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VISITA AL PONTIFICIO COLLEGIO SCOZZESE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO  II

Domenica, 3 giugno 1984

 

Cari fratelli in Cristo.

1. Due anni fa in questo periodo ho avuto la gioia di essere in Scozia, E mi sembra che le parole che ho pronunciato al Bellahouston Park, le posso ora ripetere a voi, studenti e personale del Pontificio collegio scozzese: “La giornata odierna è un’altra tappa significativa nella storia della nostra salvezza: il successore di Pietro viene a visitare i figli spirituali di Andrea! Siamo uniti gli uni agli altri da una fratellanza soprannaturale più forte di un legame di sangue. Testimoniamo qui e adesso di professare quella stessa identica fede in Gesù (la fede di Andrea) nella ferma speranza di poter anche noi condurre altri a lui. Questa comune professione di fede è il motivo che mi spinge a compiere la mia visita pastorale nella vostra patria” (Ioannis Pauli PP. II, Homilia in «Bellahouston Park» occasione celebrationis liturgicae habita, 1, die 1 iun. 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V/2 [1982] 2064).

Condurre altri a Gesù spiega perché il mio predecessore Clemente VIII fondò questo collegio nel 1600, e spiega perché ciascuno di voi è venuto qui. E oggi io sono venuto per essere con voi e per professare insieme a voi la nostra fede in Gesù e nel mistero della sua Ascensione al cielo.

2. Oggi la Chiesa celebra la vita che Gesù vive in cielo col Padre suo e nell’unità con lo Spirito Santo. Oggi la Chiesa proclama la gloria di Cristo, suo capo, e la speranza che riempie tutto il corpo mistico. Nel mistero dell’Ascensione la Chiesa medita sull’immenso amore che il Padre ha per il Figlio: “Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose” (Ef 1, 22-23).

Proprio perché siamo il corpo di Cristo, noi partecipiamo alla vita celeste del nostro capo. L’Ascensione di Gesù è il trionfo dell’umanità, perché l’umanità è unita a Dio per sempre, è per sempre glorificata nella persona del Figlio di Dio. Cristo nella gloria non permetterà mai di essere separato dal suo corpo. Siamo già uniti a lui nella sua vita celeste perché egli ci ha preceduti, come nostro capo. Inoltre, Cristo conferma il nostro diritto ad essere con lui e dal suo trono di grazia infonde costantemente la vita - la sua stessa vita - nelle nostre anime. E lo strumento che egli usa per fare ciò è la sua stessa umanità glorificata, con la quale siamo uniti mediante la fede e i sacramenti.

Non soltanto noi - la Chiesa - partecipiamo alla vita del capo glorificato, ma Cristo il capo, partecipa pienamente al pellegrinaggio del suo corpo, lo guida e lo indirizza al suo destino nella gloria celeste. Più voi, miei fratelli, siete uniti con Cristo nel mistero dell’Ascensione - “quae sursum sunt quaerite!” - più sarete sensibili alle necessità delle membra di Cristo che lottano nella fede per raggiungere la visione del volto di Dio nella gloria.

3. Da questo luogo di gloria Gesù è per sempre il nostro mediatore col Padre e comunica al suo corpo la forza di vivere, come egli fa, totalmente per il Padre. Innalzato alla destra del Padre come capo e salvatore, Gesù effonde sull’umanità il suo perdono (cf. At 5, 31). Nel mistero della sua Ascensione Gesù adempie al ruolo sacerdotale assegnatogli dal Padre: intercede per le sue membra “essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore” (Eb 7, 25). Riflettendo sull’Ascensione del Signore, troverete voi stessi confermati nella vostra vocazione di intercessori per il popolo di Dio, in particolare nella nativa Scozia. Grazie alla potenza presente nella celebrazione liturgica di Cristo glorificato voi potrete adempiere degnamente al suo ultimo comando di evangelizzazione, dato prima dell’Ascensione: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato (Mt 28, 19-20). C’è un legame reale tra la grazia che Gesù infonde nei vostri cuori oggi e la vostra futura missione di araldi del suo Vangelo. Nessun apostolo può dimenticare che l’Ascensione è legata al fatto che lo Spirito Santo verrà e che Cristo continuerà ad essere presente nella parola e nel sacramento. La vostra missione è di rendere Cristo presente.

La responsabilità per il futuro della Chiesa in Scozia ricade sulle vostre spalle e su quelle dei vostri coetanei. Ma potete essere certi che il Cristo glorificato vi sosterrà nella vostra missione. La vittoria e il trionfo della sua Ascensione e la sua esaltazione alla destra del Padre saranno comunicati alle future generazioni nella Chiesa attraverso di voi e grazie alla vostra proclamazione del suo mistero. Che meravigliosa chiamata avete ricevuto! Che modo esaltante di trascorrere l’unica vita che avete!

4. Sotto molti aspetti la solennità dell’Ascensione è qualcosa di molto personale per voi. Nel rivelare se stesso nella gloria, Gesù rafforza la vostra fede nella sua divinità. Vi chiama a credere in lui che è stato tolto dalla vostra vista. Nello stesso tempo questa solennità diventa per voi una celebrazione di speranza e di fiducia poiché avete accettato la proclamazione degli angeli e siete assolutamente convinti che “questo Gesù che è stato tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 11). Nel frattempo voi sapete che egli rimane con voi, che egli manda il suo Santo Spirito ad abitare nella sua Chiesa e che attraverso la Chiesa egli vi parla e guida i vostri cuori. Voi siete fiduciosi perché sapete che “egli apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza” (Eb 9, 28).

Più i vostri pensieri si volgono al Cristo glorificato in cielo, più voi vi rendete conto di come tutta la sapienza, la santità e la giustizia gli appartengano e si trovino in lui. E allora questa solennità diventa un’occasione di grande umiltà. Redenzione e santificazione sono dovute alla sua azione e alla sua parola. Il piano di salvezza che ci ha rivelato trascende ogni sapienza umana e suscita profondo rispetto. Davanti al mistero della rivelazione divina l’inadeguatezza umana diventa ben evidente. La mente umana col suo nobile processo del ragionamento appare in tutte le sue limitazioni, col suo bisogno di essere assistita dal mistero del magistero della Chiesa, attraverso il quale lo Spirito del Cristo vivente fornisce la certezza che la mente umana non può mai garantire. E anche per questo la Chiesa prega con san Paolo in questa liturgia dell’Ascensione, perché voi possiate ricevere da Dio uno spirito di sapienza e la percezione di ciò che egli stesso rivela nella Chiesa (cf. Ef 1,17). Sì, dal suo trono di gloria il Verbo incarnato vi guida e vi forma mentre vi preparate al suo sacerdozio.

5. Il vostro è un grande privilegio: essere a Roma ed essere educati qui nella fede apostolica, cosicché voi possiate tornare e proclamare il mistero di Cristo, in tutta la sua purezza e potenza, ai vostri concittadini scozzesi. Questo è il privilegio e la tradizione che voi condividete con san Ninian, il protovescovo di Scozia. Secoli prima di voi, egli percorse il cammino che voi siete chiamati a seguire, e tutta la Scozia fu benedetta dalla sua fedeltà, come sarà benedetta dalla vostra. Il duraturo contributo di san Ninian è stato così ben espresso: “Nato dalla nostra stirpe scozzese / Dio ti condusse con la sua grazia / per trovare a Roma / quella perla tanto preziosa / che è la fede perfetta di Cristo / e portarla in patria”.

Nella potenza dell’Ascensione del Signore, che è oggi la vostra forza, dedicate nuovamente voi stessi, cari fratelli, al vostro lavoro sacerdotale, alla vostra speciale chiamata: consacrate la vostra giovinezza e tutta la vostra vita alla proclamazione e alla costruzione del regno dei cieli, rendendo così gloria a colui che regna per sempre alla destra del Padre, nell’unità dello Spirito Santo. E ricordate: “per trovare a Roma... la fede perfetta di Cristo e portarla in patria”.

E la nostra beata madre Maria, associata nella sua gloriosa Assunzione al trionfo del Figlio, vi sostenga nella vostra attesa gioiosa della venuta del nostro salvatore Gesù Cristo.

Amen.

 

© Copyright 1984 - Libreria Editrice Vaticana

 

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