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MESSA IN RICORDO DEI PONTEFICI PAOLO VI E GIOVANNI PAOLO I

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Altare della Cattedra - Venerdì, 28 settembre 1990

 

1. Ci riunisce, attorno all’altare del Signore, l’annuale ricordo della pia morte dei miei venerati predecessori, i Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo I.

La testimonianza della loro vita e l’eco del loro fecondo servizio alla Chiesa non si sono spenti nella memoria di tutti noi. In particolare, vorrei sottolineare, in questa circostanza, il loro costante impegno per la pace. Della pace sono stati entrambi maestri e testimoni; della pace sono stati anche, con ogni mezzo, intrepidi difensori e attivi costruttori.

“La nostra vocazione - disse Paolo VI nel corso della sua visita alla Sede dell’ONU (1965) - è di far fraternizzare non già alcuni popoli, ma tutti i popoli”). E nell’enciclica Populorum progressio (n. 84), rivolgendosi ai responsabili delle Nazioni, così si espresse: “Su voi incombe l’obbligo di mobilitare le vostre comunità ai fini di una solidarietà mondiale più efficace”. In tale prospettiva, con paterna trepidazione auspicava che il pericoloso fronteggiarsi delle forze fosse sostituito da una “collaborazione amichevole, pacifica e disinteressata per uno sviluppo solidale dell’umanità”.

2. Con non minore chiarezza Giovanni Paolo I, all’inizio del suo breve pontificato, manifestò il fermo proposito di promuovere la pace e in tal senso sono ben scolpite nella nostra mente le parole del primo radiomessaggio al mondo cattolico: “Vogliamo favorire - egli affermò - tutte le iniziative lodevoli e buone che possano tutelare e incrementare la pace nel mondo turbato: chiamando alla collaborazione tutti i buoni, i giusti, gli onesti, i retti di cuore, per far argine, all’interno delle Nazioni alla violenza cieca . . . e, nella vita internazionale, per portare gli uomini alla mutua comprensione”.

3. L’eredità spirituale di entrambi, le loro esortazioni accorate sono particolarmente attuali in questo momento in cui sembra incombere sull’umanità il rischio di una guerra e dilaga la violenza omicida. Ne siamo tutti profondamente consapevoli. È in gioco la pacifica convivenza degli uomini; è in gioco il nostro stesso futuro.

Mentre proseguiamo nella celebrazione eucaristica dedicata al ricordo dei due grandi Pontefici, invocando per loro da Dio il premio eterno, vogliamo anche implorare per il mondo il dono della vera pace, confidando per questo anche nella loro preghiera presso il Signore, principe della pace.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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