio (Fatebenefratelli): ha saputo contemplare e servire nei malati
il Cristo sofferente. Claudine Thévenet, francese, fondatrice della
Congregazione delle religiose di Gesù-Maria: una donna, che si è consacrata
totalmente a Cristo e ha operato, con molteplici iniziative, per la promozione
umana, spirituale e sociale della gioventù. Maria Repetto, italiana, della
Congregazione delle Suore di Nostra Signora del Rifugio: fulgido modello di
amore verso Dio e verso il prossimo, specialmente sofferente ed emarginato.
In ciascuno di loro non si fa sentire, come in un’eco lontana,
quell’originario programma del Regno di Dio in tutto il creato, e soprattutto
nell’uomo e tra gli uomini? Il programma, che esprime il nome di Michele, “chi
come Dio?”.
Preghiamo, meditando il mistero dell’Incarnazione del Verbo
Eterno nel seno di Maria Vergine, perché la sua intercessione e, nello stesso
tempo, l’esempio meraviglioso di san Francesco d’Assisi e dei novelli beati
ci aiutino ad accogliere lo stesso programma: “Chi come Dio?”.
Dopo la recita dell'Angelus
Ai pellegrini di varie nazionalità
Chers Pèlerins de langue française,
de nouveau, je suis heureux de vous saluer et de vous féliciter d’être
venus, si nombreux honorer Alain de Solminihac et Claudine Thévenet en ce jour
de leur Béatification. Que ces deux serviteurs exemplaires de l’Eglise –
issus du sol de France – et les autres Bienheureux de ce dimanche, vous aident
à travailler avec ardeur à l’évangélisation du monde contemporain! Je vous
bénis, vous et tous les vôtres!
* * *
Auch die Besucher deutscher Sprache möchte ich herzlich
grüßen und segnen. Heute haben wir in feierlicher Liturgie unserer Freude
Ausdruck gegeben, daß immer wieder Menschen unseren Herrn Jesus Christus in
herausragender Weise bezeugen und darstellen und so Selige oder Heilige der
Kirche genannt werden können. Uns allen ist eine solche Berufung angeboten.
* * *
And to all the English-speaking visitors and pilgrims who have
come for the Beatification this morning: Grace and peace in our Lord Jesus
Christ. My Apostolic Blessing goes to you and to your families at home.
* * *
A todos los peregrinos y grupos de lengua española presentes en
este encuentro, mi cordial saludo lleno de benevolencia.
Pido al Señor por vuestras intenciones personales y familiares
y os imparto de corazón la Bendición Apostólica.
© Copyright 1981 - Libreria Editrice Vaticana