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CELEBRAZIONE EUCARISTICA NEL PONTIFICIO COLLEGIO LITUANO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 1° luglio 1990

 

1. “Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte . . . siamo dunque stati sepolti insieme con lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti . . . così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6, 3).

Tre anni or sono abbiamo celebrato un grande anniversario: i 600 anni del Battesimo della Lituania. Esso è stato celebrato in Lituania insieme con tutti i credenti di quella nazione; ma è stato celebrato anche “ad limina Apostolorum” nella basilica di San Pietro. Alla Chiesa che è in Lituania si è unita nella celebrazione di questo grande anniversario non solo Roma, ma tutte le Chiese, specialmente quelle del continente europeo.

In questo giorno commovente ci è stato dato di unire alla dinastia spirituale di san Casimiro, patrono della Lituania, un nuovo beato: Giorgio Matulaitis, l’arcivescovo restauratore della Congregazione dei Mariani.

E quanti altri testimoni della croce e della risurrezione di Cristo in virtù del proprio martirio si dovrebbero ancora associare! Ci sono tanti “santi”, i cui nomi soltanto Dio conosce e che rimangono ignoti ai fedeli.

2. In Lituania c’è un luogo unico e particolare. Il colle delle croci. Un bosco di croci, grandi e piccole, cresce su questo colle. Non si è riusciti ad estirparle. Crescono sempre di nuovo. Oggi crescono particolarmente numerose.

Di recente il card. Vincenzo Sladkevicius con tutti i vescovi e con una moltitudine di fedeli, convenuti nella cattedrale di Vilnius per commemorare le vicende dolorose di questo luogo santo, hanno implorato Gesù crocifisso, affinché abbrevi i giorni della dura prova, a cui il popolo credente lituano continua ad essere sottoposto.

Possa il Signore concedere loro questa grazia, assicurando la vittoria della croce.

La croce è diventata il segno particolare dei Lituani: delle persone, delle famiglie, delle comunità e di tutta la società. La croce ci fa ricordare la morte di Cristo e la nostra redenzione. Per questo la croce è unita strettamente al mistero del battesimo, come afferma san Paolo.

Sulla soglia della nostra vita siamo immersi insieme con Cristo nella sua morte. Sei secoli fa i vostri antenati furono immersi per mezzo del battesimo nella morte redentrice di Cristo. E questo battesimo-immersione nella morte è vivificante: insieme con Cristo entriamo nella nuova vita. Questa vita ha origine nella sua risurrezione.

Il popolo che con tanta costanza e così fervorosamente si reca in pellegrinaggio su quel colle per piantarvi le croci, è lo stesso popolo che crede nella vita! “Beato il popolo che ti sa acclamare e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto” (Sal 89, 16).

3. Celebrando il sacrificio di Cristo, ci uniamo oggi al mistero pasquale del nostro Redentore. In questo sacrificio eucaristico ritroviamo tutta l’eredità della croce e della risurrezione di Cristo. Desideriamo quindi al “grido forte” del nostro Redentore associare la voce di tutti i nostri fratelli e sorelle in Lituania e fuori delle sue frontiere.

Il Signore ha già concesso alla Lituania una grande grazia per il fatto che la voce di questa piccola, ma nobile Nazione, è in grado di farsi sentire dappertutto. Imploriamo il Crocifisso perché i cattolici lituani, in mezzo alle altre comunità ecclesiali dell’Europa centrale, possano vivere in serenità e pace; perché i giovani accettino di seguire Gesù sulla Via crucis, disposti a servire la Chiesa sia nel ministero sacerdotale, sia in quello laicale.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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