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SANTA MESSA CON GLI AMMALATI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Mercoledì, 11 febbraio 1987

 

L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore!”.

Carissimi fratelli e sorelle!

1. In questa giornata tanto significativa, in cui ricordiamo la prima apparizione di Maria santissima a Lourdes, innalziamo anche noi al Signore con le sue stesse parole l’inno della gioia e della riconoscenza: “Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono!”.

“Benedetta sei tu, Maria, tra tutte le donne - e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra!”.

Sono molto lieto di poter anche quest’anno rivolgere il mio saluto affettuoso a voi sofferenti, e a voi dirigenti e membri dell’UNITALSI, dell’Opera Romana Pellegrinaggi e delle altre organizzazioni caritative, riuniti nella Basilica Vaticana per il sacrificio della Messa. Desidero anche esprimervi la mia riconoscenza per la vostra presenza, indice della vostra fede e della vostra devozione alla Madonna.

Il Signore e la Vergine santissima ricompensino tutti voi, ammalati, e amici accompagnatori e organizzatori, con tanta luce interiore, con tanto fervore spirituale, che vi confortino, vi rendano sereni e coraggiosi testimoni della fede cristiana e di una irradiante carità.

Beati anche voi, sofferenti, che - come Maria - avete creduto all’adempimento delle parole del Signore! La vostra fede rimanga sempre ferma e sicura, fondata sulla roccia della parola di Dio! Infatti voi avete un posto privilegiato nel disegno salvifico della Provvidenza e quindi nella stessa struttura della Chiesa, corpo mistico di Cristo. Voi avete un’importanza e un influsso reale, anche se invisibile e misterioso, nello sviluppo della storia e nello svolgimento della missione della Chiesa. A voi, che soffrite, e a coloro che vi amano e vi assistono, giungano i sentimenti della più viva gratitudine da parte dell’intera comunità ecclesiale.

2. La prima lettura ha proposto alla nostra considerazione le parole del profeta Isaia, che durante l’esilio confortava il popolo di Israele con la prospettiva del ritorno a Gerusalemme, la Santa Città, e con la certezza che, nonostante tutte le dolorose vicende avvenute, Dio non aveva abbandonato il popolo dell’alleanza e rimaneva sempre la sua gioia e il suo conforto: “Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore!” (Is 66, 13-14).

Ricordando le apparizioni della Madonna a Lourdes, possiamo applicare anche a noi e alla nostra storia le parole dell’antico profeta: Dio ha voluto che Maria santissima apparisse per diciotto volte alla piccola Bernardetta, dall’1 febbraio al 16 luglio 1858, per lasciare un messaggio di consolazione e di amore alla Chiesa e a tutta l’umanità.

Infatti, in queste apparizioni c’è un significato che rimane sempre valido, e che dobbiamo custodire e meditare come prezioso retaggio. A metà del secolo scorso, mentre si estendevano insidiosi il razionalismo e lo scetticismo, Maria, colei che ha creduto alla parola del Signore, veniva per aiutare e confermare nell’autentica e genuina fede cristiana la famiglia dei credenti.

A Lourdes Maria ha ricordato al mondo che il senso della vita sulla terra è il suo orientamento verso il cielo. Come il popolo di Israele, anche l’umanità è in cammino e la sua meta è la Gerusalemme celeste. Le parole del profeta Isaia valgono per gli uomini di ogni tempo, valgono anche per noi: “In Gerusalemme sarete consolati”. La perenne tentazione dell’uomo, una tentazione che il progresso odierno rende particolarmente sottile e allettante, è di circoscrivere alla terra ogni prospettiva, concentrando tutti gli sforzi nella costruzione di una dimora terrena sempre più confortevole e sicura. La fede non condanna certo l’impegno per il miglioramento delle condizioni di vita sulla terra. Essa insegna anzi che tale impegno deve essere visto e interpretato nella prospettiva del compito di dominare la terra, affidato da Dio all’uomo fin dagli inizi della sua storia. Ciò che la fede non ammette è che il momento terreno sia inteso dall’uomo come la fase definitiva della sua vicenda, mentre non ne è che una fase provvisoria, da viversi in funzione del vero punto d’arrivo, situato al di là del tempo, nell’ambito dell’eterno. La Madonna, a Lourdes, è venuta a parlare all’uomo di “paradiso”, perché egli, pur impegnandosi attivamente nell’edificazione di un mondo più accogliente e più giusto, non dimentichi di sollevare i suoi occhi al cielo per attingervi orientamento e speranza.

La Vergine santissima è venuta, inoltre, per ricordare il valore della conversione e della penitenza, riproponendo al mondo il nucleo del messaggio evangelico. Ella diceva a Bernardetta, nell’apparizione del 18 febbraio: “Io ti prometto di farti felice, non in questo mondo, ma nell’altro”. In seguito la invitò a pregare per i peccatori e il 24 febbraio per tre volte ripeté: “Penitenza, penitenza, penitenza!”. A Lourdes Maria indica e sottolinea la realtà della redenzione dell’umanità dal peccato mediante la croce, e cioè mediante la sofferenza. Dio stesso, fattosi uomo, ha voluto morire innocente inchiodato a una croce! A Lourdes la Madonna insegna il valore redentivo del dolore; dona coraggio, pazienza, rassegnazione; illumina sul mistero della nostra partecipazione alla passione di Cristo; eleva lo sguardo interiore alla vera e totale felicità, che Gesù stesso ci ha assicurato e preparato al di là della vita e della storia. Bernardetta, che aveva perfettamente compreso il messaggio di Maria, diventata suora a Nevers e gravemente ammalata, a chi la invitava a recarsi alla grotta di Massabielle per chiedere la guarigione, rispondeva: “Lourdes non è per me!”. In preda a forti crisi di asma, alla novizia infermiera che le chiedeva: “Soffrite molto?”, rispondeva con semplicità: “È necessario!”.

Infine, il messaggio di Lourdes si completa con l’invito alla preghiera: Maria appare in atteggiamento di preghiera, vuole che Bernardetta reciti il rosario con la propria personale corona, chiede che si costruisca in quel luogo una cappella e che si venga in processione. Anche questo è un ammonimento valido per sempre. La Madonna a Lourdes è venuta a dirci, con l’autorità e con la bontà di una madre, che se si vuole veramente mantenere, rafforzare, dilatare la fede cristiana, è necessaria la preghiera umile e fiduciosa.

3. Carissimi!

Si legge nella biografia di santa Bernardetta che essa, il giovedì 3 giugno 1858, ricevette la prima comunione. Le fu domandato se le era piaciuto di più vedere la Madonna o ricevere la prima comunione. Essa con prontezza e intelligenza rispose: “Non si possono fare paragoni; io so però che tutte e due i fatti mi hanno resa completamente felice!”.

Auguro anche a voi, fratelli e sorelle, di essere sereni, anzi felici come Bernardetta, perché sorretti dalla forza della fede e uniti a Gesù eucaristico e a Maria santissima!

È l’augurio che vi porgo di cuore mentre vi assicuro il ricordo costante nelle mie preghiere e nella santa Messa; e vi chiedo di far vostre tutte le grandi necessità della Chiesa, e specialmente il prossimo Anno Mariano e il Sinodo dei vescovi sulla vocazione e missione dei laici.

Maria, aiuto dei cristiani, vi sia accanto in ogni circostanza della vostra vita, per sostenervi nel cammino che la Provvidenza vi traccia dinanzi, giorno dopo giorno, in un disegno d’amore, la cui rivelazione finale sarà motivo di gioia per tutta l’eternità.

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana

 

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