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CELEBRAZIONE EUCARISTICA PER L'ORDINAZIONE DI 70 NUOVI SACERDOTI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Solennità della Santissima Trinità
Domenica, 2 giugno 1985

 

1. “Ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28, 19).

Con queste parole Cristo ha rivelato il più grande mistero della nostra fede. Questo è il mistero di Dio uno e trino. Questo Dio, uno nella natura divina, è al tempo stesso Padre, Figlio e Spirito Santo. È Trinità. È comunione di persone. Questa comunione è la vita di Dio.

Oggi insieme con tutta la Chiesa ci presentiamo davanti all’ineffabile maestà della Trinità. Ci mettiamo in ginocchio, ci prostriamo, per confessare che la santissima Trinità è il Dio vivo e vero. È il Dio “che abita una luce inaccessibile” (1 Tm 6, 16) e supera infinitamente con la sua divinità tutto il creato. Anche ciò che l’uomo può, con il suo intelletto creato, comprendere ed esprimere su Dio.

2. “Andate . . . e ammaestrate tutte le nazioni” (Mt 28, 19).

Le parole che Cristo ha rivolto agli apostoli al momento della sua ascensione al cielo, oggi le rivolge alla Chiesa intera, che ha ereditato dagli apostoli il mandato missionario. È la Chiesa “in statu missionis”.

Cristo rivolge queste parole in modo particolare a voi, che oggi vi accostate a quest’altare e al vescovo di Roma, per ricevere l’ordinazione sacerdotale.

Anche voi dovete in modo particolare assumere la missione trasmessa agli apostoli il giorno del congedo del Signore, e segnata dal mistero della santissima Trinità.

E perciò, accostandovi all’Ordine sacro, vi prostrerete, mentre tutta la Chiesa pregherà per ottenere la grazia del sacramento del sacerdozio per ciascuno di voi.

3. Ognuno di voi è battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Questo sacramento, ricevuto all’inizio della vita, perdura in voi mediante un segno indelebile: il carattere del santo Battesimo.

Questo è il segno del Figlio: ed è il segno dei figli di Dio. “. . . Avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abba, Padre”. Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm 8, 15-16).

In questo modo, mediante il sacramento del Battesimo, la santissima Trinità inabita in voi. Abita in ciascuno di noi, in ogni battezzato. E anche in ognuno di noi si sviluppa quella potente e insieme misteriosa economia della salvezza, operata dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, preparando in noi il definitivo regno di Dio stesso.

Ognuno vive nel Figlio, portando l’indelebile segno della figliolanza e, grazie alla testimonianza dello Spirito e sotto il suo soffio, si avvicina al Padre.

Proprie dunque di ognuno di noi e di tutti i battezzati nel nome della santissima Trinità, sono quelle parole del salmo dell’odierna liturgia, con le quali esclamiamo: “Signore, sia su di noi la tua grazia, perché in te speriamo” (Sal 33, 22).

4. Questo giorno è per ciascuno di voi, cari figli e fratelli, un giorno decisivo. In esso deve compiersi su ciascuno di voi ciò che ha detto il Cristo: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra” (Mt 28, 18).

In forza di questo potere, Cristo - eterno sacerdote e anche vittima santissima - desidera rendere ciascuno di voi, in particolare, partecipe del suo sacerdozio: ministro dell’Eucaristia, del suo sacrificio sacramentale. Fa di ognuno di voi uno speciale erede dell’istituzione dell’ultima cena, quando disse: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22, 19); un erede particolare della sera della risurrezione, quando disse: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi” (Gv 20, 22-23).

In forza di questo potere, che vi è dato in cielo e sulla terra, Cristo, mediante il servizio della Chiesa, attraverso l’imposizione delle mani del vescovo, vuole innestare in voi un nuovo segno indelebile: un nuovo carattere. In esso è contenuta una particolare somiglianza a lui: a Cristo, che si offre in sacrificio; a Cristo che in forza di questo sacrificio rimette i peccati; a Cristo, che come il buon pastore dà la propria vita per le sue pecore; a Cristo, che ammaestra; a Cristo, che salva.

5. Il sacerdozio viene da Dio stesso. Per mezzo di esso diventate in modo particolare “eredi di Dio” e “coeredi di Cristo” (Rm 8, 17) per il servizio di tutto il popolo messianico, redento dal sangue della croce di Cristo.

Congiuntamente a questo sacramento la santissima Trinità in modo nuovo inabiterà in voi. In ognuno di voi abitano e operano: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.

Ecco, lo Spirito Santo - il Consolatore, al quale tra poco innalzeremo preghiere - renderà ciascuno di voi partecipe della potenza del Figlio: della potenza del sacerdozio di Cristo, affinché possiate in lui donare al Padre voi stessi e tutto ciò che esiste.

6. Tutta la Chiesa prega: “Signore, che la tua grazia circondi questi nostri figli e nostri fratelli”.

Che in ognuno di loro nasca un sacerdote per sempre: sacerdote, uomo segnato in modo speciale dalla vita di Dio, dal mistero della santissima Trinità!

 

© Copyright 1985 - Libreria Editrice Vaticana

                                      

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