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VISITA PASTORALE A GENOVA

SANTA MESSA IN PIAZZA DELLA VITTORIA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Genova - Domenica, 14 ottobre 1990

 

Maria è in cammino . . .

1. Si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta la casa di Zaccaria e di Elisabetta. Elisabetta, all’arrivo di Maria, comprese il significato di tale visita. Senza bisogno che la Vergine parlasse, comprese Chi entrava in casa sua. Del resto, era possibile esprimere con parole un simile evento? Occorreva un’altra luce, occorreva una profonda intuizione della fede: “Elisabetta fu piena di Spirito Santo” (Lc 1, 39-40. 42).

Solo grazie alla luce dello Spirito Santo può essere riconosciuto Colui che, per opera sua, è stato concepito nel seno della Vergine. Solo grazie alla luce dello Spirito Santo vengono riconosciuti il Figlio e la Madre: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1, 43). Risuonano, così, sulla soglia della casa di Zaccaria, parole che conducono nel futuro . . . lontano.

2. Allora anche Maria comincia a parlare. Il mistero che porta in sé trova espressione nelle sue parole. E sono parole di gioia e di adorazione: “L’anima mia magnifica il Signore / e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, / perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1, 46-47).

La gioia della serva del Signore! Questa gioia si proietta lontano . . . nel futuro: di generazione in generazione. Di generazione in generazione infatti durerà ciò che l’Onnipotente ha fatto in Maria e per mezzo di Maria. In lei sono iniziate le “grandi cose” (“magnalia Dei”); sono iniziate e dureranno. La gioia della Madre di Dio si espande nei secoli.

Le parole pronunciate nella casa di Elisabetta echeggiano nei cuori e sulle labbra degli uomini. La Chiesa le riprende tutti i giorni nella celebrazione dei vespri. In quante lingue e culture risuona quel canto di gioia e di adorazione che è il “Magnificat”!

Poteva l’umile Serva dire di se stessa: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata”? Poteva fare una simile affermazione? Sì, lo poteva. Quelle parole erano dettate dallo Spirito Santo, che è Spirito di Verità. Esse avrebbero trovato puntuale realizzazione, perché dettate dallo Spirito di verità. E la verità è sempre umile.

3. Maria è in cammino . . . Anche nella vostra arcidiocesi, carissimi fratelli e sorelle, Maria è passata nel corso dei secoli. Voi ricordate oggi la visita di 500 anni or sono sul monte Figogna, ma sapete bene che innumerevoli altre volte la Vergine Santa è stata presente nelle vicende della vostra città.

Anche oggi Maria bussa alle porte di Genova, chiede ospitalità a questa comunità ecclesiale, per ripetere in essa e con essa il suo cantico di lode: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”. Grandi cose ha fatto Dio nel passato in questa città di Genova! Grandi cose egli intende compiere anche nel presente. Saprà Genova corrispondere all’iniziativa di Dio? Saprà ripetere con Maria il “fiat” dell’accettazione generosa e dell’impegno concorde, per rilanciare i valori evangelici in un mondo che cambia in modo tanto rapido e profondo?

Il piano pastorale, che sotto la guida del vostro arcivescovo avete elaborato e avviato, mira proprio a questo: stimolare e coordinare l’impegno di tutti per assicurare una presenza più incisiva della comunità cristiana nel contesto sociale della città. “Insieme crescere in Cristo per servire”: questo il tema centrale del piano. Vi invito, carissimi fratelli e sorelle, a ispirare ad esso la vostra azione in ogni parrocchia, nei movimenti, nei gruppi e in tutte le strutture diocesane.

Nella nuova evangelizzazione, che tende a riproporre l’annuncio della salvezza all’uomo d’oggi, tutti sono invitati a collaborare con la varietà dei carismi e la ricchezza delle proprie energie spirituali. Penso in particolare alle famiglie e alla pastorale familiare come pure al vasto campo della solidarietà sociale e della promozione umana, che già vede coinvolti numerosi volontari, soprattutto giovani. Mi riferisco all’azione vocazionale, alla pastorale giovanile e alla cura dei chiamati al ministero sacerdotale e alla vita consacrata. Mi compiaccio dello slancio missionario che vi anima e dell’attenzione che prestate alla formazione cristiana dei laici, ai quali pure è affidata l’opera dell’evangelizzazione.

Perseverate su tale cammino, non abbiate paura! Maria vi accompagna nel pellegrinaggio della fede che anche la vostra comunità è chiamata a compiere, stretta attorno al suo pastore, il carissimo card. Giovanni Canestri, al quale rivolgo un affettuoso saluto, che estendo a tutti i presuli della Liguria e ai vescovi intervenuti a questa solenne celebrazione. Ringrazio e abbraccio, inoltre, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutti coloro che sono attivamente impegnati nell’azione pastorale. Rivolgo un deferente pensiero alle autorità presenti. Saluto in maniera tutta particolare gli ammalati, i sofferenti e gli anziani. Ad ognuno l’invito pressante a proseguire nell’itinerario della santificazione con verità e umiltà.

4. Maria è in cammino . . . “Si mise in viaggio verso la montagna”, per avere cura della sua parente, prossima ormai a dare alla luce un figlio.

Per la prima volta Maria ci appare come protettrice. Dalla croce sul Golgota, dal cenacolo della Pentecoste la sua protezione si estenderà, poi, in modo così discreto e insieme così efficace. In modo così materno. Si estenderà sulla Chiesa, sugli uomini, sulle nazioni, su tutte le città.

Si estenderà, in particolare, sulla vostra Genova, città di lunga e ricca tradizione marinara, sulla quale la Madonna della Guardia, quale celeste patrona, veglia da secoli con sollecitudine materna. Vegliava Maria sulla vostra città al tempo del fiorente sviluppo commerciale; vegliava quando, da qui, Cristoforo Colombo partì per porsi al servizio del Re di Castiglia e salpare verso oceani sconosciuti, al di là dei quali avrebbe scoperto una terra nuova. A bordo portava la croce. Con essa giunse nel nuovo mondo anche la presenza fedele della Madre di Dio; giunse la sua materna protezione.

5. È ormai vicino il 5° centenario di un così importante evento. Le debolezze e gli errori degli uomini non hanno potuto impedire alla materna protezione di Maria, iniziata ai piedi della croce, di estendersi sul nuovo continente; essa anzi ha segnato in profondità la coscienza e i cuori di quelle popolazioni.

“Santo è il nome” di Colui che ha manifestato con la croce il suo amore infinito, l’amore di un Dio che s’è fatto uomo per salvare l’uomo. Nella croce egli ha rivelato “la potenza del suo braccio”, che innalza gli umili, disperde i superbi nei pensieri del loro cuore e rimanda a mani vuote i ricchi (cf. Lc 1, 46-55).

6. “Madonna della Guardia”, volgi il tuo sguardo su questa città, che si estende ai piedi del tuo santuario. Proteggi questa città, proteggi l’Italia e tutti i Paesi della vecchia Europa!

Tu che hai creduto, rinnova la fede degli uomini e dei popoli di questo antico continente, che per primo ha accolto la grazia del Vangelo e la missione di annunziarlo nel mondo.

Rinnova la fede degli uomini e dei popoli, tentati di cedere allo spirito mondano e all’indifferenza morale. Attraverso il continente europeo sono passate ondate di sapienza divina e anche di sapienza umana, nata dallo Spirito di Verità. Rinasca questa Sapienza! Rinasca la Sapienza, grazie alla quale l’uomo abbraccia non soltanto ciò che è visibile e limitato, ma anche l’Invisibile e l’Infinito; non solo ciò che è temporale e caduco, ma anche l’Eterno e l’Immortale. Rinasca la Sapienza, quella Sapienza che in te, Madre di Dio e Vergine, si è fatta carne.

Tu, Maria, diventata particolarissima “dimora di Dio con gli uomini” (Ap 21, 3), fa’ che l’uomo non abbandoni mai tale dimora, non abbandoni mai Dio. Fa’ che la nostra casa europea non rimanga vuota!

“Passa la scena di questo mondo” (1 Cor 7, 31). Ma se ne va forse senza ritorno? Tu, Madre di Dio-Uomo, contempli già “un nuovo cielo e una nuova terra”, “la città santa, la nuova Gerusalemme scendere dal cielo . . . pronta come una sposa adorna” (cf. Ap 21, 1-2).

Tu la vedi! La vedevi già in questo mondo, nel tuo pellegrinaggio di fede; la vedi ora nell’eterna dimora di Dio. Tu sei per noi, sulla terra, come la rivelazione e il segno di questa dimora celeste. “Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà “Dio-con-loro” (Ap 21, 3).

Sede della Sapienza! Madre dell’Eterno Verbo! Recati, ancora una volta, “in fretta”, nelle numerose città, nei paesi e in ogni contrada del continente europeo, in ogni contrada del mondo, così come, un tempo, sei accorsa presso Elisabetta. Mettiti ancora una volta in cammino, perché l’uomo contemporaneo possa riconoscere te e il Figlio tuo.

“Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1, 42-43). A che lo dobbiamo noi?

Vieni, Madre del Signore! E cammina con noi, Maria! Amen!

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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