1. Desidero anche oggi – in occasione della preghiera dell’Angelus
– esprimere un particolare saluto agli Episcopati, che sono venuti a Roma l’anno
scorso per visitare le “memorie” degli Apostoli.
Ho in mente gli Episcopati della Tanzania e del Sudan in Africa.
Desidero salutare le Chiese ed anche le Nazioni, nelle quali queste Chiese,
guidate dai loro Pastori, inseriscono il lievito evangelico della giustizia e
della pace.
Nella Tanzania vi sono 25 Circoscrizioni Ecclesiastiche. L’Arcivescovo
della sede metropolitana di Dar-es-Salaam è il Cardinale Laurean Rugambwa, il
primo africano elevato alla Porpora da Papa Giovanni XXIII nel 1960. I Cattolici
della Tanzania sono 3.600.000, vale a dire il 21% della popolazione.
Nel Sudan le diocesi sono 7 ed i Vescovi incontrano difficoltà,
soprattutto per la scarsità di sacerdoti e di personale. In tutto il paese ci
sono soltanto una cinquantina di sacerdoti diocesani; i missionari sono 130, ed
appartengono in buona parte ai Comboniani (circa 70), ai quali esprimo il mio
incoraggiamento per la loro dedizione, che estendo anche ai salesiani e agli
appartenenti alla Congregazione degli “Apostles of Jesus” che lavorano in
quella cara nazione.
2. Dato che ieri e oggi, in diversi paesi del mondo, viene
celebrata la giornata della solidarietà con la nazione polacca, desidero, come
Vescovo di Roma e nello stesso tempo come figlio della mia nazione, manifestare
viva gratitudine per tutte le testimonianze di questa solidarietà.
Ringrazio per ogni aiuto materiale, che viene mandato in Polonia
sia dalle singole persone come dalle diverse istituzioni sociali e caritative. L’Episcopato
e la Chiesa in Polonia fanno tutti gli sforzi perché tali aiuti giungano ai
più bisognosi.
Ringrazio per ogni sostegno spirituale, specie per quello che si
esprime in diverse forme di preghiera, che corrisponde alla comprensione che i
problemi riguardanti la Polonia hanno importanza non soltanto per tale singolo
paese e per tale singola società. Il rispetto dei diritti della nazione e, nell’ambito
di essa, il rispetto dei diritti dell’uomo come cittadino sono dappertutto nel
mondo la condizione della vera giustizia sociale e della pace. Tra questi
diritti una particolare importanza hanno assunto, nel corso dei due ultimi anni,
i fondamentali diritti degli uomini del lavoro e il diritto alla difesa di
questi diritti mediante i sindacati autogestiti ed autonomi, conosciuti sotto il
nome “Solidarnosc”. Si tratta degli uomini, che lavorano nell’industria,
nell’agricoltura, oppure nelle diverse professioni intellettuali; con ciò si
collegano gli adeguati diritti nel campo della vita culturale.
I Vescovi polacchi, nella loro ultima lettera, hanno manifestato
la piena espressione della sollecitudine e dell’aspettativa di tutta la
società, richiedendo l’abolizione dello stato d’assedio e di tutte le forme
di limitazione e di violazione dei diritti civili, adottate in tale Stato.
Ringraziamo tutti coloro ai quali, nel mondo intero, questa
causa sta veramente a cuore e nella coscienza.
La solidarietà con la nazione polacca assume una ancor più
grande eloquenza etica se si consideri che questa nazione in misura rilevante
(si potrebbe dire: sproporzionata) ha portato sulle sue spalle il peso dell’ultima
guerra ed ha affrontato terribili sacrifici per la causa giusta. Ha combattuto
ed ha sofferto per garantire la propria esistenza sovrana: affinché essa possa
vivere in modo sovrano sulla propria terra, che è impregnata del sangue e del
sudore dei suoi figli e delle sue figlie.
Ponendo questo problema dinanzi alla coscienza del mondo, non
cesso, insieme con milioni di uomini, di raccomandarlo a Dio per l’intercessione
della chiaromontana Madre della patria.
Dopo la recita dell'Angelus
Ai giovani delle scuole cattoliche
Sono presenti in questa piazza i membri delle Scuole Cattoliche
di Roma e del Lazio, appartenenti alla Federazione degli Istituti d’Istruzione
e di Educazione Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica (FIDAE), i quali
vogliono esprimere la loro solidarietà al Vescovo di Roma e alla nazione
polacca.
Desidero manifestarvi, carissimi fratelli e sorelle, il mio
ringraziamento per questo vostro gesto, che si concretizza anche nella preghiera
e nella raccolta di fondi per la mia patria d’origine. La mia benedizione
apostolica accompagni le vostre iniziative.
La ricorrenza della Giornata Mondiale della lebbra
Si celebra oggi la XXIX “Giornata Mondiale del Malato di
lebbra”, la quale vuole proporre alla nostra riflessione ed attenzione la
situazione dolorosa nella quale vivono oltre 15.000.000 di persone, colpite dal
morbo di Hansen. Sono nostri fratelli e nostre sorelle, che hanno bisogno della
nostra comprensione, del nostro amore, del nostro aiuto. I membri della Chiesa
debbono essere particolarmente impegnati in quest’opera di autentica
promozione umana e debbono sentirsi veramente solidali con coloro che sono
affetti da tale malattia.
La mia benedizione apostolica vada a quanti daranno il loro
generoso e fattivo contributo per quest’opera altamente meritoria.
Ai bambini della Suola materna statale di Sezze
Desidero infine rivolgere un cordiale saluto alla Scuola materna
statale di Sezze, che commemora il centenario della Beatificazione di san Carlo
da Sezze; ed altresì alla “Famiglia Modenese” di Roma, spiritualmente unita
alla diocesi di origine, nel ricordo del celeste patrono, san Geminiano.
A tutti il mio saluto e la mia benedizione.
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