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PREGHIERA DINANZI ALL'ICONA VENERATA
NEL SANTUARIO DI SANT'ALFONSO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Chiesa di Sant' Alfonso - Domenica, 30 giugno 1991

 

“Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19, 27).

1. Ogni volta che ci soffermiamo a contemplare e a rivivere questa scena di passione e di amore che si svolse sul Calvario non possiamo non sentire rivolte a noi le parole di Gesù che ci affida come madre la sua stessa Madre. In Giovanni sono presenti la Chiesa e i credenti di ogni tempo; è presente ciascuno di noi. “Ecco tua Madre”: ecco la Madre di ogni uomo! Il discepolo la prese con sé, aprendogli le porte della sua casa, perché il suo cuore pulsasse in sintonia con quello della Madre.

Seguendo l’esempio di Giovanni anche noi siamo chiamati ad aprire il nostro spirito a Maria. Raccolti quest’oggi in preghiera dinanzi all’icona della Madonna del Perpetuo Soccorso, non possiamo non rinnovarLe i nostri sentimenti di servi e di figli devoti.

2. Nella mia angoscia, aiutami Signore! (Sal 70)!

L’invocazione dell’odierna liturgia, che si leva dal seno dell’umanità appesantita dal male e dal dolore non cade così nel vuoto. Il cammino dell’uomo, anche quando è faticoso ed impervio, non è senza speranza. C’è una Madre che veglia accanto ad ogni essere umano!

Attestano questa sua presenza i numerosi segni da Lei operati nel corso dei secoli; la rendono visibile i santuari, le chiese, le sculture e le molteplici rappresentazioni con cui la pietà e l’arte del popolo hanno arricchito le nostre tradizioni cristiane. La Madre di Dio è soprattutto presente con la potenza della sua misericordiosa intercessione quando ascolta, interviene, protegge e dischiude ai fedeli le porte della salvezza.

3. “Cose stupende si dicono di Te”, o Maria, perché nel tuo grembo verginale il Signore Dio ha posto “le sorgenti della salvezza” (Sal 86, 3.7).

Il grembo verginale della Figlia di Sion ha accolto il Figlio prediletto, il Verbo incarnato. Sei beata, Maria, perché “cose stupende si dicono di Te”!

Con questa invocazione biblica, rivolta alla Madre del Redentore, saluto con affetto tutti voi, cari fratelli e sorelle, che prendete parte a questa celebrazione liturgica. Saluto in particolare il Generale dei Redentoristi, Padre Juan M. Lasso de La Vega, i Consiglieri Generali, i Religiosi di questa Comunità e, attraverso di voi, tutte le Comunità del vostro Istituto sparse nel mondo. Vi esprimo il mio sincero apprezzamento per l’opera che svolgete, fedeli agli insegnamenti di sant’Alfonso, il cantore delle “Glorie di Maria”. E rendo grazie alla Madonna per l’opportunità che oggi mi è data di incontrarvi sotto il suo sguardo benedicente.

Sono passati, ormai, 125 anni da quel 26 aprile 1866, quando il papa Pio IX affidò al vostro Istituto la diffusione del culto alla Vergine del Perpetuo Soccorso. Da allora non avete cessato di custodire con amore questa icona bizantina, giunta dall’Oriente e diventata un punto di riferimento per i fedeli che vengono a pregare in questo tempio.

4. Come scrivevo nella mia Lettera apostolica Duodecimum saeculum (1987), “il credente di oggi, come quello di ieri, deve essere aiutato nella preghiera e nella vita spirituale con la visione di opere che cercano di esprimere il mistero senza per nulla occultarlo” (Giovanni Paolo II, Duodecimum saeculum, 11).

L’icona richiama il mistero della divina maternità e mentre invita alla fiducia, esalta il ruolo che la Vergine riveste nella vita di ogni credente. Maria è madre di speranza e di bontà; madre di misericordia e di grazia. “Volendo Dio redimere il genere umano, - osserva sant’Alfonso Maria de’ Liguori, ispirandosi a san Bernardo - ha posto tutto il valore della redenzione in mano di Maria, perché Ella lo dispensi a sua voglia” (Sant’Alfonso M. de’ Liguori, Opere ascetiche, Roma 1936, vol. VI, p. 109).

In questa icona Maria ci dispensa questo valore col lieto annunzio che la Nuova Alleanza si è in Lei pienamente realizzata e per mezzo di Lei è offerta a tutti gli uomini. Gesù le stringe la mano destra, quasi a comunicarLe le primizie della redenzione e a testimoniare il modo straordinario della cooperazione della Madre del Signore alla salvezza dell’umanità. Gli occhi della Vergine guardano verso il popolo ed irradiano su di esso il dono della grazia divina.

5. “Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is 7, 14).

Non si avverte, forse, in modo straordinario, guardando questa sacra effigie, il compimento della promessa preannunciata dal profeta Isaia, di cui ci parla la prima lettura? La Vergine darà alla luce l’Emmanuele, il Dio che resta fra noi. Il Figlio, fatto uomo, dell’eterno Padre, nel quale si compie la promessa antica della redenzione. Quale straordinario mistero! È mistero di salvezza e di speranza; è mistero di pace vera e di gioia profonda.

Ma la Vergine continua nel tempo questo suo ruolo di Madre: genera in modo spirituale l’Emmanuele fra gli uomini; ci offre il Redentore, di cui è la prima e più generosa serva, ed incoraggia il popolo cristiano a convertirsi costantemente al divino Maestro e Signore.

6. A voi tutti, cari fratelli e sorelle, che frequentate questo luogo sacro, io dico: prendete stimolo da questa celebrazione per rinnovare la vostra devozione alla Beata Vergine del Perpetuo Soccorso, che potete qui contemplare. Non dimenticate che la Vergine occupa, dopo Cristo, il posto più alto e più vicino a noi” (Lumen gentium, 56); ed “è congiunta con tutti gli uomini bisognosi di salvezza” (Ivi, 53). Quando questa madre buona scorge i nostri limiti, si avvicina per soccorrerci prima che noi domandiamo aiuto.

Il Signore ce l’ha data come avvocata, ad essa ha conferito il potere di sostenerci.

Maria soccorre la Chiesa che a Lei guarda con fiducia. Sostenta con la sua misericordia chi soffre e rischia di cedere allo sconforto. Guarda benigna ai gravi problemi che l’umanità vive nel tempo presente.

Fa sì che tutti possano trarre proprio da Lei, Madre del Perpetuo Soccorso, luce ed ispirazione per camminare con fedeltà e coraggio sulla strada della salvezza.

Non dimenticate le parole di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il quale osservava che “ogni bene, ogni aiuto, ogni grazia che gli uomini hanno ricevuto e riceveranno da Dio anche nel futuro tutto è venuto e verrà per intercessione e per mezzo di Maria” (Sant’Alfonso M. de’ Liguori, Opere ascetiche, Roma 1936, vol. VI, p. 110).

7. “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole” (Ap 12, 1).

Appare nel cielo dell’umanità un segno di sicura speranza: Maria, la Madre del Perpetuo Soccorso.

È vero! Soltanto Dio è la fonte di ogni grazia e Signore assoluto di tutte le cose. A Dio, però, è sommamente gradita l’intercessione di Maria, donna vestita di sole, che tutto può ottenere, perché chiede non per sé, ma per noi. Domanda in nome di Gesù Cristo e le sue preghiere nascono da un cuore di mamma. Non possono, pertanto, non essere ascoltate.

Segno grandioso della nostra speranza, noi ti invochiamo!
O Vergine del Perpetuo Soccorso,
Santa Madre del Redentore;
soccorri il tuo popolo, che anela a risorgere;
dona a tutti la gioia di camminare verso il terzo Millennio
nella consapevole ed attiva solidarietà con i più poveri,
annunciando in modo nuovo e coraggioso
il Vangelo del Tuo Figlio,
fondamento e culmine di ogni umana convivenza,
che aspira ad una pace vera, giusta e duratura.
Come il Bambino Gesù,
che ammiriamo in questa venerata icona,
anche noi vogliamo stringere la tua destra.
A Te non manca né potenza, né bontà
per soccorrerci in ogni necessità ed in ogni bisogno.
Quella attuale è l’ora tua!
Vieni, dunque, in nostro aiuto
e sii per tutti rifugio e speranza!

Amen!

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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