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CONFERIMENTO DEL SACRAMENTO DEL BATTESIMO A 42 BAMBINI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Festa del Battesimo del Signore
Cappella Sistina - Domenica
, 12 gennaio 1986

 

“Costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3, 16).

1. In questa domenica, che segue immediatamente la solennità dell’Epifania, la Chiesa ricorda nella liturgia il Battesimo del Signore al Giordano. Tale ricorrenza offre ai cristiani il contesto spirituale per ricordare il loro Battesimo, tanto più se avviene di amministrare questo sacramento, che rappresenta la porta di ingresso nella comunità ecclesiale. Sono lieto perciò di accogliervi, cari genitori, padrini e madrine, in questa Cappella Sistina per celebrare con voi il sacrificio eucaristico e per conferire il Battesimo ai vostri cari bambini.

È una celebrazione, questa, che ha un valore essenziale, perché tocca la funzione principale, affidata alla Chiesa dal suo fondatore divino: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19-20). La Chiesa vive e agisce nel mondo principalmente per questo: per donare agli uomini la salvezza che nasce da questo Sacramento, in virtù della venuta in mezzo a noi di Gesù Salvatore, che abbiamo contemplato in questi giorni nel mistero della grotta di Betlemme e nella sua manifestazione ai popoli, con la solennità dell’Epifania.

In questa cornice religiosa, porgo a voi tutti e ai vostri bambini il mio saluto più affettuoso e, per il vostro tramite, desidero estendere il mio pensiero a tutte le famiglie che oggi portano i loro piccoli nelle parrocchie per essere battezzati.

2. La liturgia, propria di questa domenica del Battesimo del Signore, richiama alla nostra mente le profonde realtà spirituali che riguardano questo Sacramento dell’iniziazione cristiana.

Anzitutto, ci ricorda la scena biblica in cui Luca (Lc 3, 21-22) ci presenta il Cristo, nelle acque del Giordano, al centro di una meravigliosa teofania: “Mentre Gesù, ricevuto anche lui il Battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio Figlio prediletto in te mi sono compiaciuto”. La voce dal cielo è il segno di una rivelazione e di un intervento di Dio su Gesù, proclamato “Figlio suo” e presentato con i lineamenti della misteriosa figura del Servo di Jahvè, già annunciato come Messia dal profeta Isaia, ascoltato nella prima lettura: “Ecco il mio Servo che io sostengo, il mio eletto, in cui mi compiaccio” (Is 42, 1).

Difatti nella teofonia del Giordano il Padre vuole anzitutto presentare Gesù come il Messia atteso dalle genti, come colui che aprirà gli occhi ai ciechi e strapperà le catene ai prigionieri. A questo scopo il Padre lo ha investito pienamente del suo Spirito di potenza, e Giovanni Battista lo designa come “colui che è più forte di me” (Lc 3, 16).

Ma in quella teofonia battesimale il Padre, nel proclamare solennemente la divina filiazione, e nel dare formale investitura alla missione salvifica di Gesù, sancisce il passaggio definitivo dall’Antico al Nuovo Testamento; dal Battesimo di Giovanni, con la sola acqua e quale segno esterno, al Battesimo di Gesù “in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3, 16), come segno salvifico. Lo Spirito Santo infatti nel Battesimo cristiano è l’artefice principale: è colui che brucia e distrugge il peccato originale, restituendo al battezzato la bellezza della grazia divina: è colui che trasforma il figlio delle tenebre in figlio della luce, lo schiavo del peccato nel libero cittadino del regno di Dio. Infatti, come afferma san Basilio Magno: “È lo Spirito che opera la reintegrazione nel paradiso, l’ingresso nel regno dei cieli, il ritorno all’adozione filiale. È lui che dona il santo ardire di chiamare Dio Padre, di partecipare alla grazia di Cristo, di essere chiamati figli della luce” (De Spiritu Sancto, 15, 36).

3. Cari fratelli e sorelle! A quali altezze e a quale dignità ci eleva il sacramento del Battesimo! “Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!”, esclama a questo proposito l’apostolo Giovanni nella sua prima Lettera (Gv 3, 1). E l’apostolo Paolo, il cantore delle meraviglie del Battesimo, come mistero pasquale di morte e di risurrezione, ci parla di una seconda nascita e di una “ineffabile filiazione adottiva mediante il lavacro di rigenerazione di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt 3, 5); rivolgendosi egli a ciascun battezzato, non esita a pronunciare queste solenni parole: “Non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio sei anche erede” (Gal 4, 7).

Questa figliolanza divina impone al battezzato impegni e responsabilità. Il sacramento del Battesimo infatti è l’inizio di un processo spirituale destinato a trasformare tutta una vita. È un dono che richiede cooperazione nell’azione salvifica, comunicata ad ogni cristiano dal fermento della grazia sacramentale. Implica perciò una continua tensione e un impegno personale per conseguire una maturità spirituale fino alla piena conformità col Cristo. Si tratta di vivere veramente da figli di Dio: diventare di fatto ciò che già siamo di diritto per il Battesimo.

A questo proposito, il Concilio Vaticano II, di cui abbiamo ricordato recentemente i venti anni dalla sua conclusione, esorta tutti i cristiani, dovunque vivano, a “manifestare con l’esempio della loro vita e con la testimonianza della loro parola l’uomo nuovo di cui sono stati rivestiti nel Battesimo” (Ad Gentes, 11). Accogliamo questa esortazione e riaffermiamo con rinnovato ardore di fede gli impegni assunti un giorno per noi dai nostri genitori, padrini e madrine con le promesse battesimali. Rinnoviamo la nostra ferma e fervida adesione a Cristo e la volontà di lottare contro il male.

Impegnatevi con questo spirito davanti alla Chiesa per voi e per i vostri figli, che ora riceveranno il sacramento della fede, ed entreranno a far parte, con noi e come noi della comunità di coloro che sono stati “lavati, santificati e giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1 Cor 6, 11). Così sia!

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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