The Holy See
back up
Search
riga

CONCELEBRAZIONE INAUGURALE DELLA
XXXIII CONGREGAZIONE GENERALE DELLA COMPAGNIA DI GESÙ

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Venerdì, 2 settembre 1983

 

“Obsecro vos ut digne ambuletis vocatione qua vocati estis, solliciti servare unitatem Spiritus in vinculo pacis”.

Carissimi fratelli.

1. Sono lieto di trovarmi oggi in mezzo a voi, come avete desiderato, per concelebrare il Sacrificio Eucaristico e impetrare così l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo sulla Congregazione generale, che inaugurate.

In questa occasione, le parole di Paolo agli Efesini, ascoltate nella prima Lettura, acquistano un significato profetico. E con queste stesse parole io mi rivolgo a voi, con tutta l’effusione del cuore. Anch’io come l’apostolo, vi esorto a comportarvi in maniera degna della vocazione ricevuta, a conservare con sollecitudine l’unità dello spirito nel vincolo della pace.

Saluto in voi tutti i Gesuiti del mondo, impegnati su tutti i fronti della vita della Chiesa: è una grande famiglia, chiamata da una particolare vocazione a servire il Nome di Cristo, con una piena disponibilità agli interessi del suo Regno. In questo momento, la sento presente qui, unita dagli stessi ideali, dalla stessa chiamata dello Spirito, che Cristo riversa dal suo seno su di voi, come su tutta la Chiesa: “flumina de ventre eius fluent aquae vivae”.

In questo spirito di fusione dei cuori, nella docilità all’azione divina, inizia oggi la Congregazione generale. Essa è un atto ufficiale della vita della vostra Famiglia religiosa, un momento forte per vivere nell’unità dello spirito. Unità dello spirito ecclesiale perché voi siete inseriti vitalmente nella Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica, che voi vi siete impegnati a servire con totale fedeltà, consapevoli che essa è sacramento universale di salvezza, per la ricchezza della verità e della vita divina che comunica agli uomini. Unità dello spirito ignaziano, perché quel particolare carisma che fa della Compagnia uno strumento privilegiato dell’azione della Chiesa a tutti i livelli, è l’elemento totalizzante e distintivo, voluto dallo stesso Fondatore, della vostra attività e della vostra missione.

E questa unità nasce dall’unica fede, dall’unico battesimo, dall’unica vocazione cristiana e religiosa, che della prima è la logica e austera fioritura. È alimentata dalla realtà ontologica trinitaria, cioè dalla vita dell’unico Padre, dell’unico Signore, dell’unico Spirito. E oggi la sperimentiamo in modo particolare: “unum corpus et unus Spiritus, sicut vocati estis in una spe vocationis vestrae”.

Ecco le radici teologiche e spirituali della circostanza odierna. Per avermi offerto la consolazione di viverla con voi, di cuore vi ringrazio, fratelli miei carissimi.

2. Questa Congregazione generale riveste poi un’importanza particolare per un duplice scopo. Essa deve dare in primo luogo un successore al venerato Padre Arrupe, che sono lieto di salutare qui presente esprimendogli la comune riconoscenza per aver continuato a sorreggere la Compagnia col suo esempio, con la sua preghiera, con le sue sofferenze.

La vostra Congregazione ha inoltre il compito di fissare gli orientamenti, di tracciare le norme da seguire nei prossimi anni perché sia sempre meglio attuato, nelle particolari circostanze del momento presente, l’ideale della Compagnia, descritto nella formula del vostro Istituto: “Militare a Dio sotto il vessillo della croce e servire solamente a Cristo Signore e alla Chiesa sua sposa, sotto il Romano Pontefice, Vicario di Cristo in terra” (Litt. Apost. Exposcit debitum, 21 luglio 1550).

Tale duplice compito è certamente grave; ed è importante che ricordiate gli orientamenti e le raccomandazioni che i miei venerati predecessori, Paolo VI e Giovanni Paolo I, vi comunicarono in occasione delle vostre ultime Congregazioni, e che io stesso vi manifestai in occasione del convegno dei vostri Provinciali nel febbraio dello scorso anno. Sono orientamenti e raccomandazioni che conservano tutto il loro vigore e che dovete tenere presenti nei lavori della Congregazione generale per garantirne la felice riuscita, da cui dipende la vitalità e lo sviluppo del vostro Istituto. Di qui il bisogno di implorare lo Spirito Santo: “Veni Sancte Spiritus, reple tuorum corda fidelium”.

3. Votre Congrégation générale est un événement destiné aussi à avoir des répercussions importantes dans la vie de l’Eglise. C’est pourquoi je m’y intéresse vivement. La Compagnie de Jésus est encore l’Ordre religieux le plus nombreux; elle est répandue dans toutes les parties du monde; elle est engagée pour la gloire de Dieu et pour la sanctification des hommes, jusque dans les domaines les plus difficiles et dans les ministères de pointe, qui sont de grande utilité pour le service de l’Eglise. A cause de cela beaucoup ont le regard fixé sur vous, qu’ils soient prêtres ou laïcs, religieux ou religieuses; et ce que vous faites a souvent des retentissements que vous ne soupçonnez pas.

Aussi mes prédécesseurs ont-ils souligné à maintes reprises la vaste influence que l’action de la Compagnie exerce dans l’Eglise. En particulier Paul VI, de Vénérée mémoire, n’hésitait pas à déclarer qu’“une solidarité très spéciale unit votre Compagnie à l’Eglise catholique; votre sort touche, dans une certaine mesure, celui de la famille catholique tout entière”.  Si cette responsabilité pèse sur tous les membres de la Compagnie de Jésus, elle pèse aujourd’hui de façon particulière sur vous qui avez été choisis comme membres de cette Congrégation générale. C’est pourquoi le Pape vous est en ce moment spécialement proche par la prière, avec ses vœux, avec son paternel encouragement.

Et il le fait encore une fois avec les paroles de la lettre aux Ephésiens: Obsecro vos . . ., ut digne ambuletis vocatione qua vocati estis, cum omni humilitate et mansuetudine . . ., solliciti servare unitatem spiritus in vinculo pacis.

Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.

3. La vostra Congregazione generale è un avvenimento destinato anche ad avere importanti ripercussioni nella vita della Chiesa. È per questo che mi interesso vivamente ad essa. La Compagnia di Gesù è ancora l’Ordine religioso più numeroso; è diffusa in tutte le parti del mondo; è impegnata nella glorificazione di Dio e nella santificazione degli uomini, fin nei campi più difficili e nei ministeri di punta, che sono di grande utilità per il servizio della Chiesa. A causa di questo molti hanno lo sguardo puntato su di voi, sia che si tratti di sacerdoti o di laici, di religiosi o di religiose; e ciò che voi fate ha spesso delle ripercussioni che neanche sospettate.

Così i miei predecessori hanno a più riprese sottolineato la vasta influenza che l’azione della Compagnia esercita nella Chiesa. In particolare Paolo VI, di venerata memoria, non esitava a dichiarare che “una solidarietà molto speciale unisce la vostra Compagnia alla Chiesa cattolica; il vostro destino tocca, in certa misura, quello della famiglia cattolica tutta intera” (Paolo VI, Allocutio, 21 aprile 1969: Insegnamenti di Paolo VI, VII [1969] 226). Se questa responsabilità pesa su tutti i membri della Compagnia di Gesù, pesa oggi in modo particolare su di voi che siete stati scelti come membri di questa Congregazione generale. È per questo che il Papa vi è in questo momento particolarmente vicino attraverso la preghiera, con i suoi auguri, con il suo paterno incoraggiamento.

Ed egli fa questo ancora una volta con le parole della lettera agli Efesini: “Obsecro vos . . . ut digne ambuletis vocatione qua vocati estis, cum omni humilitate et mansuetudine . . . solliciti servare unitatem spiritus in vinculo pacis”.

4. Dans ce but, je suis certain que vous garderez bien présentes à l’esprit la nature providentielle et la fin spécifique de la Compagnie. Comme je l’ai dit, elle est engagée dans des ministères multiples, difficiles. Au cours de la rencontre avec les Provinciaux, au mois de février de l’an passé, j’ai rapidement tracé un tableau des activités que vous êtes appelés à exercer: l’engagement pour le renouveau de la vie chrétienne, pour la diffusion de la doctrine catholique authentique, pour l’éducation de la jeunesse, pour la formation du clergé, pour l’approfondissement des sciences sacrées et en général de la culture même profane, spécialement dans le domaine littéraire et scientifique, pour l’évangélisation missionnaire. 

Pour cet ensemble de tâches apostoliques si diverses, dans leurs formes aussi bien traditionnelles que nouvelles, correspondant aux exigences des temps soulignées par le Concile Vatican II, je vous adresse de nouveau mes encouragements, avec une pleine confiance, sicut vocati estis in una spe vocationis vestrae.

Le Pape compte sur vous, il attend tellement de vous.

Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.

4. A questo scopo, sono certo che conserverete nel vostro spirito la natura provvidenziale e il fine specifico della Compagnia. Come ho detto, essa è impegnata in ministeri molteplici, difficili. Nel corso dell’incontro con i Provinciali, nel mese di febbraio dello scorso anno, ho rapidamente tracciato un quadro delle attività che voi siete chiamati ad esercitare: l’impegno per il rinnovamento della vita cristiana, per la diffusione della dottrina cattolica autentica, per l’educazione della gioventù, per la formazione del clero, per l’approfondimento delle scienze sacre e in generale della cultura anche profana, specialmente nel campo letterario e scientifico, per l’evangelizzazione missionaria (cf. Giovanni Paolo II, Allocutio ad quosdam Societatis Iesu sodales coram admissos habita, 27 febbraio 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V/1 [1982] 704-720).

Per tutti questi compiti apostolici così diversi, nelle loro forme sia tradizionali che nuove, corrispondenti alle esigenze dei tempi sottolineate dal Concilio Vaticano II, vi indirizzo di nuovo i miei incoraggiamenti, con piena fiducia, “sicut vocati estis in una spe vocationis vestrae”. Il Papa conta su di voi, si attende moltissimo da voi.

5. Pour cela, le lien très particulier que la Compagnie entretient avec le Pape, responsable de l’unité de l’Eglise dans son ensemble, assure à la Compagnie elle-même fécondité et sûreté lorsqu’elle s’emploie, avec une pleine disponibilité et une entière fidélité, à militer sur tous ces fronts de l’action ecclésiale. Aujourd’hui comme aux origines.

A ce moment-là, votre Fondateur, désireux de se consacrer totalement au service du Christ Seigneur, en même temps que ses premiers compagnons, mystérieusement guidé par la Providence, venait jusqu’à Rome, auprès du Pape Paul III, pour se mettre à son entière disposition et accomplir les missions que le Pape indiquerait, et dans le lieu qu’il déterminerait; vous savez comment Paul III accueillit très volontiers cette proposition, en y voyant un signe particulier de l’action divine.

Dans cette perspective, le “quatrième voeu” prend une signification particulière. Il ne tend certes pas à freiner la générosité, mais uniquement à lui assurer une sphère d’action plus profonde et plus vaste, dans la certitude que le motif le plus intime et le plus secret de cette obéissance religieuse, de ce lien avec le Pape, est celui de pouvoir répondre, de manière plus incisive et avec un plus grand dévouement, “immédiatement, sans tergiverser et sans s’excuser d’aucune manière”, aux besoins de l’Eglise, dans les champs d’apostolat anciens et nouveaux.

Tout en vous exprimant ma reconnaissance pour tout ce que la Compagnie a réalisé durant plus de quatre siècles d’activité féconde, je suis sûr de pouvoir continuer encore à l’avenir à m’appuyer sur la Compagnie pour exercer mon ministère apostolique et à compter toujours sur votre fidèle collaboration pour le bien de tout le peuple de Dieu. Sachez que le Pape vous suit et prie pour vous, afin que, dans la fidélité constante à la voix de l’Esprit, la Compagnie de Jésus continue à puiser dans la grâce de Dieu la force et l’élan pour son apostolat ample et multiforme.

Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.

5. Per questo, il legame molto particolare che la Compagnia mantiene con il Papa, responsabile dell’unità della Chiesa nel suo complesso, assicura alla Compagnia stessa fecondità e sicurezza quando essa si impegna, con piena disponibilità ed intera fedeltà, a militare su tutti questi fronti dell’azione ecclesiale. Oggi come alle origini.

In quel momento, il vostro Fondatore, desideroso di consacrarsi totalmente al servizio di Cristo Signore, e così anche i suoi primi compagni, guidati misteriosamente dalla Provvidenza, veniva fino a Roma, presso il Papa Paolo III, per mettersi a sua completa disposizione e compiere le missioni che il Papa gli avrebbe indicato e nel luogo da egli deciso; sapete come Paolo III accolse molto volentieri questa proposta, vedendovi un segno particolare dell’azione divina.

In questa prospettiva, il “quarto voto” assume un significato particolare. Non tende certamente a frenare la generosità, ma unicamente ad assicurarle una sfera d’azione più profonda e più vasta, nella certezza che il motivo più intimo e più segreto di questa obbedienza religiosa, di questo legame con il Papa, è quello di poter rispondere, in maniera più incisiva e con una dedizione ancora più grande, “immediatamente senza tergiversare e senza sottrarsi per nessun motivo” ai bisogni della Chiesa, nei campi dell’apostolato sia antichi che nuovi.

Esprimendovi la mia riconoscenza per tutto ciò che la Compagnia ha realizzato durante più di quattro secoli di feconda attività, sono sicuro di poter continuare ancora per il futuro ad appoggiarmi sulla Compagnia per esercitare il mio ministero apostolico e a contare sempre sulla vostra fedele collaborazione per il bene di tutto il popolo di Dio. Sappiate che il Papa vi segue e prega per voi, affinché, nella costante fedeltà alla voce dello Spirito, la Compagnia di Gesù continui ad attingere nella grazia di Dio la forza e lo slancio per il suo apostolato ampio e molteplice.

6. The Church has always considered your Society as a group of religious, prepared spiritually and doctrinally, who are ready to do what is asked of them in the context of the Church’s universal mission of evangelization.

The Supreme Pontiffs throughout the centuries have not failed to entrust these missions to you, looking at the most urgent needs of the Church and trusting in your generous availability. To limit myself to the most recent times, I wish to recall the mission that my venerable predecessor Paul VI committed to you on 7 May 1965, “to resist atheism vigorously with united forces”, a mission which I urgently repropose to you, for as long as this “tremendous danger that hangs over humanity” continues. 

In November 1966, after the Second Vatican Council which had just ended, the same Pope asked you to cooperate in that deep renewal which the Church is facing in this secularized world. And I myself, in the above-mentioned discourse to your Provincials, confirmed that “the Church today expects the Society to contribute effectively to the implementation of the Second Vatican Council, just as, at the time of Saint Ignatius and also afterwards, it strove with every means to make known and to apply the Council of Trent and to help in a special way the Roman Pontiffs in the exercise of their supreme Magisterium”.  To this end I invited you, and today I renew this invitation, to adapt to the different spiritual necessities of the present day “the various forms of the traditional apostolate that even today retain all of their value” and to pay ever greater attention to “the initiatives which the Second Vatican Council especially encouraged”, like ecumenism, the deeper study of the relations with non-Christian religions, and the dialogue of the Church with cultures. In this regard, I am acquainted with and approve your commitment to inculturation, so important for evangelization, provided that it is joined to an equal commitment to preserving Catholic doctrine pure and intact.

Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.

6. La Chiesa ha sempre considerato la vostra Compagnia come un gruppo di religiosi, preparati spiritualmente e dottrinalmente, che compiono ciò che è loro richiesto nel contesto dell’universale missione di evangelizzazione della Chiesa.

Lungo i secoli i Supremi Pontefici non hanno mancato di affidare queste missioni a voi, ravvisando i più urgenti bisogni della Chiesa e confidando nella vostra generosa disponibilità. Per limitarmi ai tempi più recenti, desidero ricordare la missione che il mio venerabile predecessore Paolo VI vi affidò il 7 maggio 1965, “opporsi vigorosamente all’ateismo unendo le forze”, una missione che vi ripropongo urgentemente, fintantoché questo “tremendo pericolo che incombe sull’umanità” continua (AAS 57 [1965] 514).

Nel novembre 1966, quando il Concilio Vaticano II era appena terminato, lo stesso Papa vi chiese di cooperare a quel profondo rinnovamento che la Chiesa sta affrontando in questo mondo secolarizzato. E io stesso, nel discorso prima menzionato rivolto ai vostri Provinciali, ho confermato che “la Chiesa attende oggi dalla Compagnia che essa contribuisca efficacemente alla messa in opera del Concilio Vaticano II, come ai tempi di sant’Ignazio e subito dopo essa dispiegò tutti i suoi sforzi per far conoscere e applicare il Concilio di Trento, e per aiutare in modo essenziale i Romani Pontefici nell’esercizio del loro magistero supremo” (Giovanni Paolo II, Allocutio ad quosdam Societatis Iesu sodales coram admissos habita, 6, 27 febbraio 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V/1 [1982] 711). A questo fine vi ho invitati, e oggi rinnovo questo invito, ad adattare alle differenti necessità spirituali del tempo presente “le varie forme dell’apostolato tradizionale che anche oggi conservano tutto il loro valore” e a prestare ancor più grande attenzione alle “iniziative che il Concilio Vaticano II ha incoraggiato in modo particolare”, come l’ecumenismo, lo studio più approfondito delle relazioni con le religioni non cristiane e il dialogo delle Chiese con le culture. A questo proposito, sono al corrente, e lo approvo, del vostro impegno per l’inculturazione, così importante per l’evangelizzazione, purché sia accompagnato da un pari impegno volto a preservare pura e integra la dottrina cattolica.

7. Speaking of your apostolate I did not fail at that time to call to your attention the necessity that is found within the evangelizing action of the Church to promote the justice, connected with world peace, which is an aspiration of all peoples. But this action must be exercised in conformity with your vocation as religious and priests, without confusing the tasks proper to priests with those that are proper to lay people, and without giving in to the “temptation to reduce the mission of the Church to the dimensions of a simply temporal project . . . (to reduce) the salvation of which she is the messenger . . . to material well-being”.  This is the magnificent field of an apostolate open before you, to work with renewed zeal, faithful to the mandate received from the Pope, under the leadership of the new Superior General, and in close collaboration among yourselves.

The generous realization of this ideal will increase ever more your apostolic thrust; it will help you to overcome the difficulties that in the mysterious plan of Providence are usually connected with the works of the Lord; and it will raise up numerous vocations of generous young men who, listening to the voice of the Holy Spirit, desire also today to consecrate their own lives for an ideal which deserves to be lived and thus to cooperate actively in the divine work of the redemption of the world.

Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.

7. Parlando del vostro apostolato non ho mancato in quella occasione di richiamare alla vostra attenzione la necessità insita nell’azione evangelizzatrice della Chiesa di promuovere la giustizia, connessa con la pace mondiale, a cui tutti i popoli aspirano. Ma questa azione deve essere esercitata in conformità con la vostra vocazione di religiosi e sacerdoti, senza confondere i compiti che spettano ai sacerdoti con quelli spettanti ai laici, e senza cedere alla “tentazione di ridurre la missione della Chiesa alle dimensioni di un semplice progetto temporale . . . (di ridurre) la salvezza della quale essa è messaggera . . . al benessere materiale” (Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 32). Questo è il magnifico campo d’apostolato che si apre davanti a voi, per lavorare con zelo rinnovato, fedeli al mandato ricevuto dal Papa, sotto la guida del nuovo Superiore generale e in stretta collaborazione tra di voi.

La generosa realizzazione di questo ideale aumenterà sempre più il vostro slancio apostolico; vi aiuterà a superare le difficoltà che nel misterioso piano della Provvidenza sono di solito connesse all’opera del Signore; e farà sorgere numerose vocazioni di giovani generosi che, ascoltando la voce dello Spirito Santo, desiderano anche oggi consacrare le loro vite a un ideale che merita di essere vissuto e così cooperare all’opera divina della Redenzione del mondo.

8. ¡La Redención del mundo! Y he aquí que vuestra Congregación General se celebra en coincidencia con el Año Santo extraordinario, durante el cual la Iglesia trata de vivir con mayor intensidad el misterio de la Redención; precisamente vuestra vocación consiste en seguir de cerca a Cristo, Redentor del mundo, en ser cooperadores suyos para la redención de todo el mundo; consiguientemente vosotros debéis destacaros en el servicio del Rey divino, como reza la ofrenda que concluye la contemplación del Reino de Cristo en los Ejercicios Espirituales de San Ignacio.

¡Hermanos amadísimos! Sea éste, para vosotros, el fruto especial del Año jubilar; un renovado impulso a vuestra vocación, que os invita por encima de todo a la conversión personal: “Abrid las puertas al Redentor”, dejaos penetrar por el amor de Cristo y por su Espíritu, procurando actuar cuanto se dice en la plegaria que recomienda San Ignacio en la segunda semana de los Ejercicios: “Conocer íntimamente al Señor para que lo amemos y sigamos cada vez más de cerca”. El conocimiento íntimo, el amor fuerte y el seguimiento del Señor desde cerca son el alma de vuestra vocación. En otras palabras, debéis ser una Compañía de contemplativos en la acción que se esfuerzan en todo por ver, conocer y experimentar a Cristo, por amarlo y hacerlo amar, por servirlo en todo y en todos y por seguirlo hasta la Cruz.

Por otra parte, no se conoce al Señor - y vosotros que sois maestros de vida espiritual lo enseñáis a los demás - sin ponerse al mismo tiempo, con total docilidad y abandono, bajo la influencia del Espíritu Santo, que Cristo ha derramado sobre la humanidad como un río majestuoso y perenne. Por esto mismo, como hemos oído en el Evangelio de San Juan, Cristo nos llama para que vayamos a El y bebamos: Si quis sitit veniat ad me et bibat. Esta sed debe impulsaros a entrar en la intimidad con Cristo para contemplar con El al Padre celestial y de allí sacar la fuerza, la luz, la perseverancia, la fidelidad para la acción exterior.

Para llegar a esta contemplación, San Ignacio os pide ser hombres de oración, para ser también maestros de oración; asimismo que seáis hombres de mortificación, para ser a la vez signos visibles de los valores evangélicos. La austeridad de la vida pobre y sencilla sea signo de que vuestro único tesoro es Cristo; la renuncia, con gozosa fidelidad, a los afectos familiares sea signo fecundo de amor universal que abre puramente vuestros corazones a Cristo y a los hermanos; la obediencia por motivos de fe sea signo de vuestra estrecha imitación de Cristo que se ha hecho obediente hasta la muerte de Cruz: la unión de los ánimos en una vida comunitaria fraternamente vivida, superando toda eventual oposición y contraste, sirva de ejemplo en la Iglesia, en este año en que celebramos no sólo el Jubileo de la Redención, sino también el Sínodo de la Reconciliación.

Os pido asimismo que en este renovado compromiso de vida religiosa ejemplar sean formados desde el noviciado los jóvenes reclutados para vuestra Compañía.

Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.

8. La Redenzione del mondo! Ed ecco che la vostra Congregazione generale si celebra in coincidenza con l’Anno Santo straordinario, durante il quale la Chiesa cerca di vivere con maggiore intensità il mistero della Redenzione; la vostra vocazione consiste precisamente nel seguire da vicino Cristo, Redentore del mondo, nell’essere suoi collaboratori per la redenzione di tutto il mondo; perciò voi dovete distinguervi nel servizio del Re divino, come dice l’offerta che conclude la contemplazione del Regno di Cristo negli Esercizi spirituali di sant’Ignazio.

Fratelli carissimi! Sia questo, per voi, il frutto particolare dell’Anno Giubilare; un rinnovato impulso alla vostra vocazione, che vi invita innanzitutto alla conversione personale: “Aprite le porte al Redentore”, lasciandovi penetrare dall’amore di Cristo e dal suo Spirito, facendo in modo di attuare quanto si dice nella preghiera che raccomanda sant’Ignazio nella seconda settimana degli Esercizi: “Conoscere intimamente il Signore per amarlo e seguirlo sempre più da vicino”. L’intima conoscenza, l’amore profondo e la sequela del Signore da vicino sono l’anima della vostra vocazione. In altre parole, nell’azione voi dovete essere una Compagnia di contemplativi, che si sforzano in tutto di vedere, conoscere e sperimentare Cristo, di amarlo e farlo amare, di servirlo in tutto e in tutti e di seguirlo fino alla Croce.

D’altra parte, non si conosce il Signore - e voi che siete maestri di vita spirituale lo insegnate agli altri - senza porsi nel medesimo tempo, con totale docilità e abbandono, sotto l’influenza dello Spirito Santo, che Cristo ha effuso sull’umanità come un fiume, maestoso e perenne. Per questo motivo, come abbiamo udito nel Vangelo di san Giovanni, Cristo ci chiama perché andiamo a lui e ci dissetiamo: Si quis sitit veniat ad me et bibat”. Questa sete deve spingervi a entrare nell’intimità di Cristo per contemplare con lui il Padre celeste e da lì trarre la forza, la luce, la perseveranza, la fedeltà per l’azione esterna. Per arrivare a questa contemplazione, sant’Ignazio vi chiede di essere uomini di preghiera, per essere anche maestri di preghiera; di essere anche uomini di mortificazione, per essere anche segni visibili dei valori evangelici. L’austerità d’una vita povera e semplice sia segno che il vostro unico tesoro è Cristo; la rinuncia, con gioiosa fedeltà, agli affetti familiari sia segno fecondo dell’amore universale che con purezza apre i vostri cuori a Cristo e ai fratelli; l’obbedienza a motivo della fede sia segno della vostra stretta imitazione di Cristo che è stato obbediente fino alla morte di Croce; l’unione delle anime in una vita comunitaria fraternamente vissuta, superando ogni eventuale opposizione e contrasto, serva ad esempio nella Chiesa, in questo anno nel quale celebriamo non solo il Giubileo della Redenzione, ma anche il Sinodo della Riconciliazione.

Vi chiedo anche che in questo impegno rinnovato di vita religiosa esemplare siano formati fin dal noviziato i giovani reclutati per la vostra Compagnia.

9. He aquí, amadísimos Hermanos, cuanto la circunstancia de este día nos sugiere para común reflexión. Yo abrigo la esperanza de que, en esta Congregación celebrada dentro del Año Jubilar de la Redención, podáis seguir de verdad la voz del Espíritu que os llama: solliciti servare unitatem Spiritus in vinculo pacis.

Con esta fidelidad, la generosidad en el servicio de Cristo Señor, de la Iglesia su esposa, en unión con su Vicario en la tierra, sea siempre la característica de todo verdadero jesuita; sea el estímulo para los trabajos de la Congregación General que hoy comenzáis; sea el compromiso de gobierno del nuevo General que estáis para elegir. Todo esto espera la Iglesia de vosotros; lo espera asimismo el Papa, que participa en este rito solemne, que se une a vosotros en fervientes plegarias y que os bendice implorando con vosotros:

Veni, Sancte Spiritus,

reple tuorum corda fidelium

et tui amoris in eis ignem accende.

Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.

9. Ecco, carissimi fratelli, quanto la circostanza di quest’oggi ci suggerisce per la riflessione comune. Nutro la speranza che, in questa Congregazione celebrata durante l’Anno Santo della Redenzione, possiate seguire in verità la voce dello Spirito che vi chiama: “solliciti servare unitatem Spiritus in vinculo pacis”.

Insieme a questa fedeltà, la generosità nel servizio di Cristo Signore, della Chiesa sua sposa, in unione col suo Vicario sulla terra, sia sempre la caratteristica di ogni vero gesuita: sia lo stimolo per i lavori della Congregazione generale che oggi incominciate; sia l’impegno del governo del nuovo Generale che state per eleggere. Tutto questo spera la Chiesa da voi; lo spera anche il Papa che partecipa a questo rito solenne, che si unisce a voi in ferventi preghiere e che vi benedice implorando con voi.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

top