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GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS
Domenica, 6 dicembre 1987
Cari fratelli e sorelle.
Ho la gioia di avere qui accanto per la recita dell’Angelus il patriarca
ecumenico Dimitrios I. Lo salutiamo cordialmente e lo ringraziamo per la sua
visita a Roma.
1. Meta del nostro spirituale pellegrinaggio è, oggi, un luogo caro al cuore
degli ortodossi, il Monte Athos. Esso è chiamato anche “il Giardino della
Vergine” poiché, secondo la tradizione athonita, l’imbarcazione della Vergine
Maria, in rotta verso Efeso, sarebbe stata deviata a causa di una tempesta e
sarebbe così approdata al Monte Athos. Al centro di questo “Giardino della
Vergine” è conservata l’icona “Axion Estin”, l’immagine più venerata del
mondo ortodosso greco. Questa icona, detta “della Vergine Misericordiosa” (“Eleousa”),
rappresenta Maria santissima che regge sul braccio destro il Figlio, il quale
tiene in mano il rotolo della sacra Scrittura aperto al capitolo 61, versetto 1,
di Isaia: “Lo Spirito del Signore Dio è su di me”, il testo, cioè, spiegato da
Gesù nella sinagoga di Nazaret, all’inizio della sua vita pubblica (cf. Lc
4, 16ss.). L’icona è chiamata “Axion Estin” a ricordo di un evento
miracoloso accaduto nello skita dedicato oggi a sant’Andrea, nei pressi di
Kariès, centro amministrativo della Santa Montagna.
Secondo una pia tradizione, nella notte tra il 10 e l’11 giugno del 982
l’arcangelo Gabriele, apparso sotto le vesti di un monaco, avrebbe recitato per
la prima volta, durante la celebrazione liturgica della notte (“Agrypnia”),
l’inno che inizia appunto con le parole “Axion Estin”:
“È veramente giusto proclamare beata te, o Deipara, che sei beatissima,
tutta pura, e Madre del nostro Dio. Noi magnifichiamo te, che sei più
onorabile dei cherubini e incomparabilmente più gloriosa dei serafini.
Tu, che senza perdere la tua verginità, hai messo al mondo il Verbo di Dio.
Tu, che veramente sei la Madre di Dio”.
2. Da quel tempo, ogni 11 giugno sul Monte Athos si festeggia solennemente
l’icona e davanti ad essa si torna a cantare quello che è diventato l’inno più
popolare della pietà ortodossa.
L’immagine è stata trasferita dallo skita di sant’Andrea alla chiesa del
Protaton, a Kariès, e posta sul trono al centro del santuario. Giorno e notte
arde davanti a questa immagine un cero posto in un preziosissimo candelabro
d’oro e di diamanti. I monaci si alternano ininterrottamente davanti all’icona
per pregarla e per vegliarla. Possa la Vergine “Axion Estin” colmare di tutte le
sue benedizioni coloro che, nel suo “Giardino”, hanno dedicato la loro vita a
suo Figlio con quella generosità radicale che è la caratteristica della vita
monastica.
Possa ella guidare, nell’obbedienza e nella peregrinazione della fede, tutti
questi uomini che mai cessano di pregare per la Chiesa, affinché essa sia
conservata nell’integrità del patrimonio sacro, trasmesso una volta per tutte al
popolo cristiano.
Saluti ai fedeli presenti
Una parola di cordiale saluto e di incoraggiamento rivolgo ora a voi, studenti
del Movimento Giovani FIDAE, che siete convenuti a Roma per il vostro Convegno
Nazionale.
Mentre vi esorto, carissimi, a perseverare nell’impegno di portare il messaggio
evangelico tra i vostri coetanei, testimoniando con coraggio che Cristo risponde
al desiderio di bene e di verità presente nel cuore di ogni uomo, affido i
vostri buoni propositi alla protezione della Vergine Santissima, Madre del
Redentore.
A tutti la mia affettuosa Benedizione. [...]
© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana
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