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SANTA MESSA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Basilica di San Pietro, 2 febbraio 1982

 

1. “Lumen ad revelationem gentium”.

Queste parole risuonarono per la prima volta nello stesso luogo del tempio di Gerusalemme, in cui si compiva il rito della purificazione delle madri dopo la nascita del loro primogenito.

Le pronunziò l’anziano Simeone, che era un profeta.

Le pronunziò dinanzi a Maria e Giuseppe, i quali avevano portato nel tempio il Bambino nato a Betlemme.

Benché queste parole siano risonate in un solo luogo, la verità proclamata in esse ha riempito tutto il tempio: l’intero spazio dedicato al Dio di Israele nell’attesa del Messia.

Queste parole hanno riempito il tempio di Gerusalemme con la luce dei suoi destini concepiti dall’eternità: “luce per illuminare le genti / e gloria del tuo popolo Israele” (Lc 2,32).

2. Entriamo oggi nella Basilica di san Pietro, ripetendo le parole di Simeone.

Camminiamo in processione, impugnando le candele: il segno della luce “che illumina ogni uomo” (Gv 1,9). Segno di Cristo nato a Betlemme. Segno di Cristo presentato nel tempio. Segno di contraddizione (cf. Lc 2,34).

Confessiamo Cristo in questo segno.

Non dovevano forse contraddirlo i suoi contemporanei? I figli del popolo al quale egli era stato mandato? Sì. È così. L’hanno contraddetto. Per spegnere la Luce, gli hanno inflitto la morte.

Simeone profetizza questa morte quando dice a sua Madre: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,35).

La morte di croce non ha spento la luce di Cristo. Egli non è stato schiacciato dalla pietra tombale.

Ecco, entriamo in questa Basilica portando la luce: segno di Cristo crocifisso e risorto.

Nella croce e nella risurrezione si confermerà fino alla fine la profezia di Simeone: segno di contraddizione – segno di luce.

3. Cristo non è entrato forse con questo segno nella storia dell’uomo? Non emerge, egli, verso di noi dalle diverse epoche della storia umana? Non esiste un’epoca, nella quale egli non sia stato contraddetto. E in questa contraddizione si è svelata ogni volta di nuovo la Luce per illuminare l’uomo.

Il nostro secolo non è anche l’epoca di una molteplice contraddizione nei confronti di Cristo?

E proprio in questo secolo egli non si svela forse di nuovo come la Luce per illuminare gli uomini ed i popoli?

“Lumen gentium cum sit Christus...”: proprio con queste parole inizia il testo del principale documento della Chiesa dei nostri tempi.

Il segno luminoso in cui oggi professiamo Cristo – Figlio di Maria –, Cristo nato a Betlemme, presentato nel tempio – Cristo crocifisso e risorto – è un segno semplice e nello stesso tempo tanto ricco. Ricco come la vita, poiché infatti “la vita era la luce degli uomini” (Gv 1,4).

Cristo è la luce della vita umana. È la luce perché disperde le sue tenebre. È la luce perché rischiara i suoi misteri. Perché risponde alle domande fondamentali e insieme definitive. È la luce perché dà il senso alla vita. È la luce perché convince l’uomo della sua grande dignità.

Nel segno di questa luce siamo venuti oggi a questo tempio romano di san Pietro, come una volta Maria e Giuseppe salirono al tempio dell’antica alleanza, che aspettava il Messia.

4. Siamo qui per vivere di nuovo il mistero della Presentazione del Signore. La presentazione nel tempio, che è diventata un modello e una sorgente di ispirazione.

Essa pure è la luce che illumina la vita umana. Viviamo in Cristo con la luce della Presentazione.

Mediante il cuore dell’uomo, in cui l’uomo offre “sacrifici spirituali”, il mondo intero non si trasforma in un gigantesco tempio del cosmo?

Non si trasforma in un grande spazio cristocentrico dello spirito creato, in cui opera lo Spirito Santo?

Oh, quanto può il piccolo cuore umano quando si lascia penetrare dalla luce di Cristo, e diventa il tempio della Presentazione!

5. Parlo proprio di voi, cari fratelli e sorelle, figli e figlie della Chiesa, appartenenti a tanti Ordini e Congregazioni religiose.

Parlo di tutti – di tutto il Popolo di Dio che Cristo ha fatto “per il nostro Dio un regno di sacerdoti” (Ap 5,10) – ma parlo soprattutto di voi.

Di voi, che oggi siete qui e portate nelle vostre mani la luce di Cristo – e di tutti i vostri fratelli e sorelle nel mondo intero. In particolare di quelli che portano le croci più pesanti!

Che la luce della santa Presentazione, che per grazia di Cristo si è accesa nei vostri cuori mediante la professione religiosa, arda sempre in ciascuno e in ciascuna di voi!

Che ardendo essa brilli davanti agli altri.

Non nascondete questa luce! Non le togliete il suo semplice splendore evangelico!

Siete tanto necessari a tutto il Popolo messianico di Dio nel suo pellegrinaggio verso la Luce eterna.

6. Cristo del tempio gerosolimitano! Rinnova noi tutti nel mistero della tua presentazione; consentici, per intercessione della tua Madre, di proseguire con perseveranza verso Colui che “abita una luce inaccessibile” (1Tm 6,16).

Amen.

 

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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