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SOLENNE CELEBRAZIONE IN OCCASIONE DELL’AMMINISTRAZIONE
DEL SACRAMENTO DELLA CRESIMA A 140 GIOVANI
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Basilica Vaticana - Domenica, 31 maggio 1987
1. “Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi” (Gv 14, 18). Il tempo
pasquale è anche il tempo della partenza di Cristo da questa terra. Come
leggiamo negli Atti degli Apostoli il quarantesimo giorno dopo la sua
risurrezione egli ascese al cielo (cf. At 1, 9). Gli apostoli invece
ritornarono a Gerusalemme dal monte degli Ulivi ed erano assidui nella preghiera
insieme con Maria, la madre del Signore (cf. At 1, 12.14).
Alla partenza del Risorto si unisce la promessa della venuta. Cristo
dice: “Non vi lascerò orfani ritornerò da voi” (Gv 14, 18), “vi vedrò di
nuovo e il vostro cuore si rallegrerà” (Gv 16, 22).
Il giorno della Pentecoste queste parole troveranno conferma. Cristo ritornerà
nella potenza dello Spirito Santo. Verrà nello Spirito Santo. E questa
sua nuova venuta - benché invisibile - giungerà direttamente ai cuori dei suoi
discepoli. Mediante la luce e la potenza che ritroveranno in sé nel giorno della
Pentecoste, gli apostoli risentiranno che il Signore è in mezzo a loro,
anche se diversamente da come era prima; che è in loro.
2. Da allora in poi la venuta di Cristo nella potenza dello Spirito Santo
diventerà principio di tutta la vita della Chiesa. Il che trova la sua
espressione nella struttura sacramentale.
Il sacramento del battesimo è una rinascita, cioè una nuova nascita dall’acqua e
dallo Spirito Santo (cf. Gv 3, 5). Mediante il battesimo - come
insegna san Paolo - partecipiamo alla morte salvifica di Cristo, alla sua
risurrezione: moriamo insieme con lui per risuscitare insieme con lui alla vita
nuova in Dio.
Questa è una realizzazione spirituale del mistero pasquale in ciascuno di noi:
tutti nasciamo alla vita divina insieme con il “passaggio” di Cristo
dalla morte alla vita.
Come la Pasqua trova il suo completamento nella Pentecoste, così il
sacramento del battesimo si completa nella cresima. Mediante la cresima
in ogni battezzato deve confermarsi - per opera dello Spirito Santo - una
maturità della fede simile a quella che si è manifestata negli apostoli il
giorno della Pentecoste.
3. Voi che ricevete oggi questo sacramento, siate consapevoli che con le parole
del Vescovo prega con voi e per voi tutta la Chiesa:
“Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato
questi tuoi figli dall’acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato,
infondi in loro il tuo Spirito Santo Paraclito” (cf. Ordo confirmationis,
25).
E nello stesso tempo siate consapevoli che è Cristo che prega per voi il
Padre così come ha pregato nel Cenacolo la vigilia della sua passione:
“Io prego per loro” (Gv 17, 9).
Partendo da questo mondo Cristo ha pregato per i suoi discepoli, quelli che
allora erano con lui e per tutti fino alla fine del mondo: prego “per quelli
che per la loro parola crederanno in me” (Gv 17, 20).
Con tale coscienza ricevete oggi la sacra confermazione. L’unzione, che
riceverete fra alcuni istanti, vi inserisca nella corrente della preghiera
sacerdotale di Cristo. Della preghiera che continua di generazione in
generazione.
Quando i padrini e le madrine, testimoni della cresima, mettono le mani sulle
spalle di ciascuno e di ciascuna di voi, compiono un gesto che è anche una certa
espressione della continuità della fede e della testimonianza, la quale
dura nella Chiesa sin dal giorno della Pentecoste.
Quindi anche voi dovete essere fortificati nella fede. Anche voi dovete
diventare testimoni del Crocifisso e Risorto così come il giorno di
Pentecoste lo diventarono gli apostoli.
Essere testimone vuol dire essere fortificato nella verità di Cristo, per
poter, in seguito, fortificare gli altri.
4. Gesù Cristo mediante la sua morte e risurrezione ha “potere sopra ogni
essere umano” (cf. Gv 17, 2). Questo non è un potere temporale, perché il
suo regno non si misura con un metro puramente temporale.
Mediante la sua obbedienza salvifica, mediante la sua totale dedizione al Padre,
Gesù Cristo ha ricevuto “potere in cielo e in terra” (cf. Mt 28,
18), per “dare la vita eterna” a tutti coloro che il Padre gli ha
affidato.
Ciascuno di voi, che riceve oggi la cresima, è affidato a Cristo redentore
dell’uomo.
Ed egli, Cristo, vuole affidare a ciascuno di voi tutto ciò che il Padre
ha affidato a lui stesso. Come agli apostoli all’inizio della Chiesa, così
affida anche a voi in questa fase della storia della Chiesa, in cui vi è dato a
vivere. Cristo vi affida le parole della vita eterna: “Questa è la vita
eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù
Cristo” (Gv 17, 3).
La testimonianza che dovete rendere a Cristo in mezzo alle diverse condizioni e
circostanze della vita terrena, contiene quindi in sé - già qui sulla terra -
l’inizio della vita eterna in Dio, alla quale siamo chiamati mediante la
croce e la risurrezione di Cristo.
5. Questo inizio e tutta la via della fede che ciascuno e ciascuna di voi deve
passare qui, sulla terra, nella comunità della Chiesa, per volontà di Cristo
sono dalla Chiesa stessa offerti e affidati oggi allo Spirito Santo. A colui che
è il Consolatore e lo Spirito di verità.
La Chiesa chiede per i cresimati i doni di questo Spirito: il dono della
sapienza e dell’intelletto, il dono della scienza e del consiglio, il dono della
fortezza, della pietà e del timore di Dio, perché non manchi mai ai vostri cuori
e alle vostre coscienze una santa sensibilità nei riguardi di Dio e della sua
azione salvifica in noi.
Dite quindi insieme col salmista: “Il Signore è mia luce e mia salvezza / di
chi avrò paura? / Il Signore è difesa della mia vita, / di chi avrò timore?”
(Sal 27, 1).
Abbiate sempre il coraggio di vivere e di operare nello Spirito di Cristo. Siate
forti!
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Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana
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