Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Si sono conclusi ieri qui, nel Palazzo Apostolico, gli Esercizi
Spirituali. Sono state giornate di intenso raccoglimento e ascolto della
Parola di Dio.
Le meditazioni proposte avevano per tema la verità centrale
della fede cristiana: "Dio è Amore". Nel silenzio della
preghiera abbiamo potuto contemplare a lungo questa Buona Novella, di cui il
mondo ha sempre bisogno. Di fronte all’umanità segnata da gravi squilibri e
tanta violenza non dobbiamo perdere la fiducia: su questo mondo si riflette,
fedele e misericordioso, l'Amore di Dio, che rifulge in pienezza sul volto di
Cristo.
2. Solo Cristo può rinnovare i cuori e ridare speranza ai
popoli. L'odierna liturgia, presentando il misterioso evento della
Trasfigurazione, ci fa sperimentare la potenza della sua luce, che vince le
tenebre del dubbio e del male.
In questa prospettiva di fede, desidero rinnovare un pressante
appello a moltiplicare l'impegno della preghiera e della penitenza, per
invocare da Cristo il dono della sua pace. Senza conversione del cuore
non c'è pace.
I prossimi giorni saranno decisivi per gli esiti della crisi
irakena. Preghiamo, perciò, il Signore perché ispiri a tutte le Parti in causa
coraggio e lungimiranza.
Certo, i Responsabili politici di Baghdad hanno l'urgente dovere
di collaborare pienamente con la comunità internazionale, per eliminare ogni
motivo d'intervento armato. A loro è rivolto il mio pressante appello: le sorti
dei loro concittadini abbiano sempre la priorità!
Ma vorrei pure ricordare ai Paesi membri delle Nazioni Unite,
ed in particolare a quelli che compongono il Consiglio di Sicurezza, che l’uso
della forza rappresenta l'ultimo ricorso, dopo aver esaurito ogni altra
soluzione pacifica, secondo i ben noti principi della stessa Carta dell’ONU.
Ecco perché - di fronte alle tremende conseguenze che
un'operazione militare internazionale avrebbe per le popolazioni dell’Iraq e
per l'equilibrio dell’intera regione del Medio Oriente, già tanto provata,
nonché per gli estremismi che potrebbero derivarne - dico a tutti: c’è
ancora tempo per negoziare; c'è ancora spazio per la pace; non è mai troppo
tardi per comprendersi e per continuare a trattare.
Riflettere sui propri doveri, impegnarsi in fattivi negoziati
non significa umiliarsi, ma lavorare con responsabilità per la pace.
Inoltre, noi cristiani, siamo convinti che la pace autentica e
duratura non è solo il frutto di pur necessari accordi politici e intese fra
individui e popoli, ma è dono di Dio a quanti si sottomettono a Lui e
accettano con umiltà e gratitudine la luce del suo Amore.
3. Proseguiamo fiduciosi, cari Fratelli e Sorelle,
nell'itinerario quaresimale. Maria Santissima ci ottenga che questa Quaresima
non venga ricordata come un triste tempo di guerra, ma come un periodo di coraggioso
impegno per la conversione e la pace. Affidiamo questa intenzione alla
speciale intercessione di San Giuseppe, del quale mercoledì prossimo
celebreremo la solennità.
Dopo l’Angelus
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, de
modo particular a los fieles de las parroquias de Nuestra Señora de Araceli,
San Mateo y del Centro San José, de la diócesis de Córdoba. Que esta fiesta
de la Transfiguración del Señor os aliente a continuar el camino cuaresmal,
annunciando a todos la conversión, la justicia y la paz. ¡Qué Dios os bendiga!
Traduzione italiana del saluto ai fedeli polacchi:
Saluto cordialmente i pellegrini polacchi: da Słupcą - il gruppo parrocchiale, da
Węgrów, da Napoli - i devoti della Divina Misericordia, i gruppi e le persone giunte individualmente.
Ogni domenica mi unisco alle famiglie cantando nella mia cappella "Gorzkie
¿ale" (antico canto che ripercorre la Passione di Cristo).
Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare gli
adolescenti del decanato di Rho (diocesi di Milano), che si preparano alla loro
professione di fede. Saluto inoltre i fedeli provenienti da Caltanissetta, San
Cataldo, Mazzarino, Civitavecchia e Tarquinia, come pure il gruppo di San Biagio
di Mantova, che da dieci anni realizza il Presepe Vivente. Il pellegrinaggio ai
luoghi santi di Roma rafforzi in ciascuno l’adesione al Vangelo e lo spirito
missionario.
A tutti auguro una buona domenica.
Parole che il Santo Padre ha aggiunto rivolgendosi ai fedeli
e ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro:
Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la seconda
Guerra Mondiale ed è sopravvissuta. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a
quelli più giovani di me, che non hanno avuto quest’esperienza: "Mai
più la guerra!", come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni
Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile! Sappiamo bene che non è possibile la
pace ad ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto è grande questa responsabilità. E
quindi preghiera e penitenza!