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VIAGGIO APOSTOLICO IN PORTOGALLO
(10-13 MAGGIO 1991)

GIOVANNI PAOLO II

REGINA COELI

Stadio «Dos Barreiros» di Funchal, Isola di Madeira
Domenica, 12 maggio 1991

 

Carissimi fratelli e sorelle,

1. Concludendo la nostra Celebrazione Eucaristica nel giorno dell’Ascensione del Signore al cielo, il nostro pensiero si eleva alla Vergine Maria, come se stessimo per ritornare insieme, sul cammino del Cenacolo. È la devozione tradizionale delle Ave Maria, nella sua forma pasquale Regina Coeli.

A Lei, dai tempi più remoti, sono stati affidati i figli e le figlie della diocesi di Funchal, come testimonia la vostra Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, mettendo al sicuro i vostri tesori più preziosi: la fede e la comunità cristiana dove avete incontrato le fonti della salvezza. Lo testimoniano nicchie e cappelle ai crocevia... Ma è, in modo particolare, la Signora del Monte che dall’alto vigila e accoglie il cuore degli abitanti di Madeira. Gli uomini hanno bisogno di Maria! In Lei troviamo, infatti, accesso al Cuore di Suo Figlio, l’unico luogo dove potrà trovare pace la nostra inquietudine, dove troveranno conforto i nostri dolori, vigore e costanza i nostri propositi di vita coerente con i valori evangelici.

Pregate con fervore Maria Santissima! Sentitela al vostro fianco e consacratevi a Lei, rinnovandoLe durante il giorno la vostra fiducia e il vostro affetto, perché vi accompagni nelle vicende quotidiane. Il Suo ricordo sia vivo nelle famiglie, specialmente nella recita giornaliera del Rosario. È un incontro quotidiano al quale Io e Lei non manchiamo: se vorrete essere vicini al cuore del Papa per alcuni momenti, vi propongo l’ora del Rosario, in cui vi ricordo tutti alla Vergine Maria, e gradirei mi ricordaste a Lei nello stesso modo.

2. Da questo Stadio dos Barreiros, si moltiplica e si estende a tutto il mondo l’atto di comunione e solidarietà che, alla presenza di Dio, realizziamo qui in favore degli uomini. È il miracolo compiuto quotidianamente dai mezzi di comunicazione sociale “che sta unificando l’umanità rendendola - come si suol dire - “un villaggio globale”” (Ioannis Pauli PP. II, Redemptoris missio, 37).

Proprio oggi, la Chiesa celebra la XXV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, mettendo in evidenza, soprattutto quest’anno, che essi devono servire per la vera unità e progresso della famiglia umana. Ma questo impone, non solo a quelli che lavorano in questo settore, ma anche a chi riceve il messaggio, un chiaro discernimento e senso di responsabilità morale.

Esorto specialmente i professionisti di questo settore a rispettare l’imperativo etico che lo legittima al servizio degli uomini: guidarci verso una maggiore fraternità e comprensione reciproca, e aiutarci a progredire nella ricerca del nostro destino umano di amati figli e figlie di Dio.

3. Affidiamo tutti coloro che sono impegnati o coinvolti nell’uso dei mass media, alla Vergine Maria, Madre di Dio e Madre degli uomini, acclamata dal popolo cristiano come “Porta del cielo”, perché è stata degna di portare nel suo ventre Colui che vittorioso sulla morte ha aperto, attraverso il “velo” della Sua carne, un cammino nuovo e vivo affinché gli uomini, con fondata speranza, possano accedere al Padre (cf. Eb 10, 19-20). A Lei dedichiamo il nostro gioioso inno pasquale, che vogliamo far risuonare in tutti gli angoli della terra.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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