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VEGLIA PASQUALE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Basilica Vaticana - Sabato Santo, 18 aprile 1987

 

1. “Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre” (Rm 6, 4).

Non è presto proclamare la risurrezione di colui che ancora riposa nel sepolcro?

All’alba le donne verranno qui e allora udranno: “È risuscitato dai morti” (Mt 28, 7).

Adesso rimane ancora l’attesa. Tutta la Chiesa è riunita presso la tomba del suo Maestro e nello stesso tempo compenetrata dal mistero della sua ora, che si avvicina alla fine.

La veglia pasquale.

2. A questa veglia non ci ha chiamato forse Cristo stesso? Non ha detto ancora nel Getsemani: non siete stati capaci di vegliare con me? Non siete stati capaci di vegliare un’ora sola?

Allora gli apostoli, come sembra, non avevano capito che cosa fosse quest’ora, e il perché di questa chiamata.

Ma ora tutta la Chiesa è con te, o Cristo!

Lo esprime in maniera così splendida san Paolo: siamo stati sepolti insieme con te . . . Non soltanto vegliamo alla tua tomba, ma siamo immersi nella tua morte (cf. Rm 6, 3-4).

Immersi mediante il battesimo. Questo battesimo, questo sacramento significa l’inizio della nuova vita. Siamo sepolti insieme con te per poter camminare in una vita nuova (cf. Rm 6, 3-4).

Proprio questa è la “tua Ora”, che nel corso di questa notte s’avvicina al suo culmine.

3. Vegliamo. Siamo crocifissi insieme con te: il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con te, perché noi non fossimo più schiavi del peccato (cf. Rm 6, 6).

“Infatti chi è morto” con te “è ormai libero dal peccato” (Rm 6, 7).

È libero così come, un tempo, furono liberi i figli e le figlie di Israele nella notte della prima Pasqua, quando vegliarono e le porte erano chiuse e segnate col sangue dell’agnello.

Così anche noi vegliamo alle porte chiuse del tuo sepolcro, alla pietra tombale che è interamente permeata dalla morte dell’Agnello di Dio. Egli toglie i peccati del mondo. Chi “è stato battezzato nella sua morte”, diventa libero dal peccato, dall’eredità originaria del primo Adamo, e può “camminare in una vita nuova” come Cristo.

4. Per questo vegliamo. Abbiamo capito quale potenza ha la tua Ora. La nostra veglia non è soltanto una presenza. Non è soltanto una meditazione. È la pienezza della liturgia: Siamo quindi “completamente uniti” a te “con una morte simile alla tua” (cf. Rm 6, 5).

Infatti nel corso di questa notte, alla fine della tua ora, tu farai morire la morte! “O mors, ero mors tua!”.

Saremo quindi completamente uniti a te, mediante la risurrezione, alla gloria del Padre . . .

5. Tale è il messaggio della nostra veglia pasquale.

La Chiesa lo proclama, questa notte, al mondo intero. Lo proclama qui sulle orme degli apostoli. E lo proclama in tanti luoghi della terra.

Vi annunziamo una grande gioia che è l’“alleluia”.

L’“alleluia” della nostra vigilia pasquale. Prima dell’alba le donne che verranno alla tomba troveranno la pietra rotolata via dal sepolcro e sentiranno le parole: “è risuscitato” (cf. Lc 24, 2.6).

6. Quanto ci rallegriamo, perché a questa veglia pasquale prendete parte anche voi, cari fratelli e sorelle, catecumeni, che in questa notte riceverete il battesimo!

Vi salutiamo cordialmente e vi accogliamo nella comunità della Chiesa di Cristo. Voi provenite da diverse nazioni e popoli che sono sulla terra: Capoverde, Corea, Costa d’Avorio, Ecuador, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Italia, Jugoslavia, Portogallo, Singapore, Siria, Stati Uniti d’America, Svizzera, Ungheria e URSS. Siete stati radunati dalla fede, che con la potenza dello Spirito dà la vita.

Quanto ci rallegra la vostra presenza alle sorgenti del Salvatore!

Questa notte la Chiesa prepara il fonte battesimale per tutti coloro che devono rinascere “dall’acqua e dallo Spirito” (cf. Gv 3, 5); per tutti coloro che desiderano morire al peccato e vivere “per Dio in Cristo Gesù” (cf. Rm 6, 11).

7. Accostatevi, cari fratelli e sorelle!

La Chiesa gioisce che siete venuti. La Chiesa canta insieme a voi il salmo dei viaggiatori che si avvicinano alle sorgenti d’acqua.

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, / così l’anima mia anela, a te, o Dio / . . . ha sete di Dio, del Dio vivente”.

E chiede: “quando... vedrò il volto di Dio”? (Sal 42, 2-3). Cari fratelli e sorelle!

Sarete battezzati nella morte di Cristo.

La notte si sposta verso l’alba. L’ora del Redentore giunge al suo termine. Riceverete il battesimo per poter camminare in una vita nuova, come Cristo.

Egli ci rivelerà il volto del Dio vivente. Risorgerà per mezzo della gloria del Padre. Rivelerà la gloria che Dio ha preparato per coloro che lo amano (cf. 1 Cor 2, 9).

Celebriamo il Signore, perché è buono” (cf. Sal 106, 1).

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana

 

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