1. “Pace a voi!” disse Cristo entrando nel cenacolo quella
sera del primo giorno dopo il sabato, cioè il giorno della risurrezione.
“Pace a voi!” disse di nuovo, ed aggiunse:
“"Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Dopo aver detto
questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo"” (Gv
20,21-22).
Abbiamo meditato su queste parole del Signore Risorto, recitando
il “Regina Coeli”, una settimana fa a Bologna, durante la grande riunione
della gioventù.
Ritorniamoci sopra ancora oggi, per ricordare e rinnovare la
meditazione del giorno della Pentecoste dell’anno scorso. Ecco le parole
pronunziate allora:
2. “Oh, quant’è buono il Signore! Egli diede loro (agli apostoli) lo
Spirito Santo, che è Signore e dà la vita..., e con il Padre e il Figlio
riceve la stessa gloria e adorazione... Egli uguale nella Divinità.
Gesù diede loro lo Spirito Santo; disse "ricevete".
Ma, più ancora, non ha forse dato, non ha affidato loro stessi allo Spirito
Santo? Può l’uomo "ricevere" il Dio Vivente e possederlo come
"proprio"?
Allora Cristo affidò gli Apostoli, che erano all’inizio del
nuovo Popolo di Dio ed il fondamento della sua Chiesa, allo Spirito Santo, allo
Spirito che il Padre doveva mandare nel suo nome (cf. Gv 14,26), allo Spirito di
verità (Gv 14,17; 15,26; 16,13), allo Spirito, per mezzo del quale l’amore di
Dio è stato riversato nei nostri cuori (cf. Rm 5,5); li ha dati allo Spirito
perché a loro volta lo ricevessero come il Dono; Dono ottenuto dal Padre per l’opera
del Messia, del Servo sofferente di Jahvè, di cui parla la profezia di Isaia.
E, perciò, egli "mostrò loro le mani e il costato"
(Gv 20,20), cioè i segni del sacrificio cruento, e poi aggiunse: "A chi
rimetterete i peccati saranno rimessi; e a chi non li rimetterete, resteranno
non rimessi" (Gv 20,23).
Con queste parole egli confermò il Dono”.
3. Le suddette parole sono state pronunziate un anno fa in
occasione del 1600° anniversario del primo Concilio di Costantinopoli.
Le ripeto nell’odierna domenica del periodo pasquale. Essa
uniscono con un profondo legame la Pasqua di Risurrezione con la solennità di
Pentecoste.
Queste parole ci dicono che il Dono del Consolatore è stato
dato alla Chiesa per l’uomo che porta in sé il peso dell’eredità del
peccato: per ogni uomo e per tutti gli uomini.
Esse dicono che Cristo nella sua Risurrezione ha affidato la
Chiesa allo Spirito Santo per tutti i tempi; la Chiesa che è inviata a tutto il
mondo.
Nel corso dell’anno giubilare il mistero dello Spirito Santo
è stato il tema del simposio, che ha riunito i teologi della Chiesa Orientale e
Occidentale, quelli delle Chiese della “Riforma” intorno alla verità
professata da tutti i cristiani.
Occorre che, nel tempo di Pasqua, nel periodo in cui si passa
dalla Pasqua alla Pentecoste, ancora una volta ci rendiamo conto del significato
che hanno le parole del Risorto: “Ricevete lo Spirito Santo”. Occorre che
viviamo della pienezza del mistero pasquale.
4. Ripetutamente in questi giorni, ed ancora una volta, nel
ricevere la delegazione del Cile e dell’Argentina nel quadro della mediazione
della Santa Sede nella controversia sulla zona australe, ho manifestato le mie
preoccupazioni ed espresso i miei voti per una pacifica soluzione del conflitto
che oppone uno di quei due Paesi, l’Argentina, alla Gran Bretagna per il
possesso delle isole Falkland o Malvinas.
Oggi il mondo guarda allarmato alla possibilità che tale
conflitto possa da un momento all’altro precipitare in uno scontro armato,
deplorevole in sé e minaccioso di conseguenze non facilmente prevedibili in
tutta la loro estensione.
Invito voi e tutti i cattolici nel mondo, in particolare quelli
che vivono nei due Paesi coinvolti nella vertenza, ad unirsi alla mia preghiera
perché il Signore ispiri, ai governanti responsabili, decisione e coraggio nel
cercare, in quest’ora forse decisiva, le vie dell’intesa, con sapienza e
magnanimità, al servizio del bene insostituibile della pace dei loro popoli e
per la tranquillità del Continente americano.
Sostenga la Vergine Maria i loro sforzi, e quelli di quanti si
adoperano per favorire soluzioni di pace!
Dopo la recita del Regina Coeli
La celebrazione della “Giornata per l’Università
Cattolica del Sacro Cuore”
Oggi si celebra la “Giornata per l’Università Cattolica del
Sacro Cuore”, che quest’anno ha per tema: “Cultura è servizio all’uomo”.
Tra i bisogni fondamentali, che caratterizzano l’uomo in
quanto uomo, v’è quello di conoscere: conoscere se stesso e il senso del
proprio esistere nel mondo. La cultura intende soddisfare tale bisogno con le
risposte che offre a quegli interrogativi. A nessuno sfugge quanto sia
importante che queste risposte rispecchino la piena verità sull’uomo, sia
come singolo che come parte di una comunità.
All’elaborazione di tali risposte, nell’orizzonte dei
risultati acquisiti dalle scienze umane e dei superiori apporti della
rivelazione divina, è particolarmente impegnata l’Università Cattolica. In
questo sta lo specifico servizio all’uomo, che essa è chiamata a rendere. I
cattolici italiani sono oggi invitati a prendere rinnovata coscienza del dovere
di sostenere con la preghiera, con la simpatia, con la generosità concreta l’attività
di questa benemerita Istituzione, perché essa possa sempre meglio servire l’uomo,
facendo cultura nella luce della verità piena che brilla sul volto di Cristo.
Un appello per la liberazione
dell’ingegnere Giorgio Bortolotti
Ancora una volta sento il dovere di elevare la mia voce in
favore di un sequestrato, l’Ingegner Giorgio Bortolotti, di Saronno, sottratto
ai suoi familiari ed al suo lavoro ormai da lunghi mesi.
Mi rivolgo ai suoi sconosciuti rapitori, perché vogliano far
prevalere nel loro animo quel senso di umanità, che non può essere spento.
Vogliano aver comprensione anche del dramma che stanno vivendo
gli afflitti familiari, che con tanta ansia attendono che il loro congiunto sia
restituito incolume alla gioia della libertà.
Alla banda dell’“Associazione Musicanti Pianellesi”
Porgo ora un saluto affettuoso all’“Associazione Musicanti
Pianellesi”, che accoglie nel suo complesso giovani e bambini, e che ha
eseguito alcuni brani musicali.
Carissimi fratelli, vi ringrazio della vostra presenza e
benedico di cuore voi e i vostri familiari.
Gratitudine ai Bolognesi
Il mio pensiero e il mio saluto vanno ora, con particolare
intensità di sentimento, alla città in cui ho recitato il “Regina Coeli”
domenica scorsa: Bologna.
Desidero esprimere la mia viva gratitudine per la calorosa
accoglienza che mi è stata riservata. Ringrazio il Cardinale Poma e tutti i
Vescovi della Regione, le Autorità civili ed i Docenti Universitari, il clero,
i religiosi e le religiose, e tutta la cara popolazione e specialmente i
giovani.
A tutti assicuro che l’incontro con loro ha lasciato un
profondo ricordo nel mio animo, nel quale ormai i figli di Bologna e dell’Emilia-Romagna
occupano un posto particolare.
Con sincero affetto rinnovo ad essi la mia benedizione
apostolica.
© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana