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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN
NIGERIA, BENIN, GABON E GUINEA EQUATORIALE

SANTA MESSA PER I LAVORATORI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Lagos (Nigeria), 16 febbraio 1982


1. “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt 28,20).

Queste parole del nostro Salvatore Risorto Gesù Cristo, prese dal Vangelo di oggi, hanno un significato particolare per noi qui riuniti questa mattina per lodare il suo nome e celebrare l’Eucaristia. Cristo è con noi. Tramite la fede e l’acqua del Battesimo ha trovato una dimora nei nostri cuori. Viene a noi tramite la sua parola e sotto le apparenze del pane e del vino. Per la grazia di Dio, siamo diventati templi viventi dello Spirito Santo (cf. 1Cor 3,16-17), concittadini dei santi e familiari di Dio (cf. Ef 2,19).

2. Nella prima lettura della liturgia di oggi, il profeta Zaccaria ci parla di una supplica che si alza dalle nazioni: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo compreso che Dio è con voi” (Zc 8,23).

Questa stessa supplica non è forse sentita anche oggi? Non ci sono molti popoli, in ogni paese della terra, che nel profondo dei loro cuori desiderano ardentemente conoscere Dio ed essere a lui vicini? Non possiamo rimanere sordi alla loro petizione. Perché è a voi e a me, a ciascuno di noi, che è rivolta. Noi abbiamo conosciuto il Signore e siamo stati chiamati ad abitare nella sua casa.

Ora tocca a noi condividere la nostra fede con altri, cosicché loro pure credano che Gesù Cristo è il figlio del Dio vivente, che lui è Signore e che sta sempre con noi. Il Signore vuole estendere la sua salvezza tramite noi: “Io ti ho posto come luce per le genti, perché tu porti la salvezza fino all’estremità della terra” (At 13,47).

3. Ora desidero rivolgere le mie parole ai membri della Chiesa in Nigeria che sono industriali e lavoratori, datori di lavoro e impiegati. Voi sostenete un ruolo importante nella vita della vostra nazione, e la gente si aspetta tanto da voi. La Chiesa pure vi guarda con grande speranza. Sa che voi siete capaci di dare una potente testimonianza del Vangelo nei luoghi dove lavorate e fra quella gente associata a voi nel servizio dell’umanità.

4. La gente che lavora gode di una dignità data da Dio. Dio avrebbe potuto creare ogni cosa nel mondo nella sua forma definitiva, ma ha deciso diversamente. Perché Dio ci vuole associati a lui nel progresso delle cose che lui ha fatto. Con il nostro lavoro noi partecipiamo all’operosità creativa di Dio stesso. Era la stessa cosa per Cristo stesso nella sua natura umana. Come ho citato nell’ultima mia enciclica: “L’eloquenza della vita di Cristo è inequivoca: egli appartiene al "mondo del lavoro", ha per il lavoro umano riconoscimento e rispetto; si può dire di più: egli guarda con amore questo lavoro, le sue diverse manifestazioni, vedendo in ciascuna una linea particolare della somiglianza dell’uomo con Dio, Creatore e Padre” (Giovanni Paolo II, Laborem Exercens, 26).

Il lavoro è anche un modo con il quale l’uomo può aiutare il suo prossimo. Il lavoro di una persona influisce su un’altra persona e i lavoratori uniti aiutano nell’edificazione della società. Quelli che lavorano possono dire: quando lavoriamo coscientemente, diamo un vero contributo per un mondo migliore. Il nostro lavoro è un fatto di solidarietà con i nostri fratelli e le nostre sorelle.

5. Quanti lavorano, siano essi celibi o sposati, esperti o no, hanno diritti importanti e grandi responsabilità. Per esempio, tutti hanno diritto ad una giusta retribuzione, ad un orario conveniente di lavoro, come pure al tempo per le ferie. Il lavoro non dovrebbe mai ostacolare la libera pratica della religione di qualcuno. Il lavoro è fatto per l’uomo, non l’uomo per il lavoro. Il lavoro perciò non deve mai disumanizzare la persona che lo compie.

Fra i datori di lavoro e gli impiegati possono sorgere alle volte dei malintesi. Questi devono risolversi non con la violenza, con parole dure o antagonismo, ma con mutuo rispetto, buona volontà di ascolto e dialogo paziente.

I lavoratori hanno il diritto di formare associazioni e di domandare condizioni di lavoro convenienti.

Ma hanno pure l’obbligo di rendere leale servizio, e i datori di lavoro hanno il diritto di ricevere i servizi per i quali essi danno retribuzione. I lavoratori non dovrebbero così facilmente ricorrere agli scioperi, che generalmente causano tanta sofferenza; gli scioperi devono rimanere misure straordinarie per la difesa dei diritti dell’uomo.

6. Come datori di lavoro o impiegati, come industriali e lavoratori, voi potete e dovete servire il vostro paese con vigorosi sforzi per lo sviluppo economico. Il vostro paese è riccamente dotato da Dio con risorse agricole e minerali. Usatele per il bene di tutti, in particolare per i poveri, gli orfani, i malati, gli handicappati, gli anziani e quanti sono sopraffatti nella lotta per il miglioramento economico. Non fate nulla per sabotare l’economia del vostro paese. Nessuna cosa può sostituire il vostro lavoro diligente, efficiente, onesto e duro.

7. Alcune persone sono disoccupate perché si riversano nelle grandi città e non vogliono coltivare la terra. C’è dunque bisogno di aiuto per rimodernare i metodi agricoli e di installare servizi importanti, come l’acqua, la luce e i telefoni nelle aree rurali per persuadere i giovani a rimanervi e coltivare la terra.

Alcune persone sono disoccupate perché non sono state adeguatamente preparate o perché le loro aspettative non sono soddisfatte dal tipo di lavoro che svolgono. Ci vogliono economisti competenti e dedicati, come pure dei sociologi e progettisti del governo per aiutare a risolvere questi problemi.

8. Le mie parole sono oggi in modo particolare per voi industriali e lavoratori, datori di lavoro e impiegati, tutti fratelli e sorelle del nostro Signore Gesù Cristo. Ciascuno di voi ha un compito importantissimo da svolgere nella missione della Chiesa, un compito che voi effettuate nel travaglio e nella pena della vostra vita ordinaria di lavoratori. A fianco dei vostri compagni di lavoro, prendete parte all’attività creativa di Dio, create legami di fraternità e di amicizia e, come il lievito del Vangelo, a poco a poco, ma efficacemente, promuovete il Regno di Dio.

Tramite il vostro lavoro e tramite la santità di vita che deriva dal compiere la volontà di Dio, avete la possibilità di contribuire grandemente alla missione della Chiesa di proclamare la Buona Novella nel mondo intero.

Dove trovate la forza per questa missione?

Qual è la fonte della vostra ispirazione? È sempre Cristo. Ricordate le parole del Vangelo: “Io sono con voi sempre” (Mt 28,20). Sì, Cristo è con noi, specialmente nell’Eucaristia. E questa mattina, nel suo Sacrificio, Cristo offre noi e tutto il nostro lavoro al suo Padre che è nei cieli. In tal modo lui dà un valore sempre più profondo a qualunque lavoro. Dà un senso completamente rinnovato alla nostra vita. In Gesù Cristo nostro Signore e Salvatore, e nell’Eucaristia, noi troviamo la fonte della nostra forza e la causa della nostra gioia.

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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