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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA DI SANTA DOROTEA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 17 febbraio 1991

 

Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase 40 giorni tentato da Satana” (Mc 1, 12).

1. Con queste scarne parole l’evangelista Marco descrive la prova subita da Gesù, prima di iniziare la sua missione. È una prova da cui il Signore esce vittorioso e che lo rende idoneo ad annunciare il Vangelo del Regno, chiamando tutti ad accoglierlo nella fede, in un atteggiamento di conversione, per diventare suoi discepoli.

Carissimi fratelli e sorelle, nei 40 giorni della Quaresima, appena iniziata, anche la vostra comunità cristiana è sospinta dallo Spirito ad entrare nel deserto... In quel clima spirituale, cioè, dove attraverso l’ascolto assiduo della Parola di Dio, la preghiera intensa, la carità operosa, è dato ai battezzati di entrare in un più intenso dialogo con il Padre, che sta nei Cieli, per abbandonare gli “idoli” di questo mondo, per maturare le scelte coraggiose in ordine ad una autentica fedeltà alle esigenze evangeliche e per riscoprire una forte solidarietà con i fratelli.

Entriamo, dunque, in questo “tempo propizio” di purificazione e di illuminazione. Entriamoci tutti e usciamone rinnovati, seguendo Cristo nostra guida, nostro maestro e modello. Percorriamo questo “itinerario spirituale”, lasciandoci condurre dallo Spirito, che vuol fare di ciascuno di noi una “nuova creatura”, capace di annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti gli uomini.

2. Il cammino nel “deserto”, che la Chiesa è sospinta a compiere nei 40 giorni di Quaresima, acquista un ricco significato, uno spessore salvifico e comporta scelte impegnative di rinnovamento, che è opportuno porre in risalto. L’itinerario quaresimale prende le mosse da una forte convinzione di fede. Dalla consapevolezza, cioè, che nel cammino non si è soli e abbandonati a se stessi, ma si è condotti dallo Spirito. Quello stesso Spirito dato a Cristo e che è stato partecipato ai credenti nel battesimo, il primo dei sacramenti della nuova Alleanza.

La prima lettura di questa celebrazione eucaristica in chiave profetica di figura e di annuncio, e la seconda, che ne dichiara l’adempimento in Cristo e nella Chiesa, offrono la giusta comprensione dell’evento compiutosi con il “passaggio” dalla morte alla vita, realizzato nel battesimo.

Attraverso le acque del diluvio, Dio ha distrutto il peccato di ribellione degli uomini e ha dato origine ad una nuova umanità riconciliata con Lui. Ne è conferma l’Alleanza fatta con Noè, simboleggiata nel segno dell’arcobaleno, quasi un arco da caccia che è stato appeso sulle nubi, per indicare una pacificazione universale e cosmica che non dovrà essere più turbata. Si è di fronte ad una proclamazione della vittoria di Dio e della sua misericordia nei confronti di un mondo sempre tentato di ribellarsi a Dio e di fare a meno di Lui.

La Quaresima, perciò, deve condurci a prendere sempre più coscienza di quanto lo Spirito, invocato nel battesimo, ha operato in noi, in modo che possiamo rinnovare con maggior consapevolezza, nella veglia pasquale, l’Alleanza battesimale e gli impegni che da essa scaturiscono.

Come all’antico Israele peregrinante nel deserto, Dio offre al popolo della nuova Alleanza, che cammina verso la Pasqua eterna, i segni della benevolenza e della grazia che libera e salva, a condizione, però, che l’uomo dica il “sì” della sua fedeltà e dell’obbedienza alla proposta divina della salvezza.

3. Carissimi fratelli e sorelle della Parrocchia di Santa Dorotea, la liturgia odierna costituisce per la vostra comunità e per tutta la Chiesa di Roma, impegnata nel lavoro di preparazione al Sinodo diocesano, uno stimolante e impegnativo “programma” di vita.

Anche il Sinodo, infatti, è e vuole essere un vero itinerario di purificazione e di illuminazione in vista di una più intensa comunione con Dio e con i fratelli da realizzare attraverso la preghiera, la penitenza e un più fedele e generoso servizio evangelico alla Città. Questa può essere davvero considerata come una specie di “deserto”. Un luogo, cioè, nel quale si evidenziano da una parte i segni della presenza del Tentatore, che induce gli uomini ad allontanarsi da Dio, a cedere a molte forme di idolatria e di peccato, operando la disgregazione e la divisione; e, dall’altra, lo spazio nel quale il Signore continua a fare dono dello Spirito attraverso segni molteplici di misericordia, di grazia, di carità.

Anche il vostro quartiere è segnato da questa “ambivalenza”. Indifferenza religiosa, pluralismo ideologico, dovuto anche alla presenza di tanti turisti di fede diversa, molteplici forme di emarginazione sociale e di povertà lo caratterizzano. Tutto ciò reclama un rinnovamento nella fede, un più forte impegno missionario, un piano pastorale più organico e concorde per realizzare un servizio all’uomo evangelicamente ispirato. Sono molti i poveri che guardano alla vostra comunità parrocchiale come ad un punto di riferimento e ad un centro di accoglienza, di aiuto e di sostegno, sia materiale che spirituale.

Qui, tuttavia, sono ancora vive le orme dei molti Santi che vi hanno dimorato, lasciandovi le vestigia della loro testimonianza e del loro amore ai poveri, agli emarginati, ai giovani: San Giuseppe Calasanzio, San Gaetano da Thiene, Santa Paola Frassinetti, e San Massimiliano Kolbe, il Padre Conventuale polacco, che ha qui più volte sostato in preghiera e che onora la Chiesa e il suo Ordine con la sua fedeltà a Cristo e all’uomo, fino all’olocausto della sua vita.

Seguite le loro orme per rispondere alle antiche e nuove povertà che è dato oggi incontrare nelle strade del vostro quartiere.

Fatelo soprattutto “insieme”, sentendovi e operando come comunità, evitando la tentazione dell’assenteismo o della delega a poche persone. Create sempre più un clima di fraternità tra voi e di corresponsabilità, facendovi carico dei progetti pastorali della parrocchia, incrementando gli organismi collegiali di partecipazione e promuovendo iniziative di solidarietà e di condivisione con chi è nella difficoltà e nel bisogno.

4. Nello spirito di queste riflessioni quaresimali, insieme al Pro-Vicario Generale, l’Arcivescovo Monsignor Camillo Ruini, e al Vescovo Ausiliare del Settore Centro, Monsignor Filippo Giannini, saluto tutti voi, cari fratelli e sorelle, augurandovi un fruttuoso cammino di fede. Saluto in particolare specialmente il caro Padre Lanfranco Serrini, Ministro Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali, il Parroco, Padre Sebastiano Botticella, e i Religiosi suoi collaboratori i quali hanno la cura pastorale di questa zona del centro storico di Trastevere.

Esprimo il mio compiacimento a tutti i membri degli Istituti Religiosi che hanno la loro Casa nell’ambito della Parrocchia e che offrono la loro preziosa collaborazione nell’opera di evangelizzazione capillare di questo quartiere. Mi è caro raggiungere col pensiero colmo di gratitudine i Gruppi rispettivamente del Consiglio Pastorale, della Catechesi, dell’Assistenza caritativa e dell’Azione Cattolica per la testimonianza cristiana, che essi offrono con grande fervore spirituale.

5. “Le vie del Signore sono verità e grazia” (Salmo responsoriale).

Carissimi, il tempo di Quaresima vi apre un cammino e traccia le vie per percorrerlo.

Anzitutto le vie della verità, di una adesione più consapevole alla verità evangelica, per farvene testimoni e annunciatori per una “nuova evangelizzazione”.

E poi le vie della grazia, quelle cioè di una più attiva e fruttuosa partecipazione ai sacramenti, per vivere da uomini nuovi, capaci di rinnovare il mondo.

Dio vi guidi e lo Spirito vi sostenga. In questa Quaresima e sempre!

Amen!

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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