1. Santo, Santo, Santo! A Dio che è la Santità stessa si eleva
il nostro cuore particolarmente in questo giorno. Dio, tre volte santo, desidera
la santità e guida ad essa l’uomo su vie note solo a lui.
Ogni volta che recitiamo l’Angelus, si apre davanti a noi la via principale
lungo la quale maturano i santi, nel corso della storia della salvezza.
“Colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio”
(Lc 1,35), dice alla Vergine di Nazaret il Messaggero del mistero dell’Incarnazione.
“Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai
Gesù” (Lc 1,31). Gesù significa il Salvatore, colui che mostra all’uomo le
vie della salvezza e lo guida su di esse. Come Figlio incarnato di Dio, Gesù è
la sorgente della vita e della santità per i suoi fratelli e sorelle.
Della santità più grande, egli ha rivestito colei che aveva
scelto come Madre.
Recitando l’Angelus, meditiamo sulla vocazione di Maria alla
sua particolare santità, ed insieme sulla vocazione alla santità, in Gesù
Cristo, di tutti i figli e le figlie del genere umano.
Oggi mi è stato dato di iscrivere nell’albo dei Santi uno di
loro: san Crispino da Viterbo. È la prima volta che, durante il mio servizio
nella sede di san Pietro, ho la gioiosa sorte di compiere una Canonizzazione.
2. “Lo Spirito Santo scenderà su di te” (Lc 1,35), disse l’Arcangelo
Gabriele a Maria, annunziando così che la santità, la quale trova nel Verbo
Incarnato la sua sorgente, è opera dello Spirito Santo.
Questa santità è una viva testimonianza che lo Spirito di Dio
rende allo spirito umano, guidandolo sulle vie, a volte difficili, della vita. E
contemporaneamente essa è una testimonianza con la quale l’uomo, nel suo
spirito creato, risponde allo Spirito Santo.
Benché, quindi, la santità nasca da Dio stesso, in pari tempo
essa, dal punto di vista umano, si comunica da uomo a uomo. In questo modo
possiamo anche dire che i santi “generano” i santi, così come possiamo
osservare facilmente che gli uomini, della cui santità gode la Chiesa, si
uniscono tra loro in famiglie spirituali, per motivi di provenienza, di
somiglianza e di esemplarità.
Il Santo, della cui elevazione sugli altari oggi gioisce la
Chiesa, non appartiene forse alla particolare famiglia di santità, che è
quella francescana?
Quanto è bello che proprio in occasione dell’VIII Centenario
della nascita del Serafico di Assisi, essa ottenga un nuovo contrassegno di
santità!
3. D’altra parte, “ciascuno ha il proprio dono da Dio”
(1 Cor 7,7), in certo senso unico e irripetibile. La santità si collega con
esso, cioè col personale carisma, mediante il quale il santo si distingue nella
genealogia dei Confessori della fede e perfino nella propria Famiglia religiosa.
Infatti, anche il santo proclamato oggi, fra’ Crispino da
Viterbo, pur essendo un figlio fedele e seguace coerente di san Francesco,
presenta una sua personale fisionomia ed una singolare risposta alla propria
vocazione religiosa. Amante della povertà e dei poveri, pieno di fiducioso
abbandono alla Provvidenza, esemplare nel suo servizio di tutti i bisognosi,
egli si segnalò per la saggezza dei suoi ispirati consigli e per una catechesi
itinerante esercitata con virtuosa modestia ed eccezionale serenità. Lodiamo
incessantemente il Signore che suscita, a nostro conforto, sempre nuovi santi.
Santo, Santo, Santo! “Benedictus Dominus in sanctis suis et
sanctus in omnibus operibus suis”!
Dopo la recita dell'Angelus
Ad un gruppo di giovani cresimati
Rivolgo ora un affettuoso e riconoscente saluto a tutti i gruppi
di Cresimati, specialmente a quello della parrocchia di Lonato.
Carissimi fanciulli! Il dono dello Spirito Santo che avete
ricevuto ha rinvigorito la vostra fede, ed ha reso più schietti in voi i
vincoli con Dio Padre e col suo Figlio Gesù Cristo. Questo stato di grazia,
mentre è la sorgente della pace nei nostri cuori e delle consolazioni celesti
nelle nostre menti, vi impegna a testimoniare col buon esempio e con l’assidua
pratica delle virtù gli insegnamenti del Vangelo. Siate, pertanto, generosi
soldati di Cristo, anche per contribuire alla costruzione di una società più
giusta e pacifica. Con questo auspicio, vi benedico di cuore ed estendo la mia
benedizione ai vostri sacerdoti ed ai vostri genitori e persone care.
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