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GIOVANNI PAOLOII ANGELUS
Solennità dell'Immacolata
1. “Theotokos”! Con un’eco lontana suona questa parola, pronunciata con così
grande trasporto di fede e di amore millecinquecentocinquanta anni fa al
Concilio di Efeso, e da quella data ormai sempre solennemente pronunciata dalla
Chiesa: pronunciata nella liturgia e nel magistero; pronunciata nella preghiera
in lingue di tante nazioni e popoli diversi, e contemporaneamente con uno stesso
“senso di fede” di tutto il Popolo di Dio. “Theotokos”: “Genitrice di Dio”. Oggi pronunciamo questa parola con particolare amore e
venerazione, noi tutti riuniti per la comune preghiera: per l’Angelus. Questa preghiera è come un commento, ripetuto incessantemente,
a questa unica parola: “Theotokos”: “Genitrice di Dio”. Quando diciamo: “l’Angelo del Signore recò l’annuncio a
Maria ed Ella concepì per opera dello Spirito Santo”, noi esprimiamo la
totale e piena verità contenuta in questa parola: “Theotokos”, è Colei che
alla Parola dell’Eterno Padre, trasmessale nell’annunciazione angelica, “ha
concepito”, cioè è diventata Madre del Verbo Eterno per opera dello Spirito
Santo. In Essa il Verbo si è fatto carne. Ecco il completo commento alla parola: “Theotokos”. 2. Immacolata. Oggi a quella parola che, confessata e insegnata dalla Chiesa,
con una lontana e continua eco di fede, ci raggiunge da Efeso insieme con la
gioia dei suoi abitanti e di coloro che erano là riuniti al Concilio dei
Vescovi, si aggiunge una gioia particolare della nostra città: la gioia di
Roma: Colei, la cui vocazione umana era di diventare, nella pienezza
dei tempi stabiliti, la Madre del Verbo Eterno: “Theotokos”, in
considerazione dei meriti di questo Figlio, Redentore del genere umano, è stata
preservata fin dal primo momento del suo concepimento, – Lei, piccola figlia
di genitori terreni – dal retaggio del peccato originale, che fa parte di ogni
uomo – è stata concepita immacolata. Libera dal peccato originale, è stata riempita, sin dal primo
momento del suo concepimento, di Spirito Santo: è stata concepita “piena di
grazia”. 3. Quando ripeteremo fra breve nella nostra preghiera le parole
del saluto dell’Angelo, meditiamo come l’Eterno Padre ha suggellato, con la
potenza dello Spirito Santo, Colei che aveva da secoli designato per Madre del
suo Figlio: “Theotokos”. E, contemplando questo mistero della fede, rallegriamoci con la
gioia particolare della Chiesa: rallegriamoci con la gioia della venuta del
Signore: Theotokos: Immacolata. Angelus Domini... 4. Oggi, recitiamo la nostra preghiera dell’Angelus, per la
prima volta, davanti all’icona e sotto gli occhi della Vergine santissima,
Madre della Chiesa, che s’affaccia su Piazza san Pietro dal mosaico, collocato
su di un lato di questo Palazzo Apostolico. Nella cornice di questa Piazza
stupenda mancava un’immagine, che richiamasse anche visibilmente la presenza
di Colei che “la Chiesa cattolica, edotta dallo Spirito Santo, con affetto di
pietà filiale venera come madre amatissima” (Lumen
Gentium, 53). Sono lieto di inaugurare, nella Solennità dell’Immacolata
Concezione della Beata Vergine Maria, questa testimonianza del nostro amore e
della nostra devozione, e confido che Ella, con sollecitudine costante, voglia
continuare a “prendersi cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e
posti in mezzo a pericoli ed affanni” (cf. Ivi, 62), concedendo anche alla
nostra generazione di sperimentare l’invincibile potenza della sua protezione
materna. Benedirò ora l’immagine della Madonna “Madre della Chiesa”,
esprimendo l’auspicio che quanti verranno in questa Piazza di san Pietro
levino verso di Lei lo sguardo, per rivolgerle, con sentimento di filiale
confidenza, il proprio saluto e la propria preghiera. Dopo la recita dell'Angelus Desidero ora ricordare un folto gruppo di fedeli della Regione
Marche che, alla vigilia della festa della loro celeste Patrona, sono convenuti
in questa Piazza a rinnovarmi i sentimenti della loro devozione. Nel ricordo del
viaggio che feci due anni fa nella loro Terra, allorché visitai il Santuario
della Madonna di Loreto, ricambio volentieri questo saluto ringraziando le
Autorità regionali ed i membri delle varie Associazioni, qui presenti, e tutti
benedicendoli con le rispettive famiglie. Voglio ancora dire a tutti i presenti che ripeto specialmente
oggi, insieme con voi che siete venuti nella solennità dell’Immacolata,
queste due parole: la prima, Alma, e la seconda, Totus tuus. Vi ringrazio di
essere venuti con queste parole con le quali possiamo incontrarci nel modo
dovuto alla solennità che oggi celebriamo.
© Copyright 1981 - Libreria Editrice Vaticana |
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