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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 19 febbraio 1995

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Nel Messaggio per la Giornata della Pace ho esortato le donne ad essere "testimoni, messaggere, maestre di pace nei rapporti tra le persone e le generazioni, nella famiglia, nella vita culturale, sociale e politica delle nazioni" (n. 2). Molte sono le figure femminili che hanno svolto e continuano a svolgere tale compito in modo esemplare. Tra queste desidero additare Santa Francesca Saverio Cabrini, Patrona degli emigranti, un campo di apostolato che conserva ancor oggi una grande attualità.

Si rimane davvero stupiti di fronte a ciò che Madre Cabrini fu capace di realizzare. Nata in Lombardia a metà del secolo scorso, ella si dedicò agli emigrati che, negli Stati Uniti e in altri Paesi dell'America, incontravano svariate difficoltà di inserimento. Per essi organizzò scuole, asili, collegi, ospedali, orfanotrofi: tutto con pochissimi mezzi, fidando unicamente sulla divina Provvidenza. L'amore al Cuore di Cristo la spingeva e la sosteneva. "Il Sacro Cuore - un giorno confidò - ha tanta fretta nel fare le cose che non riesco a seguirlo". Ed era Cristo che riconosceva e serviva nel volto degli emigranti, per i quali volle essere "madre" affettuosa ed instancabile.

2. La sua opera, autentico miracolo di carità, costituisce un singolare contributo alla causa della pace, una vera pedagogia di pace. Con fine intuito. Madre Cabrini si rese conto che non bastava offrire agli emigranti un sostegno materiale. Bisognava aiutarli ad integrarsi pienamente nella nuova realtà sociale, senza smarrire i valori autentici della propria cultura di provenienza. Ella stessa, pur non rinnegando l'amore per l'Italia, prese la cittadinanza statunitense, inserendosi profondamente nel popolo in cui Dio l'aveva chiamata a svolgere la sua missione.

Non è difficile cogliere l'attualità di tale testimonianza. A causa dei crescenti flussi migratori, che portano milioni di persone da una nazione all'altra, da un continente all'altro, specialmente dai Paesi in via di sviluppo verso le società del benessere, già oggi si pone - e forse più si porrà in futuro - il bisogno di reciproca comprensione, di accoglienza e di integrazione. E' chiaro perciò che la costruzione di questo futuro richiede uomini e donne di pace. In particolare, richiede cuori materni come quello di Madre Cabrini, ricchi delle potenzialità dell'animo femminile affinato dall'amore evangelico.

3. Affidiamo alla Vergine Santa il cammino dell'integrazione tra i popoli, nella società multi-culturale e multi-razziale del nostro tempo. Educhi Maria tutti noi all'accoglienza ed alla solidarietà. Quanti arrivano da Paesi lontani possano sentirsi capiti dalle popolazioni che li ospitano; siano sempre rispettati e amati come fratelli e sorelle. Doni la Madre del Signore alle donne una viva coscienza del loro imprescindibile ruolo nella costruzione di una società ricca di calore umano e di generosa fraternità.

Infine, il Papa si è così rivolto ai fedeli di lingua italiana presenti in Piazza San Pietro:

Rivolgo un augurio di buona domenica ai pellegrini romani, italiani e di ogni Paese. Saluto le Comunità neocatecumenali di Roma, Viterbo e Civitavecchia, ed affido tutti alla protezione di Maria Santissima, Madre della Chiesa.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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