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GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 26 maggio 1982

 

Carissimi fratelli e sorelle.

Vi rivolgo innanzitutto il mio cordiale saluto, e vi accolgo con affetto in questa udienza generale, che si pone tra l’Ascensione e la Pentecoste. La Liturgia di questi giorni ci ricorda le parole con cui Gesù, confortando i suoi Apostoli che stava per lasciare, promise: “Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza” (Gv 15,26 s).

Carissimi, se il dovere di rendere testimonianza a Cristo tocca ogni fedele, esso impegna in modo particolare i successori degli apostoli, che sono i Vescovi e, tra loro, il Romano Pontefice che, nella sua qualità di successore di Pietro, ha una responsabilità diretta nei confronti di tutta la Chiesa. Mosso da questa consapevolezza, nel corso di questi anni mi sono fatto pellegrino per il mondo, per recare alle varie porzioni del gregge di Cristo sostegno fra le prove ed incoraggiamento a perseverare nella coraggiosa adesione ai perenni valori del Vangelo.

In linea con questo programma, è stata da tempo prevista e preparata, come sapete, una visita pastorale alle Chiese d’Inghilterra, Scozia e Galles. Le recenti, dolorose vicende del conflitto nell’Atlantico del Sud hanno posto in forse l’attuazione di tale viaggio, che tanti cristiani non solo cattolici ma anche di altre confessioni attendono con ansia. A seguito di approfondite consultazioni con i maggiori responsabili di quelle Chiese, ho deciso di compiere ugualmente la mia visita, pur apportandovi alcune modifiche.

Poiché, tuttavia, tale decisione potrebbe creare qualche sorpresa o perplessità tra i cattolici della Chiesa argentina, certamente non meno cari e non meno vicini al mio cuore, ho sentito il bisogno dispiegare loro le ragioni che ad essa mi hanno indotto, dopo prolungata e sofferta riflessione.

A tale scopo ho indirizzato ai figli di quella diletta Nazione una lettera, di cui vi do ora lettura.

“Carissimi figli e figlie dell’Argentina.

1. Vi scrivo di mia propria mano, perché sento che devo ripetere il gesto paterno dell’apostolo Paolo verso i suoi figli per rafforzarli nella fede (cf. Col 4, 18).

Vi scrivo questa lettera, mosso da un sentimento di affetto e di solidarietà verso la Chiesa una e universale, che si trova su tutta la terra, in tutti i popoli e le nazioni. Vi scrivo perché penso che un particolare chiarimento sia necessario a voi, che vivete in terra argentina. Questo chiarimento è richiesto dai problemi suscitati dal mio viaggio apostolico e pastorale in Inghilterra, Scozia e Galles nei giorni della Pentecoste di quest’anno.

Se nelle ultime settimane non si fossero verificati i tragici avvenimenti, che hanno il loro punto centrale nella regione australe dell’Oceano Atlantico, e sono connessi con il conflitto tra il vostro Paese e la Gran Bretagna, questo viaggio non avrebbe bisogno di nessuna spiegazione, come non è stata necessaria per nessun altro viaggio intrapreso per visitare le Chiese esistenti in vari Paesi e Continenti. Ma senza dubbio, in relazione alle dolorose circostanze attuali, sono in dovere di darvi questa spiegazione, sapendo che la vorrete accettare come leale testimonianza di affetto nel mio servizio evangelico al mondo.

2. Il viaggio del Papa per visitare le Chiese d’Inghilterra, Scozia e Galles, è stato programmato già fin da due anni fa, e da un anno e mezzo si sta portando avanti un’intensa preparazione, che prende forma concreta in una serie di azioni di tipo pastorale. L’attesa creatasi per raggiungere l’obiettivo di questi preparativi è tale, che non posso fare a meno di compiere questa visita, la quale viene a coronare secoli di fedeltà di quei cattolici alla Chiesa e al Papa. D’altra parte, malgrado le insistenze che io ho fatto per cercare di differire il mio viaggio, i Vescovi di Gran Bretagna si sono manifestati unanimi nel sostenere l’assoluta impossibilità di una tale dilazione, che, a loro giudizio, equivarrebbe praticamente ad un annullamento.

La cancellazione del viaggio sarebbe una delusione non soltanto per i cattolici, ma anche per moltissimi non cattolici, che lo considerano, com’è in realtà, particolarmente importante anche per il suo significato ecumenico. In realtà, essi sanno bene che la visita del Papa ha un carattere strettamente pastorale e in nessun modo politico.

Questo carattere strettamente pastorale ed ecumenico è talmente essenziale e prevalente che, date le circostanze, i Rappresentanti del Governo di Sua Maestà si sono spontaneamente ritirati da tutti i contatti ormai previsti e che normalmente hanno avuto luogo in altre circostanze durante simili visite.

Il programma prevede un incontro con gli alti Rappresentanti della Comunione Anglicana e con quelli delle altre Comunità cristiane separate dalla Chiesa Cattolica.

È prevista altresì una visita alla Regina Elisabetta che, come ben sapete, occupa pure una specialissima posizione all’interno della Chiesa d’Inghilterra.

3. Nell’intraprendere il viaggio, nonostante tutte le difficoltà che vanno accumulandosi, e con l’animo pieno di dolore per le vittime causate dal conflitto fra l’Argentina e la Gran Bretagna, coltivo la ferma speranza che si trovi presto, in modo graduale, una soluzione onorevole attraverso le vie di un pacifico negoziato. Da parte mia, non ho cessato di sforzarmi fin dall’inizio, con tutti i mezzi a mia disposizione, per favorire una soluzione che, pur mantenendo il carattere di una decisione giusta e adeguata al senso dell’onore nazionale, sia capace di risparmiare ad ambedue le parti, e forse anche ad altre società, spargimenti di sangue ed altri terribili effetti causati dalla guerra. Per questa intenzione ho pregato molte volte, particolarmente durante il mio recente pellegrinaggio a Fatima, e in modo specialissimo nella messa da me concelebrata il giorno 22 di questo mese, nella Basilica di san Pietro, insieme con i Pastori della Chiesa in Argentina, in America Latina e quelli della Chiesa in Inghilterra, Scozia e Galles. Sono ancora vive nel mio cuore, con tutta la loro esigenza, le frasi che ho pronunciato in quella storica circostanza: la pace è possibile, la pace è un dovere pressante.

I miei giorni di permanenza in Gran Bretagna continueranno ad essere un’incessante preghiera in favore della pace, elevata insieme al Popolo di Dio, che porta scolpite nel suo cuore le parole di Cristo: “Beati i pacifici, / perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5, 9).

4. Soprattutto durante quei giorni il mio pensiero ed il mio affetto saranno anche con voi, diletti figli dell’Argentina. È ben nota la mia predilezione per la vostra Nazione e per tutta l’America Latina, dove ho già compiuto due visite, che conservo vive nel mio cuore di Pastore universale. Nei miei progetti c’è anche quello di realizzare una terza visita all’inizio del prossimo anno. Ciò nonostante, profondamente preoccupato per la causa della pace e mosso dall’amore per voi, tanto provati in questi momenti di dolore, sarebbe mio desiderio venire perfino direttamente dall’Inghilterra all’Argentina, e lì, tra voi e con voi, cari fratelli e sorelle, elevare la stessa preghiera per la vittoria di una giusta pace sopra la guerra. Spero che presto possiate unirvi al Papa nel Santuario dedicato alla Madre di Dio a Lujan, consacrando le vostre famiglie e la vostra Patria cattolica al Cuore materno della Madre di Dio. Questo breve viaggio non comporterà la rinuncia ad una visita pastorale a voi, fatta a tempo debito, con un suo programma adeguato e con la dovuta preparazione.

5. Chiedo specialmente a voi, venerabili fratelli nell’Episcopato, di mettere in rilievo davanti alla società il vero significato del mio viaggio apostolico, soprattutto se tale significato fosse presentato sotto una falsa luce per minare la credibilità dell’universale servizio pastorale del Vescovo di Roma. Siate anche, pur nell’ambito delle giuste esigenze del patriottismo, portavoce di quella unità, che in Cristo e di fronte a Dio, Creatore e Padre, abbraccia tutti i popoli e le nazioni, al di là di ciò che li distingue, divide o anche oppone reciprocamente.

La Chiesa, pur conservando amore verso ogni singola Nazione, non può fare a meno di tutelare l’unità universale, la pace e la mutua comprensione. In questo modo, pur fra le tensioni politiche e le calamità che porta con sé la guerra, la Chiesa non tralascia di testimoniare l’unità della grande famiglia umana e di cercare le vie, che mettono in rilievo tale unità al di sopra di ogni pur tragica divisione. Sono le vie che conducono alla giustizia, all’amore e alla pace.

In prova della mia affettuosa vicinanza, assicurandovi le mie preghiere, vi invio una particolare benedizione apostolica”.

Questo è il testo della lettera, che un mio rappresentante ha recato personalmente in Argentina.

Chiedo a voi tutti di unirvi con me nella preghiera per ottenere dal Signore, mediante l’intercessione della Vergine santissima, che i fini del viaggio pastorale che sto per intraprendere siano rettamente intesi e generosamente assecondati, così che esso possa giovare al bene spirituale dei credenti ed alla stessa causa della pace nell’Atlantico Australe.

Ancora una notizia: ho ricevuto la notizia che il mio desiderio di recarmi in Argentina è stato accolto con gratitudine e viva soddisfazione dai Vescovi e dalle supreme autorità della nazione e del popolo argentino. La data della partenza per questo viaggio pastorale è prevista per il 10 del prossimo mese di giugno.


Ai pellegrini di lingua francese

Chers Frères et Sœurs,

“Vous aussi, vous me rendrez témoignage”, dit Jésus aux Apôtres en leur annonçant la venue de l’Esprit Saint. Cela vaut pour tous, mais en premier lieu pour le successeur de Pierre. Et c’est aussi la raison de mes voyages apostoliques. Malgré le douloureux conflit de l’Atlantique Sud, j’ai cru devoir maintenir la visite pastorale prévue depuis deux ans aux Eglises qui sont en Angleterre, Ecosse et Pays de Galles. Pour éviter toutefois que cela ne cause de l’étonnement chez les fidèles d’Argentine, j’ai tenu à leur adresser une lettre - dont je viens de lire le texte en italien - pour leur dire mon affection et leur expliquer les motifs du maintien de ce voyage, en particulier l’importance qu’il revêt du point de vue pastoral, afin de soutenir la foi des catholiques, et du point de vue œcuménique.

Je garde malgré tout le ferme espoir que l’on saura trouver rapidement une solution honorable au conflit qui oppose la Grande-Bretagne et l’Argentine. Je prie intensément pour cela et je continuerai à prier pendant mon séjour en Grande-Bretagne, sans pour autant oublier les Argentins auxquels j’envisage de rendre visite immédiatement après, afin d’implorer avec eux la Mère de Dieu au sanctuaire de Lujan.

Je compte notamment sur tous mes Frères dans l’épiscopat pour faire bien comprendre à leurs fidèles et à l’opinion publique le service et même le devoir qui incombent à l’Evêque de Rome de protéger l’unité universelle, la paix et la compréhension mutuelle, au-dessus de toutes les divisions et sans préjudice pour l’amour de l’Eglise envers chaque nation et les justes exigences du patriotisme. C’est là le meilleur chemin conduisant à la justice, à l’amour et à la paix.

* * *

Je salue volontiers les délégués de l’Alliance Internationale du Tourisme, présents à Rome pour leur assemblée générale et représentant les Automobiles-Clubs de beaucoup de pays. Je forme des vœux pour l’aide que vous pouvez ainsi apporter aux touristes de plus en plus nombreux qui ont la possibilité d’utiliser leur voiture pour voyager à l’étranger, en vue de leur information précise, de la défense de leurs intérêts et de leur assistence, et, j’oserais dire, pour leur éducation au sens des responsabilités afin d’assurer le maximum de sécurité sur les routes, pour les encourager enfin à manifester ouverture, compréhension et estime des personnes et des valeurs des pays qui les accueillent.

* * *

Et je salue aussi tous les pèlerins présents à cette audience, de France, du Canada, spécialement ceux qui sont venus célébrer les nouveaux bienheureux, et les groupes de religieuses, de jeunes, de personnes âgées. Préparez-vous bien à la Pentecôte, en invoquant l’Esprit Saint. Et priez aussi pour moi. De tout cœur, je vous bénis.

Ai fedeli di lingua inglese

Dear sons and daughters,

In Friday I begin my pastoral journey to England, Scotland and l Wales. It was planned two years ago. There have been eighteen months of pastoral preparation. Expectation is such that, in the judgement of the bishops, it would be impossible to put off this visit, which crowns centuries of fidelity by the Catholics of those countries to the Church and the Pope, and which also has an important ecumenical aspect. To cancel it would severely disappoint many people not only Catholics - who realize that it is a strictly pastoral visit, in no way political. I must therefore make the visit in spite of the conflict between Great Britain and Argentina. My heart is full of sorrow for the victims. I hope that before long a solution can gradually be found by peaceful negotiation. For my part I have never ceased from the beginning to work for an honourable settlement, and my days in Britain will be a continual prayer for peace.

* * *

I greet with esteem the Special Committee of the Catholic University of Washington, which I visited in October 1979. There has always been a bond between the Church and the university world. As I stated in Washington, this bond is explained by their relationship to truth. I pray that the Church and the university will long continue their fruitful collaboration in the search for greater knowledge and deeper understanding. And I pray for each one of you who are present here: may God bless you in your lives and in your work.

Ai pellegrini di lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Euch allen gilt mein herzlicher Willkommensgruß zur heutigen Audienz zwischen Christi Himmelfahrt und dem Pfingstfest Von Herzen erbitte ich euch die reichen Gaben des göttlichen Geistes.

Wie euch gewiß bekannt ist, ist seit zwei Jahren für das kommende Pfingstfest mein Pastoralbesuch nach England geplant. Nach eingehenden Beratungen mit den höchsten Vertretern der christlichen Kirchen dieses Landes habe ich beschlossen, ihn trotz der tragischen Zuspitzung des Falkland-Konfliktes wie geplant durchzuführen, wobei jedoch einige Änderungen im Programm vorgenommen werden. Durch die schmerzlichen Umstände, unter denen dieser Besuch stattfindet, sehe ich mich aber gedrängt, diese Entscheidung in einem eigenen Handschreiben den Gläubigen in Argentinien ausführlich zu erläutern, um eventuellen Mißverständnissen vorzubeugen.

Nach einmütiger Überzeugung der Bischöfe von Großbritannien kann diese Pastoralreise zum gegenwärtigen Zeitpunkt unter keinen Umständen mehr verschoben werden. Eine solche Verschiebung käme einer endgültigen Absage gleich. Die Wichtigkeit dieses historischen Besuches liegt vor allem in seiner ökumenischen Bedeutung. Deshalb sind Begegnungen mit den höchsten Vertretern der anglikanischen Kirche und den anderen christlichen Gemeinschaften vorgesehen, auch mit Königin Elisabeth, die in der Kirche Englands bekanntlich eine einzigartige Stellung innehat. Die Vertreter der Regierung haben hingegen ihrerseits freiwillig auf die vorgesehenen Kontakte verzichtet. Ich unternehme diese Pastoralreise in der Hoffnung und mit dem Gebet, daß im Falkland-Konflikt möglichst bald beiderseitig befriedigende Friedensverhandlungen begonnen werden können. Dazu wäre es mein Wunsch, mich gegebenenfalls von England aus direkt nach Argentinien zu begeben, um auch mit den Gläubigen dieses Landes im Marienheiligtum der Gottesmutter von Lujan für den Frieden zu beten. Ebenso bitte ich für meine bevorstehende Pastoralreise und die Wiederherstellug des Friedens unter den Völkern auch um euer Gebet.

* * *

Einen besonderen gruß richte ich an die Pilger aus der Erzdiözese Köln. Zum 25. Mai seid ihr mit eurer Kirchenzeitung zu einer Wallfahrt aufgebrochen, um eure Treue zum Nachfolger des heiligen Petrus zu bekunden. Diese Jubiläumspilgerfahrt nach Rom möge euch an eure Verpflichtung erinnern, den Glauben in eurem Leben, in Familie und Beruf mutig zu bezeugen. Denkt daran, was ich bei meinem Besuch in Eurer Erzdiözese über die Familie gesagt habe: Sie ist eine Ecclesiola, eine Kirche im kleinen. Ihr Eltern bildet zusammen mit euren Kindern diese Hauskirche. Dafür sei euch eure Kirchenzeitung, durch die ihr Orientierung, durch die ihr Orientierung für euer christliches Leben erhaltet, eine wertvolle Hilfe. Für reiche pfingstliche Gnaden erteile ich euch, euren Angehörigen in der Heimat und allen hier anwesenden Pilgern von Herzen den Apostolischen Segen.

Ai pellegrini di lingua spagnola

Amadísimos hermanos y hermanas,

Saludo ante todo y bendigo cordialmente a cada persona y o grupo de lengua española, procedente de España, México, Venezuela, Colombia, Argentina, Chile y otros Países.

Una palabra de especial aliento a ser fieles a las exigencias de su vocación dirijo a las Superioras Adoratrices y a las Siervas de San José. Igualmente animo a los miembros de la Unión Femenina Católica Mexicana a trabajar con entusiasmo en su hermosa tarea de apostolado.

El próximo viernes, fiel a mi deber de testimoniar a Cristo en todas partes, haré el viaje apostólico a la Iglesia de Inglaterra, Escocia y Gales que estaba previsto desde hace dos años.

Las dificultades surgidas a causa del conflicto bélico en el Atlántico Sur, me han hecho reflexionar maduramente acerca de un posible aplazamiento del viaje. Pero tras diversas consultas con los Pastores de la Iglesia, y dada la gran importancia ecuménica de la visita, he llegado a la convicción de que ésta no puede aplazarse, porque ello equivaldría a cancelarla, con grave perjuicio en campo religioso. Por otra parte, mi viaje no tiene ningún carácter político, sino exclusivamente pastoral, y está desprovisto incluso de los contactos con las autoridades gubernamentales que son normales en casos semejantes.

Son estas las razones que he explicado en una carta personal que he dirigido al pueblo argentino, al que expreso todo mi afecto y recuerdo en esta hora difícil. Y como prueba de mi cordial estima, estoy dispuesto a ir directamente a Argentina desde Inglaterra, para continuar, pidiendo por la paz ante la Virgen de Luján. Ello no impediría una visita pastoral de normal duración, cuando sea factible, a dicho País. Y para mostrar una vez más mi profunda estima a América Latina, pienso realizar un viaje a tierras latinoamericanas a principio del próximo año.

Os pido vuestras oraciones para que la Iglesia ame a cada nación, tutelando a la vez la unidad, la paz y la compresión universales.

Ai fedeli di espressione portoghese

Amados peregrinos e ouvintes de língua portuguesa,

Saúdo-vos com afecto no Senhor, nesta Audiência geral. O tempo litúrgico fala-nos muito do Espírito Santo e da Sua virtude, para darmos testemunho de Cristo. É um imperativo. Consciente disso, o Romano Pontífice, nestes últimos tempos, tem-se feito peregrino pelo mundo, para levar esse testemunho aos homens.

Há muito estava prevista, programada e preparada uma dessas visitas apostólicas à Inglaterra, Escócia e País de Gales. Dolorosas vicissitudes, por causa do conflito no Atlântico Sul, puseram em dúvida essa viagem. Após ter ponderado, não obstante tudo, decidi relizá-la, com algumas alterações.

Dedico esta Audiência a explicar, sobretudo aos fiéis católicos da Argentina (explicação que exarei em carta) as razões dessa minha decisão e o carácter estritamente pastoral da visita. Ao mesmo tempo renovo votos e refiro, prometo e peço orações - como já fiz em Fátima e há dias na Santa Missa em São Pedro - pelo restabelecimento da paz.

Reafirmo a minha estima pelo Povo argentino - que seria meu desejo visitar brevemente, para aí rezar com ele - e por toda a América Latina. Apelo para a boa vontade, compreensão e preces de todos, implorando do Espírito Santo que derrame o Seu amor nos corações, para a paz entre todos os homens, ao dar-vos a Bênção Apostólica.

Ai polacchi

Pani Jasnogórska! Matko mojego Narodu!

Dziś pragnę Ci w sposób szczególny polecić i zawierzyć całą młodzież polską.

Pozwól, że naprzód przypomnę własną młodość, która - w swej części najbardziej decydującej - była trudna. Był to czas wojny i okupacji: wielka próba całego narodu. Wielka próba młodzieży. Był to równocześnie czas afirmacji największych wartości - ileż razy na miarę heroizmu! Ileż razy - za cenę życia!

Dziś polecam Ci, o Matko, i zawierzam współczesne młode pokolenie. Ten “młody las”, który wyrósł pośród starszego lasu: młody las serc i sumień.

Spraw, aby te serca i te sumienia były zdrowe. Aby niosły w sobie to całe dziedzictwo, któremu na imię “Polska”: dziedzictwo prawd i wartości; ròwnocześnie dziedzictwo trudów i ofiar.

Niech to dziedzictwo w nich będzie żywe i niezachwiane.

Niechaj umieją łączyć w sobie odwagę i rozwagę. Nieodzowna jest bowiem odwaga, aby być prawdziwie rozważnym - i nieodzowna jest rozwaga, aby być prawdziwie odważnym.

Być odważnym - to znaczy: myśleć o przyszłości i brać za nią odpowiedzialność.

Polecam Ci i zawierzam, o Matko, ludzi młodych! Niech nigdy nie zwatpią o przyszłści! Niech pamiętają, że przyszłość jest człowiekowi także zadana. Jest mu zadana w nim samym!

O Pani Jasnogórska! Jakże Cię błagam o przyszłość mojej Ojczyzny, o tę przyszłość, która zadana nam jest w każdym człowieku, a nade wszystko w młodym pokoleniu!

Oby zrozumieli! Oby podjęli! Oby spełnili! Oby im nie utrudniano lecz pomagano!

Ed ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione italiana.

Signora di Jasna Góra!
Madre della Nazione!
Oggi desidero raccomandare in modo particolare
ed affidare a te
tutta la gioventù polacca.
Consentimi di ricordare in primo luogo
la mia giovinezza che,
nella sua parte più decisiva, fu difficile.
Era il tempo della guerra e dell’occupazione:
una grande prova per tutta la nazione.
Una grande prova per la gioventù.
Questo era, contemporaneamente,
il tempo dell’affermazione
dei più alti valori,
tante volte a misura dell’eroismo!
Quante volte a prezzo della vita!
Oggi raccomando a te, o Madre,
e affido l’attuale giovane generazione.
Questo “giovane bosco”
che è spuntato in mezzo al bosco più vecchio,
“giovane bosco” dei cuori e delle coscienze.
Fa’ sì che questi cuori
e coscienze siano sani;
che portino in sé tutta l’eredità
che ha il nome di “Polonia”:
l’eredità della verità e dei valori;
al tempo stesso l’eredità
della fatica e dei sacrifici.
Questa eredità sia in essi viva e incrollabile.
Sappiano i giovani unire in sé
il coraggio e la ponderatezza.

Il coraggio infatti è indispensabile
per essere veramente ponderati,
e la ponderatezza è indispensabile
per essere veramente coraggiosi.
Essere coraggioso vuol dire
pensare al futuro
e prendere per esso la responsabilità.
Ti raccomando e affido,
o Madre, i giovani.
Che non perdano mai
la speranza nel futuro!
Ricordino che il futuro
è anche assegnato
all’uomo come compito.
Esso gli è consegnato in se stesso come compito!
O Signora di Jasna Góra!
Quanto ti supplico
per il futuro della mia Patria,
per questo futuro che ci è assegnato
come compito
in ogni uomo
e soprattutto nella giovane generazione!
Che comprendano!
Che intraprendano!
Che compiano!
Che non siano ostacolati!
Ma aiutati!

Ai gruppi italiani

Rivolgo ora un saluto cordiale al pellegrinaggio proveniente da Napoli e composto da fedeli della parrocchia di Maria santissima del Carmine, che celebra il decennale della sua nuova sede, e da fedeli delle altre parrocchie dell’undicesimo Decanato, guidati dai rispettivi parroci, stretti intorno al Vescovo.

Carissimi, sono lieto di sapere che la vostra zona sta celebrando il suo Sinodo ed auspico che esso sia occasione di crescita nella fede vissuta e nella carità fraterna. Ricordando il breve, ma intenso in contro che ebbi con la città di Napoli nell’ottobre del 1979, affido le vostre Comunità alla protezione della Vergine santa, mentre, in pegno di copiosi favori celesti per voi e per le vostre famiglie, volentieri vi benedico.

* * *

Sono presenti all’udienza le Consigliere Regionali dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali e le Suore della Federazione Italiana Religiose Operatrici Sanitarie.

Carissime sorelle, la consacrazione totale a Cristo, attuata mediante la professione dei consigli evangelici, fa’ di voi altrettante testimoni privilegiate dell’Assoluto fra i valori contingenti della storia. È una testimonianza di cui l’umanità ha estremo bisogno per non smarrirsi su strade che la conducono lontano dalla sua meta suprema. Coltivate dunque con inesausto impegno la comunione con Dio, affinché la vostra vita sia segno luminoso della sua presenza e del suo amore. Vi accompagni nel vostro lavoro la mia apostolica benedizione.

* * *

Rivolgendo ora il mio saluto ai giovani presenti all’Udienza, desidero ricordare che oggi è la festa di san Filippo Neri, il santo della gioia e della giovinezza, il quale ha avuto un grande influsso sul rilancio della fede e la rinascita della vita cristiana nel suo tempo, dedicando il suo apostolato ai giovani.

Carissimi, auspico di cuore che con la vostra fede cristiana, sinceramente accolta e intensamente vissuta, contribuiate alla rinascita di un mondo migliore. Vi accompagni la mia benedizione.

* * *

Un saluto particolare rivolgo anche al gruppo degli ammalati, invitandoli a voler alzare gli occhi e il cuore a Maria, Salute degli Infermi, per ottenere da lei la forza ed il coraggio della fede nelle sofferenze della malattia.

* * *

Infine, un saluto e un augurio ai novelli Sposi. Auspicando che il Signore, il quale in questi giorni ha accolto davanti al suo altare l’impegno del vostro amore, lo renda fecondo e ricco di bene. A tutti la mia Benedizione.

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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