1."Riconciliazione, dono di Dio e fonte di vita nuova". E' questo il tema,
denso e significativo, dell'Assemblea Ecumenica dei cristiani d'Europa, che avrà
luogo nei prossimi giorni nella bella e storica città austriaca di Graz.
Riflettere sulla riconciliazione e pregare per essa è quanto mai opportuno in un
mondo che conosce ancora tante forme di divisione. Come discepoli di Cristo ci
sentiamo particolarmente impegnati in questo, nella prospettiva anche del
Giubileo dell'Anno 2000, durante il quale commemoreremo l'avvento del Verbo di
Dio tra gli uomini. Così professano tutti i cristiani nel Simbolo
niceno-costantinopolitano: "Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal
cielo; si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo".
La riconciliazione è dono gratuito di Dio. Essa è grazia, come spiega
l'apostolo Paolo ai primi cristiani di questa città di Roma e, attraverso di
loro, a tutto il mondo: "Quando eravamo nemici, siamo stati riconciliati con
Dio, per mezzo della morte del Figlio suo" (Rm 5, 10). Siamo stati
riconciliati perché perdonati, siamo stati perdonati perché amati. "Dio ha tanto
amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito" (Gv 3, 16).
2. La riconciliazione con Dio rinnova profondamente l'uomo. Immerso per mezzo
del battesimo nella morte di Cristo, egli risorge con Lui a vita nuova ed è
chiamato a realizzare pienamente in sé l'immagine e la somiglianza di Dio. Anche
nella comunità, le relazioni vengono trasformate: la riconciliazione chiede di
potersi estendere a tutti i fratelli e le sorelle.
Un evento di salvezza così decisivo non può rimanere racchiuso nella singola
persona e neppure nella cerchia ristretta di un gruppo. La riconciliazione deve
coinvolgere tutti: singoli, famiglie, popoli. Di essa hanno bisogno tutte le
genti d'Europa, dall'Atlantico agli Urali, dall'Est all'Ovest. Ne ha bisogno
l'intera umanità.
In questo contesto, si pone con particolare urgenza il richiamo alla
riconciliazione tra i cristiani. Il movimento ecumenico, per grazia di Dio ha
già dato benefici frutti: ha creato una situazione nuova tra i discepoli di
Cristo. Vi sono però problemi ancora aperti e talvolta insorgono sconvolgimenti
inattesi, nascono timori nuovi, serpeggiano inconsce paure. L'Assemblea di Graz
per l'Europa, con il suo programma di incontro, di scambio e di preghiera,
intende rinsaldare il dialogo della carità, il solo veramente capace di
promuovere anche il dialogo teologico, che ha davanti a sé un percorso ancora
molto impegnativo.
3. Invito i presenti, e chi mi ascolta, ad unirsi nella preghiera con i
delegati all'Assemblea Ecumenica Europea, convocati a Graz dal "Consiglio della
Conferenze Episcopali d'Europa" e dalla "Conferenza delle Chiese Europee". Da
parte mia, assicuro un costante ricordo per la riuscita dell'importante
incontro.
Voglia il Signore accompagnarci verso la piena comunione, come fece con i
pellegrini lungo la strada di Emmaus. La Madre di Dio, che pregò con gli
Apostoli nel cenacolo in attesa del dono dello Spirito, sostenga il nostro
cammino. Sarebbe motivo di grandissima gioia se, all'alba del terzo Millennio,
noi cristiani, in una rinnovata Pentecoste, potessimo proclamare più concordi e
più uniti che Cristo è l'unico Salvatore del mondo.