Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Nella cornice di fede del Grande Giubileo, oggi celebriamo la Giornata del
Perdono. Nella Basilica di San Pietro ho presieduto stamane un suggestivo e
solenne atto penitenziale. In questa prima domenica di Quaresima, Vescovi e
comunità ecclesiali nelle varie parti del mondo, a nome dell'intero popolo
cristiano, si sono inginocchiati davanti a Dio per implorarne il perdono.
L'Anno Santo è tempo di purificazione: la Chiesa è santa perché Cristo ne è
il Capo e lo Sposo, lo Spirito ne è l'anima vivificante, la Vergine Maria ed i
Santi ne sono la manifestazione più autentica. I figli della Chiesa, tuttavia,
conoscono l'esperienza del peccato, le cui ombre si riflettono su di essa
oscurandone la bellezza. Per questo la Chiesa non cessa di implorare il perdono
di Dio per i peccati dei suoi membri.
2. Non si tratta di un giudizio sulla responsabilità soggettiva dei fratelli
che ci hanno preceduto: questo compete a Dio solo, il quale - a differenza di
noi, esseri umani - è in grado di "scrutare il cuore e la mente" (cfr Ger
20,12). L'atto oggi compiuto è un sincero riconoscimento delle colpe commesse
dai figli della Chiesa nel passato remoto e in quello recente, e un'umile
implorazione del perdono di Dio. Ciò non mancherà di risvegliare le coscienze,
consentendo ai cristiani di entrare nel terzo millennio più aperti a Dio e al
suo disegno d'amore.
Mentre chiediamo perdono, perdoniamo. E' quanto diciamo ogni giorno recitando
la preghiera insegnataci da Gesù: "Padre nostro ... rimetti a noi i nostri
debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori" (Mt 6,12). Frutto di questa
Giornata giubilare sia per tutti i credenti il perdono reciprocamente concesso
ed accolto!
Dal perdono fiorisce la riconciliazione. E' ciò che auspichiamo per ogni
comunità ecclesiale, per l'insieme di tutti i credenti in Cristo e per il mondo
intero.
3. Perdonati e disposti a perdonare, i cristiani entrano nel terzo millennio
come testimoni più credibili della speranza. Dopo secoli segnati da violenze e
distruzioni e dopo l'ultimo quanto mai drammatico, la Chiesa offre all'umanità
incamminata sulla soglia del terzo millennio il Vangelo del perdono e della
riconciliazione, quale presupposto per costruire l'autentica pace.
Essere testimoni di speranza! Questo è anche il tema degli Esercizi
spirituali, che questa sera inizierò con i miei Collaboratori della Curia
Romana. Fin d'ora ringrazio quanti vorranno accompagnarmi con la preghiera, e
invoco la Madonna, Madre della divina Misericordia, perché ci aiuti tutti a
vivere con frutto il tempo quaresimale.
Saluti
Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, en particular al grupo
venido de Madrid. En este primer domingo de Cuaresma, os invito a todos a acoger
con confianza la infinita misericordia de Dios. Muchas gracias.
Saúdo também os peregrinos de língua portuguesa, especialmente o grupo de
brasileiros que quiseram incluir esta Oração do Angelus nas etapas da sua
peregrinação quaresmal e jubilar: Quando a cruz visitar vossa vida, fazei como
Jesus crucificado, que nela manteve os braços abertos para todos, sem culpar
ninguém. Ide com Deus.
Saluto con affetto i numerosi pellegrini di lingua italiana: il Liceo
Salesiano di Valsalice, fondato dallo stesso Don Bosco; la Confraternita di
Sant'Attanasio Vescovo in Priora, diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia; i
gruppi di fedeli da Gavirate, Poggibonsi, Empoli, Mezzana di Prato, Burago di
Molgora, Chieti, Lanciano e Napoli.
Saluto poi i militari della Brigata "Folgore" con i familiari, i membri del
Lions Club di Sesto Calende-Somma Lombardo e di Partinico, gli alunni delle
Scuole "Margherita" di Bari e "Ugo Betti" di Fermo, e la Cooperativa agricola
Campotenese di Morano Calabro.