Carissimi fratelli e sorelle!
1. Sabato prossimo inizierò il mio settimo viaggio in Africa,
dove visiterò la Tanzania, il Burundi, il Rwanda. In Costa d’Avorio, a
Yamoussoukro, avrò poi l’occasione di partecipare a una riunione del Consiglio
della Segreteria generale dell’Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei
vescovi.
Il successore di Pietro è felice di prender parte a questo
incontro di fratelli nell’episcopato, successori degli apostoli in terra
africana. Fin dal primo annuncio dello speciale Sinodo, il 6 gennaio 1989, ho
personalmente seguito con vivo interesse e profondo affetto per il continente
africano lo svolgimento dei lavori preparatori. Dai numerosi incontri, che ho
avuto nel frattempo con vescovi africani, ho potuto rendermi conto della gioia e
dell’entusiasmo con cui, nel continente, ci si dispone all’importante evento
ecclesiale.
Com’è noto, il tema del Sinodo, maturato nell’ambito stesso dei
vescovi africani, è il seguente: “La Chiesa in Africa e la sua missione
evangelizzatrice verso l’anno 2000. “Voi sarete miei testimoni” (At 1, 8)”.
Per facilitare i lavori del Sinodo è stato redatto un apposito
documento preparatorio - l’“Instrumentum laboris” - ufficialmente diffuso in un
incontro episcopale, a Lomé, in terra africana, il 24 luglio scorso. Esso si
prefigge di suscitare la riflessione di tutte le Chiese particolari in Africa:
dei vescovi, dei sacerdoti, dei consacrati, dei catechisti, dei laici impegnati
nei consigli pastorali e nei movimenti, delle comunità locali. Essi affideranno
il frutto della loro meditazione e della loro riflessione, per il tramite dei
rispettivi vescovi, alle Conferenze episcopali e quindi alla Segreteria
generale.
2. Questo strumento di lavoro affronta cinque grandi temi: 1) la
proclamazione della buona novella della salvezza; 2) l’inculturazione; 3) il
dialogo in tutte le sue dimensioni: in generale, ecumenico, interreligioso, con
i non-credenti; 4) la giustizia e la pace: il ruolo dei cristiani nella
promozione umana; 5) i mezzi della comunicazione sociale.
Alla vigilia del terzo millennio della redenzione, questo
cammino verso il Sinodo è tale da suscitare una grande speranza non solo per
l’Africa, ma per tutta la Chiesa e per il mondo intero. Dobbiamo attenderci una
nuova e più convinta ripresa della evangelizzazione e dello spirito missionario.
Nella Chiesa di quel continente sta prendendo forma sempre più netta e chiara il
modo d’essere cristiano, che è proprio di quel contesto culturale: la Chiesa sta
assumendo quel “volto africano” che, per l’Africa, è il riflesso dello stesso
volto di Cristo. Ci dobbiamo aspettare, inoltre, che nuove ricchezze spirituali,
nuovi impulsi di santità e di rinnovamento ecclesiale vengano alla luce come
apporto prezioso e originale non solo per il bene dell’Africa, ma della stessa
Chiesa universale.
3. Chiedo la vostra preghiera, fratelli e sorelle carissimi, per
la buona riuscita di questo importante Sinodo che, primo del suo genere per
l’Africa, rende testimonianza della crescente vitalità del cristianesimo in quel
continente. Possano, tutti coloro che a vario titolo e grado saranno coinvolti
nei lavori del Sinodo, avere orecchi, per “ascoltare ciò che lo Spirito dice
alle Chiese”, secondo la parola dell’Apocalisse (Ap 2,7); e comprendano
sempre più a fondo qual è il piano del Signore sulle Chiese particolari
d’Africa, qual è la loro missione e la loro responsabilità nel concerto generale
delle Chiese del mondo intero.
La beata Vergine Maria, il cui culto si sviluppa grandemente in
Africa con promettenti frutti nel campo della giustizia, della santità e della
pace, ottenga ai vescovi d’Africa abbondanza di discernimento e grandezza di
cuore per dare alla Chiesa africana un nuovo, generoso impulso sulle vie del
Signore.
Dopo l'Angelus
Ai pellegrini di lingua francese
J’adresse mon cordial salut à tous les pèlerins et visiteurs de
langue française qui prennent part à cette prière mariale du milieu de la
journée. Je leur souhaite un bon séjour dans la région de Rome, aux lieux mêmes
où vit le successeur de celui à qui Jésus a dit: “Tu es Pierre et sur cette
pierre je bâtirai mon Eglise”. J’invoque sur chacun la Bénédiction du Seigneur.
Ai pellegrini di lingua inglese
I extend a warm welcome to all the English-speaking pilgrims and
visitors who join us for this "Angelus" prayer. To the Blessed Virgin Mary, whom
the Church invokes under the title of "Mirror of Justice", let us pray that
people everywhere may experience peace within a social and international order
founded on respect for the dignity and freedom of all.
May God bless you and your families.
Ai fedeli di espressione linguistica tedesca
Mein herzlicher Willkommensgruß gilt allen deutschsprachigen
Pilgern und Besuchern, unter ihnen besonders der Ministrantengruppe aus der
Pfarrei St. Johann Baptist in Neu-Ulm.
Mit diesem marianischen Gebet haben wir uns erneut unter den Schutz der Königin
des Himmels gestellt, der wir uns gläubig in all den Sorgen und Nöten unseres
Lebens anvertrauen dürfen. Möge der Herr Euch und Eure Lieben daheim auf die
Fürsprache Mariens stets mit seinem Segen begleiten.
Ai pellegrini di lingua spagnola
Me es grato saludar ahora a los amadísimos hijos e hijas de
América Latina y de España presentes en este filial homenaje a la Madre del
Redentor. Siguiendo la enseñanza litúrgica del día, os invito a dar en todo
momento razón de vuestra fe, de esa fe, revestida de esperanza y amor, que
reside en Cristo.
Os deseo un feliz domingo en la paz del Señor.
Ai fedeli di lingua portoghese
É-me grato também saudar agora os estimados irmãos e irmãs de
língua portuguesa presentes nesta homenagem filial à Virgem Santa Maria.
Seguindo os passos da liturgia de hoje, convido-vos a todos a oferecerdes um
testemunho válido e sincero da vossa fé, revestindo-vos em todos os momentos do
amor e da paz de Jesus Cristo.
Dou-vos de todo o coração a minha Bênção Apostólica.
Ai fedeli di lingua italiana
Saluto cordialmente i fedeli di Castel Gandolfo, i vari gruppi
di pellegrini e visitatori e quanti dalla Piazza di San Pietro in Roma si sono
uniti alla preghiera mariana. Mi rivolgo, in particolare, ai solerti agricoltori
locali che festeggiano oggi la “Sagra delle Pesche”; ai numerosi membri della
Famiglia Carmelitana, provenienti da ogni parte d’Italia per partecipare ad un
loro convegno; al gruppo di Sacerdoti e Laici, venuti a Roma per un corso di
Esercizi Spirituali, promosso dal Movimento FAC; agli “Amici della Nostra
Famiglia” di Don Luigi Monza, che frequentano una settimana di spiritualità, e,
infine, ai fedeli della Parrocchia di S. Maria Assunta in Galzignano, in diocesi
di Padova. A tutti auguro ogni bene nel Signore.
Appello per la pace nel Golfo Persico
In questo giorno del Signore sento anche il dovere di invitarvi
a pregare per la pace nel Golfo Persico, ove ultimamente si è venuta a creare
una situazione veramente preoccupante. In realtà siamo stati testimoni di gravi
violazioni del diritto internazionale e della Carta dell’Organizzazione delle
Nazioni Unite, come dei principi di etica che devono presiedere alla convivenza
tra i popoli.
La diffidenza degli uni verso gli altri va drammaticamente
aumentando e l’ordine internazionale, edificato a prezzo di tanti sforzi e del
sacrificio di tante vite umane, è gravemente minacciato, senza dimenticare le
ripercussioni negative nell’ordine sociale ed economico, che purtroppo vanno a
svantaggio delle Nazioni più povere.
In quest’ora di profonda trepidazione, vi invito pertanto ad
elevare la vostra fervida preghiera a Dio clemente e misericordioso,
chiedendogli di voler illuminare coloro che detengono le sorti dei popoli
affinché sappiano trovare eque soluzioni per i problemi esistenti e faccia così
brillare luminosa la stella della pace sulle tribolate popolazioni del Golfo
Persico come su tutti i popoli del Medio Oriente, soprattutto su quelli così
provati del Libano e della Palestina.
E poiché la pace è un dono di Dio affidato agli uomini sento il
dovere di rivolgere un appello accorato a tutti gli uomini di buona volontà,
affinché con un dialogo costruttivo cerchino una giusta soluzione per le odierne
difficoltà. Maria, Regina della pace, interceda per noi e soprattutto per coloro
che soffrono perché trattenuti ingiustamente lontani dalla loro patria. Signore,
donaci la pace! “Domine, dona nobis pacem”!
© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana