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SOLENNE CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN ONORE
DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Basilica di Santa Maria Maggiore
Giovedì, 8 dicembre 1983

 

1. “Ti saluto, o piena di grazia . . .” (Lc 1, 28).

Tutta la Chiesa pronunzia, oggi, il saluto dell’angelo, e lo fa salire da una particolare profondità della sua fede. Questa profondità si esprime nel Mistero dell’Immacolata Concezione. “Piena di grazia” vuol dire anche “concepita senza peccato originale”: Immacolata. Professando la verità della Immacolata Concezione di Maria, ci radichiamo al tempo stesso nella profondità della realtà della Redenzione. Ecco, infatti, la Donna, l’Essere umano scelto per diventare Madre del Redentore, gode in modo particolare i frutti della Redenzione, quale preservazione dal peccato. La Redenzione l’abbraccia con la potenza salvatrice della grazia santificante fin dal primo momento del concepimento. Ella è quindi la prima tra i redenti, affinché possa rispondere degnamente alla vocazione di essere Madre di Colui che ha redento tutti gli uomini.

La solennità dell’Immacolata Concezione e radicata totalmente nel mistero della Redenzione del mondo, perciò assume una particolare eloquenza in quest’Anno Giubilare, che la Chiesa vive come l’Anno della Redenzione.

2. “Ti saluto, o piena di grazia . . .”.

Veniamo con questo saluto a Maria, che proprio qui, nell’antica basilica romana, riceve una particolare venerazione come “Salus Populi Romani”. Qui l’Immacolata si trova, da tanti secoli, in mezzo alla comunità della Chiesa che è in Roma, e da tanti secoli veglia maternamente sull’opera della salvezza, che il suo Figlio ha affidato alla Chiesa mediante il servizio dei Vescovi di Roma. Per questo ciascuno di essi ha avuto e ha un particolare amore per questo luogo.

La solennità dell’Immacolata Concezione è il giorno in cui questo amore si manifesta in modo speciale. E l’Anno della Redenzione fa sì che tale amore pulsi ancor più fortemente insieme con la viva profondità della fede della Chiesa.

3. S’avvicina la fine del secondo millennio dopo Cristo. In relazione a questo fatto molti esprimono il desiderio che la nascita della sua Madre sia venerata con uno speciale giubileo.

Non sappiamo di quanti anni esattamente la nascita della Madre abbia preceduto quella del Figlio. Ci limitiamo pertanto a riferire in modo particolare a Maria, alla sua venuta al mondo e alla sua vocazione ad essere la Madre del Redentore il presente Giubileo dell’Anno della Redenzione. E così mettiamo in rilievo il carattere d’avvento di questo Anno Giubilare della Redenzione. L’Avvento è, in modo particolare, il tempo di Maria. Infatti, mediante Maria, il Figlio di Dio entrò nell’attesa dell’intera umanità. Quindi in lei si trova, in un certo senso, l’apice e la sintesi dell’Avvento. La solennità dell’Immacolata Concezione, che celebriamo liturgicamente nel periodo d’Avvento, ne rende testimonianza in modo molto eloquente.

E benché l’8 settembre di ogni anno la Chiesa veneri, con una speciale festa, la nascita di Maria, tuttavia l’odierna solennità, all’inizio dell’Avvento, ci introduce ancor più profondamente nel sacro mistero della sua nascita. Prima di venire nel mondo è stata concepita nel seno della sua genitrice e in quel momento è nata da Dio stesso che compì il mistero dell’Immacolata Concezione: piena di grazia.

4. E perciò oggi ripetiamo con l’Apostolo delle Genti: “Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale . . . in Cristo” (Ef 1, 3). E lei, Maria, è stata benedetta in modo del tutto particolare: unico e irripetibile.

In lui infatti, in Cristo, Dio l’ha scelta prima della creazione del mondo per essere santa e immacolata al suo cospetto (cf. Ef 1, 4). Sì. Il Padre Eterno ha scelto Maria in Cristo; l’ha scelta per Cristo; l’ha fatta santa, anzi santissima. E il primo frutto di questa elezione e vocazione divina fu l’Immacolata Concezione. Questa è la sua “origine” nell’eterno Pensiero di Dio: nel Verbo Eterno; e questa insieme la sua origine sulla terra. La sua nascita. La nascita nello splendore della Immacolata Concezione.

Ed è proprio per questa nascita di Maria nel bagliore dell’Immacolata Concezione, che adoriamo oggi la santissima Trinità: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Adoriamo ed esprimiamo il nostro ringraziamento. “Gratias agamus Domino Deo nostro”!

5. Ecco, l’Anno della Redenzione ci permette di meditare e di vivere in modo particolare ciò di cui scrive ancora l’apostolo: “Ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto” (Ef 1, 5-6).

Ella, Maria, in quanto Immacolata Concezione, porta in sé, più di qualsiasi altro tra gli uomini, il mistero di quegli eterni destini divini, con i quali l’uomo è stato abbracciato nel Figlio diletto di Dio: il destino alla Grazia e alla santità della Figliolanza divina, il destino alla gloria nel Dio della infinita maestà.

E perciò ella, Maria, precede noi tutti nel grande corteo di fede, di speranza e di carità. Infatti, come bene ha detto il Concilio Vaticano II, “nel Mistero della Chiesa, la quale è pure giustamente chiamata madre e vergine, la beata Vergine Maria è andata innanzi, presentandosi, in modo eminente e singolare, quale vergine e quale madre (Lumen Gentium, 63). Ella illumina il Popolo di Dio con la luce divina, che riflette più pienamente la luce del Verbo Eterno. “La Madre di Gesù - è ancora il Concilio a sottolinearlo - brilla sulla terra innanzi al peregrinante Popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione” (Lumen Gentium, 63).

Quando questa luce cominciò a brillare mediante Maria sull’orizzonte della storia dell’umanità - quando, con la nascita di Maria, è apparsa nel mondo colei che era l’Immacolata Concezione - allora è iniziata nella storia della salvezza l’aurora dell’Avvento del Figlio di Dio. E allora l’opera della Redenzione ha rivestito la sua forma eternamente designata.

6. Mentre ci stringiamo, oggi, nel suo santuario mariano di Roma, attorno a Colei che le generazioni hanno venerato come “Salus Populi Romani”, al tempo stesso, mediante il mistero della sua Immacolata Concezione, anche noi, “che per primi abbiamo sperato in Cristo” (Ef 1, 12) professiamo che in lui siamo stati fatti anche eredi . . . perché fossimo a lode della gloria di Colui che tutto opera efficacemente, conforme alla sua volontà (cf. Ef 1, 11-12). Anche noi!

L’Immacolata Concezione di Maria nell’Anno della Redenzione getta questa luce soprannaturale sulla nostra vita umana e desta in noi la speranza del compimento dei divini destini.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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