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MESSA IN ONORE DI SANT’ADALBERTO,
VESCOVO DI PRAGA E PATRONO DELLA POLONIA
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Sabato,
23 aprile 1988
Carissimi Fratelli e Sorelle, miei Connazionali,
abbiamo reso grazie per la professione di fede pronunciata quasi mille anni
fa ormai sulle rive del Baltico. Abbiamo ringraziato per le parole di san
Paolo “La mia vita, infatti, è Cristo e morire mi è un guadagno” (Fil
1, 21), le stesse parole che ha pronunciato il nostro patrono, sant’Adalberto,
Vescovo di Praga, martire. Egli si è collocato agli inizi della storia della
Chiesa nella nostra patria ed all’inizio della storia della nostra nazione, la
quale allora, all’epoca dei primi membri della dinastia dei Piast, si stava
unificando, sviluppando la propria struttura nazionale in varie direzioni. Era
un missionario: ogni missionario possiede due patrie ed anche lui portava nel
suo cuore il ricordo, un doloroso ricordo, della sua patria d’origine, perché
era Vescovo di Praga in Boemia. Se è andato in Polonia, vuol dire che aveva
dovuto lasciare quella sua sede. Aveva dunque la sua prima patria e poi la sua
seconda patria, quella missionaria, la terra dei “Polanie”, Gniezno. Da lì è
partito per la missione verso il mar Baltico dove poi ha subito il martirio.
Oggi 23 aprile, giorno del suo martirio ricordiamo la figura del più antico
patrono della Polonia seguendo le tappe della sua biografia, della sua vita
terrena da quella patria dalla quale è partito fino a quella sua sede, e
preghiamo come abbiamo già fatto durante l’Eucaristia, per i nostri fratelli,
i nostri vicini, per la Chiesa nella loro patria, per il Vescovo di Praga,
Cardinale Frantiésèc Tomàsèc, un personaggio straordinario, chiedendo a Dio di
concedergli molte forze spirituali e fisiche affinché possa continuare a dare
la sua testimonianza come successore di sant’Adalberto nella sede di Praga.
Tutte le nostre riflessioni, le nostre preghiere unite all’Eucaristia siano
concluse ed incoronate dalla benedizione che impartiamo in modo particolare
alla prima e poi alla seconda patria del nostro Santo patrono, raccomandando a
Dio che è Padre e Figlio e Spirito Santo tutte le cose, tutte le nostre cose
quotidiane, sia in Polonia che in Cecoslovacchia. Possa compiersi tra noi il
mistero di quel seme che cadendo in terra muore per produrre molto frutto.
© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana
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