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RITO PENITENZIALE PER L’INIZIO DELLA
QUARESIMA NELLA BASILICA DI SANTA SABINA
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Mercoledì delle Ceneri, 8 febbraio
1989
1. “Il Padre tuo, che vede nel segreto” (Mt 6, 4; 6, 18). Oggi
iniziamo la Quaresima. Questo, nella vita della Chiesa, è un tempo
particolare: un tempo forte.
Sin dal primo giorno, la liturgia ci rivolge parole “forti”. Parole
fondamentali. Con la potenza di queste parole ci prepara a vivere bene questo
periodo di quaranta giorni. La verità della Quaresima è profonda. Invita pure
a una particolare concentrazione spirituale, a una intensa vita di fede.
Dobbiamo ritrovarci dinanzi a colui che “vede nel segreto” e che è il
nostro Padre.
2. Durante la liturgia delle ceneri la Chiesa rivolge ai fedeli parole
forti. Tali certamente sono quelle che vengono oggi ricordate a ciascuno di
noi: “Sei polvere e in polvere tornerai” (Gen 3, 19).
Siamo tutti unanimi circa l’evidenza di questa verità. Le parole del libro
della Genesi parlano della morte, della legge della morte, che sin dall’inizio
accompagna la storia dell’uomo sulla terra.
La morte è parte dell’uomo sulla terra, benché Dio l’abbia creato per la
vita.
La legge della morte ha le sue radici nel peccato. È il peccato
dell’origine umana, quando l’uomo accettò come motivo della sua esistenza e
del suo comportamento il “diventerete come Dio, conoscendo il bene e il male”
(Gen 3, 5); cioè: sarete voi a decidere di essi. Così dunque le parole
“sei polvere e in polvere tornerai” parlano dell’eredità del peccato
originale.
Accettiamo l’evidenza di queste parole, che viene confermata
dall’esperienza della storia umana.
Siamo tuttavia chiamati a ritrovare, in questo tempo di salvezza, quella
verità più profonda, che sta nascosta nelle parole del libro della Genesi. Per
ritrovarla dobbiamo entrare nella stanza interiore del nostro “io” umano per
trovarci insieme con il creatore e Padre, che “vede nel segreto”.
3. Nel corso della liturgia delle ceneri la Chiesa pronuncia parole forti.
Tra queste ce n’è anche una - forte e fondamentale - che ci esorta:
“convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15).
Non possiamo fermarci alla soglia della storia umana. Dobbiamo proseguire -
dobbiamo andare fino in fondo, seguendo lo sguardo di Dio che “vede nel
segreto”. Che fa permeare la storia dell’uomo e la storia del creato con la
novità del suo Vangelo.
Convertitevi! Questa parola forte pronuncia oggi la Chiesa insieme con
Cristo. Essa funge da ambasciatrice per Cristo (cf. 2 Cor 5, 20).
Sull’esistenza terrena dell’uomo grava non soltanto la sentenza originale:
“in polvere tornerai”, ma anche la chiamata pronunciata da Dio, costantemente
ripetuta dalla Chiesa, e oggi con una forza particolare: “Lasciatevi
riconciliare con Dio” (2 Cor 5, 20). Lasciatevi riconciliare . . .
credete al Vangelo!
Sapete che cosa questo annuncia? Annuncia che Dio trattò da peccato in
nostro favore colui che non aveva conosciuto peccato, perché noi potessimo
diventare per mezzo di lui giustizia di Dio (cf. 2 Cor 5, 21).
Proprio questo è il Vangelo: la buona Novella! In nome della buona
Novella, la Chiesa impone oggi le ceneri sul nostro capo. Come se dicesse:
Ritrovate in questo segno della morte dell’uomo la promessa della vittoria
sulla morte. Ritrovate nelle ceneri, messe sul vostro capo, la potenza
salvifica della vittoria sul peccato. Questa è la potenza di Cristo
crocifisso; in lui diventiamo giustizia di Dio.
4. Tale è l’appello della Quaresima, che la Chiesa oggi rivolge ai fedeli
con una forza particolare.
Per poter ascoltare questo appello, per poter penetrare nella sua
profondità salvifica, per poter rinascere spiritualmente mediante esso -
sono necessari: l’elemosina, la preghiera e il digiuno.
Con tutto questo occorre pure entrare nella camera (cf. Mt 6, 6),
nella stanza interiore del nostro cuore e della nostra coscienza, - e
rimanervi insieme con il Padre “che vede nel segreto”.
Occorre lasciare che lo sguardo di Dio operi in noi. Occorre creare uno
spazio interiore per l’agire salvifico di Dio. Occorre! Che in questa
Quaresima, più che mai, la nostra vita sia nascosta con Cristo in Dio (cf.
Col 3, 3). “Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt
6, 4; 6, 18).
© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana
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