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CERIMONIA DI APERTURA DELLA PORTA SANTA PER INAUGURARE
L'ANNO GIUBILARE DELLA REDENZIONE

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Solennità dell'Annunciazione del Signore
Basilica di San Pietro, 25 marzo 1983

 

1. “Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”, perché Dio è con noi (cf. Is 7, 14). Queste parole del profeta esprimono il segno che il Signore darà alla casa di Davide: “il Signore stesso vi darà un segno”.

Ed è il Segno, che il re Acaz non voleva chiedere da Dio, perché i suoi pensieri e il suo cuore non tenevano conto delle assicurazioni del Signore manifestate nella promessa fatta a Davide (cf. 2 Sam 7, 16).

È il Segno che, contrariamente al re, proclamò alla casa di Davide il profeta Isaia, l’Evangelista dell’Antico Testamento. È il Segno in cui si realizza la Promessa e viene “la pienezza del tempo” (Gal 4, 4). Il Dio della maestà infinita diventa Emmanuele: “Dio con noi”.

È il Segno in cui ha inizio la Redenzione del mondo (“exordia salutis nostrae”), perché già nel grembo purissimo della Vergine Maria l’Emmanuele è il nostro Redentore. In questo Segno ha oggi inizio l’Anno Santo della Redenzione.

2. Ecco, viene aperta la porta del Giubileo straordinario ed entriamo per essa nella Basilica di San Pietro.

È un simbolo. Entriamo non soltanto in questa veneratissima Basilica romana. Entriamo anche nella più santa dimensione della Chiesa, nella dimensione di grazia e di salvezza che essa sempre attinge dal Mistero della Redenzione. L’attinge sempre e senza intervallo. Tuttavia, in questo anno che inizia oggi, desideriamo che la Chiesa intera sia particolarmente consapevole del fatto che la Redenzione perdura in essa come dono del suo Sposo divino.

Che sia particolarmente sensibile a questo dono; aperta e disponibile più profondamente del solito all’accoglienza di questo dono.

Che la Chiesa, la nostra Chiesa, pellegrinante sulla terra, possa, in questa apertura salvifica, essere immersa in modo speciale nel mistero della Comunione dei Santi in Cristo.

Che ancora più profondamente del solito respiri con i polmoni del perdono e della misericordia di Dio.

Che con una gioia più grande del solito, si converta e creda al Vangelo.

Che tutti i suoi figli più fortemente aderiscano al Redentore divino, a lui che è la porta, attraverso la quale bisogna entrare per essere salvi (Gv 10, 9).

3. Con questi pensieri e voti, viene aperta la porta del Giubileo straordinario ed entriamo attraverso di essa nella Basilica di San Pietro, e contemporaneamente in tutte le cattedrali vescovili, in tutte le chiese parrocchiali, e in tutte le cappelle anche nelle terre più lontane, e specialmente in quelle delle missioni. Entriamo in tutte le comunità cristiane, quali che siano e dovunque esse siano al mondo, specialmente nelle catacombe del mondo contemporaneo. Il Giubileo straordinario della Redenzione è l’Anno Santo di tutta la Chiesa.

Da questa soglia, oggi, noi vediamo aprirsi un’ampia prospettiva su tutto un tempo di Grazia, che perdurerà fino alla Pasqua dell’Anno prossimo. Dall’Incarnazione alla Pasqua.

4. Alla soglia dell’Anno Giubilare della Redenzione, la liturgia dell’odierna Solennità ci proclama il compimento di quel Segno che, secondo le parole del profeta Isaia, doveva essere dato alla Casa di Davide: “Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. E così avviene. Il Segno è compiuto e prende forma nel mistero dell’Annunciazione.

Conosciamo bene questa forma. Noi amiamo profondamente l’Annunciazione angelica. Ritorniamo ad essa tre volte al giorno con la preghiera dell’Angelus. Essa è l’invocazione delle nostre labbra. È il canto dei nostri cuori. Essa ci riporta continuamente a quella Annunciazione a Maria, nella cui Solennità, che associa il Figlio e la Madre nel mistero dell’Incarnazione, vediamo pure il momento più adatto per dare inizio all’Anno della Redenzione.

Nell’Annunciazione infatti si è avuto l’inizio della Redenzione del mondo: l’Emmanuele, Dio con noi, è quel Cristo che nella Lettera agli Ebrei parla al Padre: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo . . . per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb 10, 5-7).

Così dice Cristo, Verbo Eterno del Padre, Figlio suo prediletto. In queste parole sta l’inizio della Redenzione del mondo e tutto il suo disegno fino alla fine. La Redenzione del mondo è legata al quel corpo ricevuto da Maria e offerto nei sacrificio della Croce, divenuto poi il corpo della risurrezione: del “primogenito dei morti” (Ap 1, 5).

E perciò, nel suo stesso inizio, la Redenzione del mondo è legata ad una parola che fa echeggiare la mirabile obbedienza di Cristo nella santa obbedienza della Vergine di Nazaret. Proprio a lei si rivolge l’annunciazione di Gabriele. Proprio lei sente la decisiva risposta dell’Angelo alla principale domanda: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1, 35). E proprio lei, Maria di Nazaret, accoglie questa risposta ed accoglie nel suo grembo e nel suo cuore il Figlio di Dio come Figlio dell’uomo. E in lei il Verbo si fece carne dopo quella sua parola d’obbedienza in sintonia con Cristo: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che ha detto (Lc 1, 38). Di lei - prima Redenta - Dio fece la porta di ingresso del Redentore nel mondo.

5. Oggi noi tutti, qui riuniti nella Basilica di San Pietro a Roma, o nelle Comunità del Popolo di Dio disseminate in tutto il mondo, accogliamo questa Annunciazione come il compimento del Segno della profezia di Isaia.

Accogliamo in quel Segno l’Emmanuele. Professiamo la nostra fede nell’inizio della Redenzione del mondo. Da questo inizio desideriamo proseguire per tutte le tappe del Giubileo straordinario. Desideriamo ottenere che questo Anno che, nella storia dell’umanità, è marcato col segno dell’anniversario della Redenzione, diventi per noi, giorno per giorno, l’“Anno di grazia del Signore” (Lc 4, 19).


Invocazione per l'Anno Santo

“Anno di grazia” che io, successore di Pietro, invoco da te Signore di ogni epoca e di tutta la storia, che ci hai amato fino alla morte per darci in abbondanza la vita:

1. Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivente,
che hai preso il tuo corpo dalla Vergine Maria
e ti sei fatto Uomo per opera dello Spirito Santo!
Gesù Cristo, Redentore dell’uomo!
Tu che sei lo stesso ieri ed oggi e per i secoli!
Accogli questo Anno del Giubileo straordinario,
che ti offre la tua Chiesa
per celebrare il millenovecentocinquantesimo
anniversario della tua Morte e Risurrezione per la Redenzione del mondo.
Tu, che dell’opera della Redenzione hai fatto la sorgente
di un dono sempre nuovo per la tua Sposa terrena,
fa penetrare la sua forza salvifica in tutti, i giorni,
le settimane, e i mesi di questo Anno,
affinché esso diventi per noi veramente l’“Anno di grazia del Signore”.

2. Fa’ che noi tutti in questo tempo d’elezione,
ancor più amiamo te rivivendo in noi stessi i misteri della tua vita,
dal concepimento e dalla nascita fino alla croce e alla risurrezione,
Sii con noi mediante questi misteri,
sii con noi nello Spirito Santo, non ci lasciare orfani!
Ritorna sempre a noi (cf. Gv 14, 18).

3. Fa’ sì che tutti si convertano all’Amore,
vedendo in te, Figlio dell’eterno Amore,
il Padre che è “ricco di misericordia” (Ef 2, 4).
Nel corso di quest’anno la Chiesa intera risenta l’abbondanza della tua Redenzione,
che si manifesta nella remissione dei peccati, e nella purificazione dai loro residui
che gravano sulle anime chiamate ad una vita immortale.
Aiutaci a vincere la nostra indifferenza e il nostro torpore!
Donaci il senso del peccato.
Crea in noi, o Signore, un cuore puro,
e rinnova uno spirito saldo nella nostra coscienza (cf. Sal 51, 12).

4. Fa’ o Signore che questo Anno Santo della tua Redenzione
diventi pure un appello al mondo contemporaneo,
che vede la giustizia e la pace sull’orizzonte dei suoi desideri,
e tuttavia, concedendo sempre maggiore spazio,
al peccato, vive, giorno per giorno, in mezzo
a crescenti tensioni e minacce, e sembra avviarsi
verso una direzione pericolosa per tutti!
Aiutaci tu a cambiare la direzione
delle crescenti minacce e sventure nel mondo contemporaneo!
Risolleva l’uomo!
Proteggi le nazioni e i popoli!
Non permettere l’opera di distruzione che minaccia l’umanità contemporanea!

5. O Signore Gesù Cristo,
si dimostri più potente l’opera della tua Redenzione!
Questo implora da te, in questo Anno,
la Chiesa mediante tua Madre,
che tu stesso hai dato come Madre di tutti gli uomini.
Questo implora da te la Chiesa
nel mistero della Comunione dei Santi.
Questo implora con insistenza la tua Chiesa: o Cristo!
Si dimostri più potente - nell’uomo e nel mondo -
l’opera della tua Redenzione! Amen.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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