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VIAGGIO APOSTOLICO IN ESTREMO ORIENTE E A MAURITIUS

SANTA MESSA NELLO STADIO DI LA FERME

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Isola di Rodrigues (Mauritus) - Domenica, 15 ottobre 1989

 

1. “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri” (Is 2, 3).

Questo è l’invito che ci rivolge il profeta Isaia nel corso di questa liturgia. Noi rispondiamo con sollecitudine venendo insieme a chiedere al Signore la “Gioia” e la “Speranza” che le campane dello Spirito Santo, che portano questi nomi, annunciano a coloro che si recano alla dimora di Dio.

Cari fratelli e sorelle di Rodrigues, buongiorno! Vi saluto di tutto cuore e vi dico quanto sono lieto di essere con voi oggi per celebrare l’Eucaristia.

Rivolgo il mio saluto fraterno al vostro Vescovo, Cardinale Jean Margéot, e lo ringrazio per la sua presentazione della vostra comunità. Saluto cordialmente i suoi collaboratori, in particolare monsignor abate Adrien Wiehe, vicario episcopale di Rodrigues.

Alle autorità civili giunte a questa celebrazione liturgica, porgo i miei deferenti saluti e li ringrazio per la loro presenza.

2. Il Vangelo che abbiamo udito si situa per così dire nel proseguimento dell’appello lanciato da Isaia nella prima lettura: “Saliamo sulla montagna” diceva il profeta, e il Vangelo, facendogli eco, afferma che vedendo le folle che lo seguivano, Gesù “salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava” (Mt 5, 1-2).

Gesù comincia il discorso della montagna con otto beatitudini. Noi le abbiamo appena ascoltate nel Vangelo di san Matteo. Sì, per mezzo delle beatitudini, Cristo ci mostra i cammini della salvezza. Sono le vie dei poveri di spirito, degli afflitti, di coloro che hanno fame e sete di giustizia, dei miti e dei misericordiosi, di coloro che hanno il cuore puro e di coloro che sono perseguitati a causa della giustizia (cf. Mt 5, 3-10).

Coloro che prendono queste “vie del Signore” sono “beati”, dice Cristo, perché arriveranno al tempio del Dio vivente.

Il tempio è un luogo di consolazione. La fame e la sete di giustizia vi trovano appagamento. È la dimora della misericordia dove i figli di Dio ottengono la visione eterna. Questo tempio è il Regno di Dio.

3. Cristo guida i suoi discepoli verso la realizzazione delle otto beatitudini. Soprattutto, egli stesso le realizza. Egli stesso infatti, è povero di spirito, mite e misericordioso. Egli stesso ha conosciuto le pene e le sofferenze della vita. Egli stesso ha avuto fame e sete di una giustizia più grande. Egli stesso è stato perseguitato a causa della giustizia: egli è arrivato a subire la passione e la morte sulla Croce.

Gesù ci chiama a prendere le vie delle beatitudini, non soltanto con le sue parole, ma con la testimonianza della sua vita.

“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi” (Mt 5, 11-12).

4. È così soprattutto che è stato perseguitato il più grande di tutti i profeti, colui nel quale si sono compiute tutte le profezie: Gesù Cristo.

Venite, saliamo insieme sulla montagna del Signore! Dalla montagna delle beatitudini, camminiamo anche verso la montagna del Calvario. Là si trova veramente il tempio del Dio di Giacobbe: del Dio vivente. Il tempio del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Dalla cima di questa montagna, Cristo ci insegna l’amore di Dio per il mondo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).

5. È questo il motivo per cui, come abbiamo sentito nella seconda lettura di questa Messa, l’apostolo san Paolo esclama: “Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti” (2 Tm 2, 8). La Croce e la Risurrezione di Cristo sono come un ultimo appello a prendere i sentieri delle beatitudini. In realtà, “Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anche egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso” (2 Tm 2, 11-13).

6. Montagna delle beatitudini e montagna del Calvario. La vostra comunità è chiamata, come ogni comunità cristiana, a salire su tutte e due.

Per lungo tempo, Rodrigues sembra avere vissuto tranquillamente, come una grande famiglia unita, in cui tutti si conoscono e in cui nessuno è emarginato. E all’improvviso, c’è preoccupazione per il futuro, c’è la prova.

Effettivamente, la vita moderna ha raggiunto le sponde dell’isola. Strade asfaltate, elettricità arrivano contemporaneamente ai mezzi di comunicazione sociale. In sé, questi sono progressi notevoli, ma, come altre società, Rodrigues subisce in pieno delle influenze, come quelle dei video, che minacciano di fatto la stabilità delle famiglie. Così le famiglie devono affrontare delle gravi sfide. Occorre loro molta volontà per salvaguardare i i valori tradizionali, per mantenere salda l’istituzione familiare dove ci si forma alla vita per il bene del Paese, e dove sono chiamate a nascere le vocazioni di cui l’isola ha bisogno per il servizio al Popolo di Dio.

Altre difficoltà ancora sorgono nel campo del lavoro. In precedenza, Rodrigues era considerata “il granaio dell’isola di Mauritius” e i suoi abitanti avevano la reputazione di essere dei grandi lavoratori. Oggi, l’attaccamento dei Rodrighesi alla propria terra è stato scosso. E devono resistere alla tentazione di diventare degli assistiti. Allo stesso modo, i giovani, di fronte alla disoccupazione, lasciano il proprio Paese, e quelli che resistono hanno difficoltà ad attivarsi per prendere in mano il futuro di questa isola.

7. Che fare di fronte a queste difficoltà?

Anzitutto, conservare una grande fiducia in Dio, che vuole la nostra felicità e che, nel Vangelo, ci mostra le vie da prendere per essere felici. “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Rm 8, 28). Il vostro amore per Dio vostro Padre sia sempre più svincolato dagli atteggiamenti irrazionali o dalle seduzioni “magiche” che rendono schiavi!

Nel suo sviluppo, Rodrigues viene aiutata da diversi organismi presenti sul suo territorio. Anche la Chiesa è al servizio dell’uomo rodrighese, “lavora per la riuscita dell’uomo”, per sostenerlo e rasserenarlo nella sua fedeltà al Vangelo. Mentre annuncia agli uomini la buona Novella dell’amore fedele di Dio e della salvezza in Cristo, la Chiesa illumina anche le loro attività quotidiane per aiutarli a corrispondere al disegno di Dio e a soddisfare le loro aspirazioni profonde.

Sotto la guida dei vostri Pastori, cercate di conoscere meglio la dottrina sociale della Chiesa. I laici responsabili, che si impegnano nei settori sociali, economici o politici, agiscano sempre più secondo lo spirito del Vangelo e trasmettano le loro convinzioni alle giovani generazioni all’insegna del dialogo e della riflessione comune!

Cari amici di Rodrigues, diffondete intorno a voi l’amore per la vostra terra, questa terra che vi dà la vostra identità culturale; incoraggiate il gusto per il lavoro ben fatto, lo spirito di iniziativa, particolarmente tra i giovani, che una formazione accademica più approfondita rende ancora più creativi; conservate una sana fierezza di dipendere dal lavoro delle vostre mani: è questo che rende l’uomo ancora più degno e più rispettabile. “Rodrigues, tieniti forte sui tuoi due piedi”.

8. Del vostro patrimonio, che dovete arricchire e trasmettere, la fede è un tesoro che va stimato al di sopra di tutto. Essa ha un ruolo da svolgere per l’avvenire di Rodrigues, così come ha contribuito, in passato, ad aiutare l’uomo rodrighese a camminare verso il progresso. Proseguite nella Chiesa lo sforzo di formazione a tutti i livelli: animazione delle comunità, catechesi nei villaggi, gruppi di riflessione per le vocazioni religiose e sacerdotali.

E, a proposito delle vocazioni, lasciate che vi inviti a pregare il Signore della messe perché vi siano a Rodrigues degli operai per la messe in questa isola. Dopo il magnifico lavoro compiuto dai sacerdoti, dai religiosi e dalle religiose venuti da altrove per seminare la fede, sta ora a voi costruire la Chiesa del terzo millennio. In particolare dico a voi giovani: “L’avvenire è nelle vostre mani”.

9. Fratelli e sorelle di Rodrigues, “cantate al Signore un canto nuovo” (Sal 97). Queste parole erano sulle nostre labbra durante la liturgia della Parola. Sì, cantate al Signore un canto nuovo: il canto che sgorga dalla fede in Cristo crocifisso e risorto, vincitore del male e della morte; il canto ispirato dalla verità evangelica delle otto beatitudini.

Venite, “camminiamo nella luce del Signore” (Is 2, 5). La Parola del Signore sia per tutti voi un messaggio di riconciliazione e di pace! La vostra attività sia rivolta allo sviluppo del Paese, come suggerisce ancora il profeta Isaia: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci” (Is 2, 4). Così, gareggiando in zelo per il progresso della vostra diletta isola, sarete gli uni per gli altri fautori di pace, con la benedizione di Dio: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5, 9).

Cari figli e figlie di Rodrigues, camminate nella luce del Signore, affinché tutti voi otteniate la salvezza in Gesù Cristo con la gloria eterna! Amen.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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