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SANTA MESSA PER GLI SPOSI NELLA BASILICA DI SAN PIETRO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 9 ottobre 1983

 

1. “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza . . . Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1, 26-27).

Cari fratelli e sorelle! Ministri del Sacramento, mediante il quale divenite oggi sposi in Gesù Cristo! Vi do un cordiale benvenuto, e vi saluto come pellegrini del santo Giubileo dell’anno della Redenzione.

Insieme con voi, fissiamo lo sguardo sull’eterna opera del Creatore, che dura nel mondo creato di generazione in generazione. Quest’opera è ogni uomo: uomo e donna creati a immagine di Dio. Ciascuno di voi è espressione dell’amore eterno. Quindi giustamente - dopo aver ascoltato la lettura del libro della Genesi - abbiamo cantato il responsorio: “Il nostro Dio è grande nell’amore”.

L’Amore di Dio si manifesta in ciò che è l’uomo nell’opera della creazione: uomo e donna. Dio creatore “vide” per primo che “quanto aveva fatto era cosa molto buona” (Gen 1, 31).

2. Oggi fissiamo gli occhi sull’eterno disegno del Creatore, che nell’opera della creazione dell’uomo - dell’uomo e della donna - ha inscritto l’eterno sacramento. Questo sacramento, il matrimonio, che diventa oggi il vostro ruolo, la vostra parte. Oggi voi adempite la parola del Creatore: “L’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne” (Gen 2, 24). Oggi diventate di fronte a Dio e agli uomini “una sola carne”, e tale unione ha la sua sorgente nell’amore.

Dio, che è “grande nell’amore”, vi accoglie, così come accolse quei primi - uomo e donna - che egli aveva creato a sua immagine e somiglianza. Oggi diventate, mediante il sacramento, cooperatori del Creatore e coamministratori nell’opera della creazione. Siete chiamati a riempire la terra e a soggiogarla (cf. Gen 1, 28).

Grandi sono la vostra vocazione e la vostra responsabilità. Il Creatore vi chiama come sposi alla procreazione: alla procreazione responsabile. Assumere nel matrimonio il compito della paternità responsabile, vuol dire cooperare coscientemente con l’azione del Creatore. Vuol dire trattare il mistero della vita con la massima venerazione. Professare in “opere e verità” la santità e l’inviolabilità della vita umana, di cui diventate in questo sacramento amministratori. Ciò significa anche discernere i ritmi della fecondità umana e secondo questi ritmi guidare la vostra paternità. Tutto ciò appartiene alla cooperazione cosciente con il Creatore.

3. Dio Creatore è, al tempo stesso, Padre. In lui è contenuto il supremo prototipo della vostra vocazione. Infatti come sposi dovete diventare genitori: padre e madre.

Dio-Creatore come Padre vi accoglie oggi in Gesù Cristo. Il matrimonio - sacramento della creazione - diventa in Gesù Cristo sacramento della Nuova alleanza.

Il Padre vi accoglie oggi come figli e figlie nel Figlio eternamente amato, vi fa partecipare a quell’amore con cui Cristo ha amato la Chiesa: l’“ha amata . . . e ha dato se stesso per lei” (Ef 5, 25). A quest’amore fa riferimento l’Autore della Lettera agli Efesini quando scrive: “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa . . .” (Ef 5, 25).

Siete quindi chiamati all’amore. Potete divenire “una sola carne” soltanto se in voi opera l’amore, che è il dono dello Spirito. Potete divenire, in quanto “una sola carne”, amministratori del sacramento della creazione, soltanto se siete pronti a ripetere con la parola, col cuore e con l’opera: Dio è amore, amiamoci gli uni gli altri, come Dio ci ha amati.

4. Cari fratelli e sorelle! Voi stessi sentite che questa alleanza sacramentale delle anime e dei corpi, che oggi stringete, può essere consolidata soltanto nell’amore. In quell’amore. In quell’amore che proviene da Dio . . . Esso è inscritto nel cuore umano, e contemporaneamente “è più grande” di questo cuore. Deve essere più grande, perché possa perdurare anche quando il cuore umano delude.

Ecco: il Padre eterno trae l’alleanza dal sacramento degli sposi non solo dall’opera della creazione, ma anche da quell’amore con il quale Cristo ha amato ciascuno di voi, quando “ha dato se stesso” (Ef 5, 25).

Questo stesso Cristo si trova oggi dinanzi a voi, cari sposi, “ministri del grande sacramento”, e dice: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore” (Gv 15, 9).

Lo dice Cristo. E ciò è allo stesso tempo il più grande augurio che vi può fare la Chiesa in questo giorno solenne:

Rimanete nel suo amore!

Il vostro amore non cessi mai di attingere a quell’amore col quale egli ha amato. Allora il vostro amore non si esaurirà mai. Esso non vi deluderà mai. Si sveleranno dinanzi a voi quella profondità e maturità che corrispondono alla vocazione di sposi e di genitori: ministri responsabili dell’opera della creazione, collaboratori del Creatore e del Padre.

“Questo vi ho detto - aggiunge Cristo - perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15, 11).

La Chiesa vi augura oggi questa gioia.

5. Partecipiamo al santo Giubileo dell’Anno della Redenzione mediante i sacramenti della Chiesa. Oggi - in questo luogo venerando, nella Basilica di San Pietro - voi, cari sposi, che venite dall’Italia e da diversi Paesi, ricevete il sacramento del matrimonio come frutto della Redenzione di Cristo, che continuamente permane nella Chiesa. E allo stesso tempo siete ministri di questo sacramento, amministrandolo vicendevolmente: il marito alla moglie e la moglie al marito.

Espressione di ciò sono le parole della promessa matrimoniale, che tutti e due voi fate.

Il Sacramento porta in sé la Grazia che consolida la nostra vita umana in Dio e la indirizza costantemente a Dio. Sul fondamento spirituale e soprannaturale della Grazia divina sta posta la via della vostra redenzione, che passa attraverso la costruzione della comunità matrimoniale e familiare. E perciò, nella seconda lettura, parla a noi san Paolo con le seguenti espressioni della Lettera ai Romani: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale . . . per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono; a lui gradito e perfetto” (Rm 12, 1-2).

E in seguito l’apostolo dà molte indicazioni che hanno rilevante importanza per la costruzione della comunità matrimoniale e familiare: “La carità non abbia finzioni . . . amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda . . . Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera . . . premurosi nell’ospitalità . . . Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri . . . Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini” (Rm 12, 9-17)

Fratelli e sorelle! La grazia del sacramento del matrimonio viene concessa oggi a voi dall’abbondanza della Redenzione di Cristo, perché collaboriate con essa.

Mediante la cooperazione si costruisce la comunione matrimoniale e familiare. Su di essa si appoggia l’unità indissolubile che oggi reciprocamente vi siete promessa.

Ricorrete incessantemente a questa grazia sacramentale nella preghiera e nel comportamento. Ricorrete in particolare ad essa, quando sulla vostra strada incontrerete difficoltà e prove.

Cristo desidera di essere con voi, sempre!

6. In questo periodo si sta svolgendo il Sinodo dei Vescovi sul tema: “Riconciliazione e penitenza nella missione della Chiesa”. Tre anni fa - nell’anno 1980 - il Sinodo dei Vescovi lavorò sul problema “del matrimonio e della famiglia nella missione della Chiesa”.

7. Il frutto di questo lavoro è stata l’esortazione apostolica Familiaris Consortio, che desidero consegnare ad ogni coppia di sposi nell’odierna occasione.

Mentre estendo il mio affettuoso pensiero ed esprimo i miei auguri ai presenti che ricordano il 25° o il 50° anniversario di matrimonio, desidero recitare la preghiera che tre anni fa - nel corso del Sinodo - abbiamo più volte ripetuto:

Dio, dal Quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei Amore e Vita, fa’ che ogni famiglia umana sulla terra diventi - mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, “nato da Donna”, e mediante lo Spirito Santo - sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell’amore per le generazioni che sempre si rinnovano.

Fa’ che la tua grazia guidi i pensieri e le opere dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo.

Fa’ che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell’amore.

Fa’ che l’amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie.

Fa’ infine, te lo chiediamo per intercessione della Sacra Famiglia di Nazaret, che la Chiesa in mezzo a tutte le Nazioni della terra, possa compiere fruttuosamente la sua missione, nella famiglia e mediante la famiglia.

Per Cristo nostro Signore, che è la via, la verità e la vita, nei secoli dei secoli. Amen.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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